«Eccomi Chiesa di Casale, sono al tuo servizio». Le parole di mons. Gianni Sacchi all’inizio del suo ministero episcopale

«Eccomi Chiesa di Casale, mia amata sposa. Eccomi a te… Quell’eccomi che ho pronunciato nei momenti più importanti della mia vita oggi lo dico a te. Eccomi sono al tuo servizio…». Sono queste le prime parole pronunciate da mons. Gianni Sacchi nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) durante la celebrazione eucaristica (foto Igor Furlan/La Vita Casalese) con la quale ha avuto inizio, nel pomeriggio di ieri, il suo ministero episcopale nella Diocesi di Casale Monferrato. Il rito è stato concelebrato da mons. Alceste Catella, vescovo emerito di Casale Monferrato che gli ha consegnato il pastorale dono della comunità diocesana, mons. Gabriele Mana, vescovo di Biella, da mons. Angelo Accattino, nominato da Papa Francesco nunzio in Bolivia, e da mons. Ján Sokol, arcivescovo emerito di Trnava, città slovacca gemellata con Casale Monferrato.
«Inizio questo servizio in mezzo a voi mandato da Papa Francesco. Inizio – ha rivelato il Vescovo – con trepidazione ben consapevole della sproporzione tra i miei limiti e la grandezza della chiamata all’episcopato che il Signore Gesù mi ha donato». «La mia vita è per te Chiesa di Casale Monferrato. Oggi vengo a te con la mia persona, portandoti un dono, il dono grande del ministero episcopale».
«Un dono immenso, un tesoro riposto nella fragilità della mia vita», ha proseguito mons. Sacchi. «Voi fratelli e sorelle della Chiesa di Casale – l’invito del Vescovo – dovete aiutarmi a valorizzare questo dono, per metterlo nel punto più alto perché faccia luce a tutti».

Nel pomeriggio in cui il nuovo Vescovo ha fatto il suo ingresso in Diocesi, palpabile è stato il clima di gioia che si è respirato fin dalla visita alla R.I.S.S. “Mons. Oreste Minazzi” dell’ODA e poi con il gioioso benvenuto dei giovani e la calorosa accoglienza di istituzioni e cittadini in piazza Mazzini. Altrettanto significativi i segni e le parole che hanno caratterizzato la Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale di Sant’Evasio, al termine della quale Mons. Sacchi ha rivolto alcuni ringraziamenti (clicca qui per il testo integrale).

Di seguito i video (realizzati da Paolo Baviera) con gli interventi pronunciati in piazza Mazzini dal Sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, dal presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, e dal prefetto di Alessandria, Romilda Tafuri. E le prime parole pubbliche, a Casale Monferrato, di Mons. Sacchi con le quali (clicca qui per il testo integrale) ha evidenziato che «il territorio casalese ha bisogno per crescere dell’azione di tutti, di una sinergia tra le forze della società civile e quelle spirituali che illuminano e infondono speranza». «So bene – ha aggiunto il Vescovo – che questa terra ha sofferto e soffre per la crisi economica, la preoccupante denatalità dovuta anche a inconsistenti ed eteree politiche nazionali di sostegno delle famiglie, la perdita di posti di lavoro e per il dramma dell’amianto e le nefaste conseguenze che si porta appresso, ma dobbiamo continuare a lottare e non arrenderci mai… per superare questa fase storica e uscire dal tunnel oscuro». Mons. Sacchi, rivolgendosi alle autorità present, ha anche affermato che «mi inserisco in una storia secolare e dono la mia disponibilità e il mio contributo per far crescere questa terra nella giustizia, nella solidarietà, nell’accoglienza e nella pace. Camminiamo insieme! Potete contare su di me e sulla Chiesa di Casale Monferrato».

Al termine della celebrazione eucaristica in Cattedrale, diversi sono stati i saluti rivolti a mons. Gianni Sacchi. A cominciare da quello del Vescovo della Chiesa ortodossa rumena d’Italia, letto dal parroco della Chiesa ortodossa “San Giovanni di Valacchia” di Casale. Poi è stata data lettura dei saluti di mons. Ján Orosch, attuale arcivescovo di Trnava, a cui hanno fatto seguito quelli di mons. Jan Sokol. Anche mons. Gabriele non ha fatto mancare il suo saluto, prima dei ringraziamenti di mons. Sacchi.

Domenica 29 ottobre l’inizio del ministero episcopale di mons. Gianni Sacchi in Diocesi

Dopo aver ricevuto l’ordinazione episcopale sabato scorso nella Cattedrale di Santo Stefano a Biella, domenica 29 ottobre S. E. R. mons. Gianni Sacchi farà il suo ingresso in Diocesi come Vescovo di Casale Monferrato.

La prima tappa

Mons. Sacchi arriverà a Casale Monferrato poco dopo le 14 di domenica 29 ottobre. La prima tappa, scelta dallo stesso Vescovo per l’inizio del suo ministero episcopale, sarà alla R.I.S.S. “Mons. Oreste Minazzi” dell’Opera Diocesana Assistenza, in via Biblioteca. Mons. Sacchi vi giungerà verso le 14.15, per una visita privata alle persone ospitate e l’incontro con il personale della struttura.
Mons. Vescovo rimarrà nella R.I.S.S. “Mons. Oreste Minazzi” per circa 30 minuti. All’uscita, verrà salutato dai giovani della Diocesi che lo accompagneranno in piazza Mazzini percorrendo via Biblioteca, via Mameli, via Liutprando, largo Mons. Angrisani e via del Duomo.

