Assemblea dei Vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta. Sintesi dei lavori

Pubblichiamo la sintesi dei lavori dell’assemblea della Conferenza Episcopale piemontese, svoltasi a Pianezza (To) nella giornata del 17 gennaio 2017.

I Vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta si sono riuniti in data 17 gennaio a Pianezza per la consueta assemblea. Il Presidente, l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia, ha aperto i lavori con la prolusione ad ha relazionato in vista del Consiglio di Presidenza CEI, elencando l’ordine del giorno: proposte per il tema principale dell’Assemblea CEI; sussidio sul rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente; revisione delle norme circa il regime amministrativo dei tribunali ecclesiastici; dibattito sul fine-vita in merito al consenso informato e ai trattamenti sanitari; decisioni della commissione paritetica e ripartizione dell’otto per mille; lineamenti e questionario in vista del Sinodo dei Vescovi; impegno delle diocesi per i terremotati; approvazione dei piani quinquennali delle commissioni episcopali; esami di documenti vari e nomine.
È seguito un breve e interessato dibattito con suggerimenti.
Si sono poi aperti i lavori sul nutrito ordine del giorno della CEP stessa, che ha coinvolto i Vescovi dalle ore 10.30 alle ore 16.30 del pomeriggio.
In successione, sono stati incontrati gli incaricati regionali della Pastorale Giovanile. Mons. Guido Gallese ha introdotto il dibattito; successivamente sono intervenuti Carlotta Testa (Alessandria) e don Luca Ramello, sul tema della promozione di operatori laici professionisti in animazione giovanile. Proposta commentata da più prospettive dai Vescovi e sulla quale si ritornerà a riflettere per decidere.
È seguito l’ascolto dei responsabili della Consulta Regionale per i beni culturali, don Gianluca Popolla e dott. Roberto Canu con una riflessione introdotta dal Vescovo mons. Piergiorgio Debernardi. I due poli della comunicazione si sono incentrati sul già fatto, anche con risultati economici, e il da fare che si rivela importante, pure se defatigante, appassionante e con effetti mai scontati. Anche su questa valutazione molti Vescovi hanno posto interrogativi ed espresso ulteriori considerazioni.
Mons. Marco Arnolfo, Arcivescovo dei Vercelli, ha presentato e commentato una comunicazione di don Flavio Luciano, responsabile regionale della Pastorale Sociale e del Lavoro, proponendo alcuni spunti su come prepararsi, a livello diocesano, alla 48^ settimana sociale dei cattolici italiani (Cagliari 26-29 ottobre 2017). Ci sono proposte da assumere da parte delle singole diocesi e, inoltre, una scelta a livello regionale. Ogni Vescovo si responsabilizzerà nel trasmettere e incentivare le iniziative.
È stato, poi, individuato un orientamento per la scelta del docente membro della commissione di amministrazione della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, il cui nominativo sarà reso pubblico dopo l’avvenuto contatto personale.
Il Vescovo di Biella, mons. Gabriele Mana, ha relazionato in merito al lavoro e al cammino fatto su “Casa Speranza”. È proseguita in modo soddisfacente la ristrutturazione con i fondi della CEI e la sinergia collaborativa tra Missionari della Consolata, sacerdoti e sorelle già responsabili della struttura. I Vescovi, collegialmente, hanno espresso la loro gratitudine e il ringraziamento.
Come penultimo intervento è stata richiamata la bella iniziativa “Lab.Ora Mille Giovani Servitori del bene comune”, proposta dal dott. Salvatore Martinez e già sperimentata in Campania, per valorizzare giovani dai 23 ai 35 anni, credenti, laureati o specializzandi, desiderosi di impegnarsi nei ruoli che la Provvidenza vorrà. Per Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, l’incarico, entro il prossimo marzo, è quello di cercare 4 giovani per diocesi.
Infine, il Vescovo di Cuneo, mons. Piero Delbosco, ha presentato una triplice proposta: la composizione della Commissione Regionale Pastorale Tempo Libero-Turismo-Sport-Pellegrinaggi; l’itinerario pastorale dei Vescovi piemontesi a Mosca/San Pietroburgo; il progetto di mons. Cavallotto e della Facoltà Biblica Francescana di Gerusalemme per corsi intensivi di formazione biblico-teologica e archeologica, destinati ai sacerdoti.

