«Luogo dell’Incarnazione è la concreta storia d’ogni uomo». Le parole di mons. Catella nelle celebrazioni di Natale

«Il Natale di Gesù è la perenne risposta alla costante aspettativa che pervade, in ogni epoca, tutta l’umanità. Perché “luogo” dell’Incarnazione è la concreta storia d’ogni uomo, specialmente degli uomini e delle donne più umili, più semplici, più poveri». Lo ha affermato il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) pronunciata durante la celebrazione eucaristica presieduta nella notte di Natale in Cattedrale. «La nascita del Figlio di Maria – ha proseguito – dice la verità ed il significato profondo del “farsi carne” da parte di Dio. Davvero la condizione umana è da lui assunta in pienezza! Davvero egli ci prende sul serio!». «Natale – ha osservato mons. Catella – vive già della identica logica della Pasqua: è abbassamento, è gloria che si rivela per la via del nascondimento». «È per questo che il Natale è parte integrante e costitutiva dell’annuncio cristiano». «Non si apprezza e non si vive cristianamente il Natale senza il riferimento alla Pasqua».

Nella celebrazione eucaristica che ha presieduto nel giorno di Natale, mons. Catella ha affermato che «nel bimbo di Betlemme ascoltiamo e vediamo Dio; il Verbo di Dio, la sua udibile e visibile Parola». Nel Natale – ha aggiunto (clicca qui per il testo integrale dell’omelia) – «Colui che è la Parola divina decide, amorosamente, di guardare all’uomo, all’umanità tutta, a noi con gli occhi dell’umanità; decide, amorosamente, di imparare dall’uomo il linguaggio della carne (il linguaggio umano) per potere discorrere con lui, per potergli comunicare la parola dello Spirito». «L’Incarnazione è questo – ha spiegato mons. Catella – è come un cammino di apprendimento quotidiano in cui Dio si fa compagno dell’uomo e ne condivide tutte le esperienze». Per il Vescovo, «porsi in ascolto del “racconto” che Gesù fa del Padre è l’unico modo possibile di “vedere” Dio, vedere la sua gloria; sì, perché Dio ha un volto visibile in Gesù». «Entriamo in questo dialogo con atteggiamento di figli», l’invito di mons. Catella. «Veramente in Gesù questa parola che Dio dice all’uomo è definitiva e piena: è la parola di un Padre ad un figlio – ha concluso – un dialogo di fiducia e di obbedienza, di amore e di tenerezza, in cui ogni parola diventa fonte di vita, di piena libertà, di pace».

“Natale in Europa”: il 1° gennaio in Cattedrale concerto della Cappella Musicale

Sarà dedicato all’Europa e alla pace il concerto che si terrà domenica 1° gennaio, alle 17.30, nella Cattedrale di Sant’Evasio, nell’ambito di “Cantiere Speranza”. “Abbiamo voluto dedicare questo appuntamento all’Europa – spiega Riccardo Calvo, responsabile del servizio diocesano per la pastorale della cultura che promuove il ciclo di incontri – perché a 60 anni dal Trattato di Roma ci ostiniamo a credere che, nonostante le difficoltà, il destino dell’Italia sia l’Europa e il destino dell’Europa sia la pace”. “Per questo – prosegue – anche alla luce dei fatti recentemente accaduti a Berlino, il concerto diventerà occasione di riflessione sulla pace, nella Giornata che da 50 anni la Chiesa cattolica dedica a questo tema”.
Con “Natale in Europa – a 60 anni dal Trattato di Roma” si verrà condotti in un viaggio nel Natale europeo proposto dalla Cappella Musicale della Cattedrale, diretta da Anna Maria Figazzolo, attraverso i canti della tradizione natalizia di Italia, Spagna, Francia, Germania e Inghilterra. I brani saranno accompagnati da Matteo Camagna, all’organo, e dal Quintetto di Ottoni della Cattedrale di Vercelli formato da Alessio Molinaro e Roberto Foglia (trombe), Franco Salerno e Simona Sallustio (tromboni tenori) e Matteo Donato (trombone basso).
Dal coro verranno eseguiti “Puer Natus” (gregoriano), “Gloria ‘n cielo” (Laudario di Cortona), “Notturno di Betlemme” (Arcangelo Corelli, dal Concerto fatto per la Notte di Natale op. 6, n°8) , “Fermarono i cieli” (S. Alfonso Maria De Liguori), “Joseph, Fili David” (Javier Busto), “Verbum caro factum est” (anonimo spagnolo), “Resonet in laudibus” (Anselm Schubiger), Orsù pastori” (anonimo tedesco), “In notte placida” (François Couperin), “Per i colli e le vallate” (tradizionale francese), “Nel silenzio della notte” (Felix Mendelssohn), “Un tempo nella città di David” (Henry John Gauntlett), “Brillò nel ciel” (tradizionale inglese) e “Venite fedeli” (John Francis Wade). “Ninna nanna di Maria – Mariae Wiegenlied, op 76” (Max Reger) e “Cantico di Natale – Cantique de Noel” (Charles Adolfh Adam) saranno invece eseguiti da Anna Maria Figazzolo, soprano solista.
I canti saranno alternati alla lettura di brani, proposti dal Collettivo Teatrale di Casale Monferrato, tratti dal messaggio di Papa Francesco per la 50ª Giornata mondiale della pace e da alcuni discorsi tenuti da Giorgio La Pira (alla Tavola Rotonda Est-Ovest di Belgrado nel 1965 e al Congresso della Federazione Mondiale delle Città Unite a Sofia nel 1972) e da Václav Havel (ad Aquisgrana, nel 1996, in occasione del conferimento del premio Carlo Magno).