+ Luciano Pacomio
Vescovo di Mondovì – Vescovo Delegato per le Comunicazioni Sociali

Lo spettacolo “Emigranti” per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

In occasione della 103ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebra domenica 15 gennaio 2017, il Servizio diocesano per la Pastorale dei migranti (Migrantes) – in collaborazione con Caritas diocesana, Rete Radié Resch, Movimento adulti Scout cattolici italiani (Masci), cooperativa Senape e cooperativa Crescere Insieme – promuove la riflessione sul tema delle migrazioni attraverso lo spettacolo “Emigranti” che sabato 14 gennaio verrà portato in scena da “Faber Teater” all’Auditorium San Filippo a Casale Monferrato (piazza Statuto), con inizio alle 21.
«Le migrazioni, oggi, non sono un fenomeno limitato ad alcune aree del pianeta – scrive Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017 – ma toccano tutti i continenti e vanno sempre più assumendo le dimensioni di una drammatica questione mondiale. Non si tratta solo di persone in cerca di un lavoro dignitoso o di migliori condizioni di vita, ma anche di uomini e donne, anziani e bambini che sono costretti ad abbandonare le loro case con la speranza di salvarsi e di trovare altrove pace e sicurezza».
Quello raccontato in “Emigranti” è «un viaggio teatrale e musicale» proposto da «sei attori-musicisti» che «con azioni e canti, evocano mondi, avventure, viaggi, tra innamoramenti e tradimenti, tra foto ricordo e musiche, lotte, danze». «I sei personaggi cercano in ogni replica l’incontro con una nuova terra, un nuovo pubblico, e lo fanno portando con sé azioni e canti provenienti da diversi paesi. Nutrono il ricordo di quelle terre, parlano lingue che possono essere di molti, senza tempo e senza dove: ricordo, nostalgia, ma anche gioco, scherzo, emozioni. Scambi di ruoli, relazioni amorose e scontrose, atmosfere francesi d’antan e feste yiddish, coppie di baciatori incalliti e sfidanti a colpi di capoeira, roteare di gonne spagnole».

Nomina nella Parrocchia di San Martino di Rosignano Monferrato

A seguito della morte del Parroco titolare, sac. dott. Dante Caprioglio S.D.B., Mons. Alceste Catella, Vescovo di Casale Monferrato, ottenuto il consenso (cfr can. 682 §1 C.I.C.) dell’Ispettore dei Salesiani della Circoscrizione Piemonte-Valle d’Aosta, ha nominato Amministratore Parrocchiale e Legale Rappresentante della “Parrocchia di San Martino” in San Martino di Rosignano Monferrato (AL) il sac. Marco Durando S.D.B. Tale nomina decorre dal 1° gennaio 2017.

«I Magi primizia di chi si aprirà alla fede e accoglierà la salvezza». Le parole di mons. Catella per l’Epifania

«Possiamo pensare che i Magi rappresentino senza dubbio una “primizia”, primizia di tutti i popoli chiamati a “farsi discepoli” del Signore, primizia di quella schiera di uomini e donne che verrà da oriente e da occidente per sedere a mensa nel regno dei cieli, primizia di quella schiera che si aprirà alla fede e accoglierà la salvezza». Lo ha affermato oggi pomeriggio il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) pronunciata durante la celebrazione eucaristica per la Solennità dell’Epifania del Signore. Questa festività «è veramente mistero di luce, di rivelazione, di manifestazione – come dice il suo stesso nome», ha ricordato mons. Catella, sottolineando che «la luce che si sprigiona dal Bambino di Betlemme non può restare nascosta, né illuminare solo coloro che si trovano nelle sue vicinanze; essa vuole brillare per tutti, vicini e lontani; vuole brillare per tutti i popoli della terra». «Il lungo e faticoso cammino dei Magi approda ad una casa, una semplice casa, con un gesto di adorazione davanti ad un bambino… Lì Dio si fa incontrare, lì si fa trovare; a un Dio così quei sapienti sentono di potersi, di doversi inchinare», ha proseguito mons. Catella. «Ad un Dio così – ha concluso – essi offrono ciò che di più caro e di più prezioso hanno; offrono con dedizione totale la loro esistenza della quale, ora, hanno scoperto il valore ed il significato».

«Torniamo a casa con un cuore di carne». Le parole di mons. Catella per la Solennità della Dedicazione della Cattedrale

«Lasciamo qui il cuore di pietra e torniamo a casa con un cuore di carne». È l’invito espresso oggi pomeriggio dal Vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) pronunciata durante la celebrazione eucaristica per la Solennità della Dedicazione della Cattedrale, avvenuta 910 anni fa. «Il tempio fatto di mattoni – ha sottolineato il Vescovo – è figura del tempio fatto di pietre vive che è la Chiesa di Dio. Che dono grande e che compito grande quello di essere pietre vive nella Chiesa». «Se noi ci radunassimo nelle chiese più prestigiose, ma ci radunassimo con un cuore di pietra, che senso avrebbero le chiese pur meravigliose?», ha chiesto mons. Catella, ricordando che «nella tradizione ebraica andare pellegrini a Gerusalemme significa lasciare là il cuore di pietra e tornare a casa con un cuore di carne». «Sarebbe davvero bello – ha concluso – se anche la nostra Cattedrale fosse così: fosse un luogo dove noi ogni volta che entriamo lasciamo, in qualche misura il cuore di pietra – la durezza del cuore – per tornare alle nostre case, alle nostre strade con un cuore di carne».

Nella corso della celebrazione eucaristica si è fatto memoria anche del XVIII anniversario della morte di monsignor Carlo Cavalla, avvenuta il 4 gennaio 1999 quando era vescovo emerito di Casale Monferrato, diocesi che lo ebbe come pastore dal 1971 al 1995.

«Accogliere la vita come una continua benedizione». Le parole di mons. Catella per la Solennità di Maria Madre di Dio

«Maria che celebriamo oggi con il titolo più bello e più grande che possa essere dato ad una creatura – Madre di Dio – ci aiuti ad accogliere la vita come una continua benedizione e a rispondere alla custodia amorosa di Dio con un atteggiamento altrettanto benedicente, che sa riconoscere con grato stupore tutto il bene che Dio opera nei nostri riguardi». Lo ha affermato il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) pronunciata durante la celebrazione eucaristica presieduta in Cattedrale nel pomeriggio dell’ultimo giorno del 2016. «Il primo giorno del nuovo anno – ha proseguito – sia occasione privilegiata per gustare “le primizie dell’amore misericordioso” di Colui che nella sua provvidenza dà “inizio e compimento a tutto il bene che è nel mondo”». Prima della benedizione finale si è cantato il “Te Deum” in ringraziamento per l’anno trascorso.

Nella celebrazione eucaristica che ha presieduto nel pomeriggio di oggi, 1° gennaio 2017, nella Chiesa di San Filippo, mons. Catella ha incentrato la sua omelia (clicca qui per il testo integrale) sul Messaggio di Papa Francesco per la 50ª Giornata Mondiale della pace. Riferendosi alla prima lettura, tratta dal libro dei Numeri, il Vescovo ha osservato che si tratta di «una preghiera di “benedizione” e chiede il grande dono della pace». «Attraverso l’immagine del volto luminoso di Dio – ha proseguito – viene indicata la condizione fondamentale per avere la pace. La relazione vitale con Dio, creatore e redentore, fonda e definisce l’identità del suo popolo. Mediante la benedizione la comunità dei credenti viene posta sotto la protezione di Dio, fonte e garanzia di pace».