«Farsi stupire, saper accogliere»

“Lasciarsi stupire”, “saper far posto” e “aprire il cuore”. Sono questi gli atteggiamenti attorno ai quali ruota la riflessione proposta  per il Santo Natale da mons. Alceste Catella, nel videomessaggio che diventa occasione «per “entrare” nelle vostre case e nelle vostre famiglie con gioia e un po’ di trepidazione per partecipare con voi alla vostra gioia e alla vostra festa, ma anche alle vostre fatiche e sofferenze, alle vostre difficoltà e ansie che sono così presenti». Due i pensieri condivisi dal Vescovo. Innanzitutto «la constatazione che nella grotta di Betlemme – là dove vi sono Maria, il Bambino e Giuseppe, là dove giungono i pastori e poi i Magi – non si parla, non si chiacchiera. Ci si lascia stupire, ci si lascia sorprendere. Di fronte alla sorpresa ci si lascia interrogare, si pensa, si riflette. Si ama e si sta accanto, si sta vicino». «Questo pensiero – rivela – mi ha molto aiutato a pensare e a impegnarmi ad arrivare al Natale in una maniera più operosa, di conversione e miglioramento, di maggiore attenzione e capacità di vicinanza. Non solo parlare del Natale ma il tentativo di vivere il Natale». Il secondo pensiero è relativo al “non vi era posto per loro nell’albergo” (cfr. Luca 2,7). «Mi ha colpito come non mai – prosegue mons. Catella – questo “per loro”. Il Vangelo dice che il posto c’era, ma “per loro” – per Gesù che stava per nascere, per Maria, per Giuseppe – non c’era. Mi sono chiesto: cos’è giusto, cos’è secondo umanità? Che vi sia qualcuno per cui il posto c’è sempre e qualcuno per cui il posto non c’è mai? È così debbono andare le cose?». «Oggi per me – domanda il Vescovo – cosa significa che c’è qualcuno per cui non c’è posto? Qualcuno a cui non rivolgo la parola, che non so accogliere magari nella mia stessa famiglia, nella mia stessa casa, nel luogo di lavoro, nella comunità dove vivo? C’è qualcuno – questi “loro” – a cui non voglio aprire il mio cuore?». «Questi – conclude mons. Catella – sono i pensieri che mi hanno colpito e che chiedono anche un mio miglioramento, una mia conversione. Oso proporveli, perché il Natale sia autentico, sia vero».

«Se c’è dialogo vero si crea uno spazio di libertà». Le parole di mons. Catella nella Solennità della Immacolata Concezione di Maria

«L’esperienza vissuta da Maria di Nazareth è quella che ciascuno di noi è chiamato a fare nei confronti di Dio. Dio non grida forte, non impone. Dio propone sempre, creando dialogo e spazi di libertà dove ognuno possa dire: “sì, accolgo questo progetto e mi impegno a metterlo in pratica”». Lo ha affermato questa mattina il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, presiedendo al Santuario della Madonna di Crea la celebrazione eucaristica per la Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. «La celebriamo – ha osservato il Vescovo – nel cammino che ci conduce al Natale. Una collocazione giusta perché non ci si può preparare a celebrare rettamente il Natale senza che il nostro pensiero si accosti anche a Colei che è la Madre. L’evento della Natività comprende evidentemente la Madre e il Figlio». Commentando i brani proposti nella Liturgia della Parola, mons. Catella ha rilevato che anche nella nostra vita «vi sono dialoghi veri e dialoghi finti». «Il dialogo è vero se c’è un reciproco incontro e una reciproca accoglienza. E se c’è dialogo vero allora si crea uno spazio di libertà. Perché liberamente incontro e accolgo l’altro, liberamente ascolto l’altro che, non imponendosi su di me, mi dà la possibilità di rispondere». «Tra Maria e l’angelo Gabriele abbiamo un vero spazio di libertà», ha proseguito il Vescovo, sottolineando anche che «la scena del dialogo tra Maria e l’angelo Gabriele è una scena di profonda umanità dalla quale possiamo imparare cosa vuol dire educare», perché «tramite il dialogo vero si realizza uno spazio di libertà. Uno spazio nel quale le persone attraverso il dialogo crescono e maturano. Se non c’è dialogo non si crea lo spazio di libertà e pertanto l’educando non accetterà mai ciò che l’educatore propone».
Mons. Catella ha osservato anche che «quando ha compreso, Maria dice il suo “sì”. Libero, intelligente e ragionevole. E lo mette in pratica». Così attraverso la sua esperienza «ci viene fatta capire l’essenza della Redenzione e della Salvezza che è la libera accoglienza di Dio nella nostra vita per instaurare un rapporto, un dialogo con Lui».

 

 

Nomina nella Parrocchia di Fosseto di San Salvatore Monferrato

A seguito della morte del sac. Sergio Cabria, Mons. Alceste Catella, Vescovo di Casale Monferrato, udita la disponibilità dell’interessato, in data 1 dicembre 2016 ha nominato Parroco della “Parrocchia di S. Anna” in Fosseto di San Salvatore Monferrato (AL) il can. mons. Carlo Grattarola che continuerà a svolgere il servizio di Rettore del Santuario “B. V. Madonna del Pozzo”.