L’accoglienza

Mons. Sacchi giungerà in piazza Mazzini per le 15, accolto dalle autorità civili e dai cittadini di Casale e del Monferrato.
Ad indirizzare gli auguri di saluto e benvenuto saranno il Sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, il presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, il prefetto di Alessandria, Romilda Tafuri. Seguirà un breve intervento di Mons. Sacchi.
Al termine, ci si sposterà in processione verso la Cattedrale di Sant’Evasio.

La celebrazione eucaristica di presa di possesso e di inizio di ministero episcopale

Mons. Sacchi sarà ricevuto alla porta della Cattedrale dal presidente del Capitolo, mons. Antonio Gennaro, che presenterà al bacio del Vescovo l’immagine del Crocifisso. Poi l’Amministratore Apostolico, mons. Alceste Catella, porgerà a Mons. Sacchi l’aspersorio con l’acqua benedetta perché, entrando in Cattedrale, asperga tutti i presenti mentre si dirige verso la cappella del Santissimo Sacramento, dove sosterà per una breve adorazione. Indossati, nella Cappella di S. Evasio, i paramenti liturgici, avrà inizio la Celebrazione Eucaristica che sarà introdotta dall’Amministratore Apostolico rivolgendo parole di benvenuto al nuovo Vescovo. Il Vicario Generale della Diocesi, don Giampio Devasini, dopo aver esibito al Collegio dei Consultori la Lettera Apostolica della nomina del nuovo Vescovo ne dà pubblica lettura. A questo punto mons. Sacchi, ricevuto dalle mani del Vescovo emerito Alceste Catella il pastorale – dono dell’intera comunità diocesana – sarà invitato a sedere alla Cattedra dove riceverà l’omaggio di una rappresentanza del clero, dei religiosi, delle religiose e del laicato della Diocesi.
Avrà così inizio la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Gianni Sacchi. Dopo la lettura del Vangelo, il nuovo Vescovo pronuncerà la sua prima omelia rivolgendosi al Popolo di Dio che è stato chiamato a servire come pastore.
Al termine della Celebrazione Eucaristica, mons. Sacchi saluterà i fedeli nei locali della Curia Vescovile, in piazza Nazari di Calabiana, dove sarà organizzato un momento conviviale.

Nell’ambito dell’inizio del ministero episcopale di mons. Gianni Sacchi in Diocesi, segnaliamo due appuntamenti.

Incontro di preghiera in Cattedrale

In preparazione all’ingresso in Diocesi del nuovo Vescovo, si svolgerà nella serata di venerdì 27 ottobre, in Cattedrale, un incontro di preghiera. Sarà presieduta, con inizio alle 21, da mons. Alceste Catella, Amministratore Apostolico di Casale Monferrato.

A Crea, Celebrazione Eucaristica con mons. Sacchi e mons. Catella

Nella mattinata di lunedì 30 ottobre, alle 10, il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, presiederà la Santa Messa che sarà concelebrata da mons. Alceste Catella, Vescovo Emerito di Casale Monferrato.

«Accompagnare i fratelli nel loro cammino, scaldare i loro cuori». Le parole del vescovo Gianni Sacchi al termine dell’ordinazione episcopale

«Nel mio ministero episcopale chiedo questo al Signore: che mi aiuti ad essere almeno un pallido riflesso di Lui per accompagnare i fratelli nel loro cammino, scaldare i loro cuori con il dono della sua Parola e nella bellezza della mensa eucaristica far percepire agli occhi della fede la sua presenza di risurrezione e di vita». Lo ha affermato questa mattina mons. Gianni Sacchi, al termine della celebrazione eucaristica nel corso della quale, nella Cattedrale di Santo Stefano a Biella, gli è stata conferita l’ordinazione episcopale per le mani del Vescovo di Biella, mons. Gabriele Mana. Co-consacranti mons. Marco Arnolfo, Arcivescovo metropolita di Vercelli, e mons. Alceste Catella, Amministratore Apostolico di Casale Monferrato. Presenti quasi tutti Vescovi della Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta, compresi alcuni Vescovi emeriti, il biellese mons. Vittorio Viola, Vescovo di Tortona, e i Vescovi eletti mons. Angelo Accattino (Nunzio apostolico in Bolivia) e mons. Egidio Miragoli (Mondovì).

 

Nell’omelia, mons. Mana si è rivolto al neo vescovo, suo strettissimo collaboratore negli ultimi quindici anni prima come pro-vicario e poi come vicario generale, con queste parole: «Carissimo don Gianni, si realizza qui e ora nella tua vita ciò che noi desideriamo trovare in te. Tu puoi, tu devi donare Gesù Cristo. E ciò è molto più grande del vescovo stesso, fosse pure un santo o un genio. E ti auguriamo che, prima di essere questo o quello, tu sia di Gesù Cristo, cosicché tutti quelli che ti incontrano possano inciampare in Dio, come una realtà evidente, come prova di un Dio possibile e necessario».

Il Vescovo di Biella ha voluto salutare la numerosa rappresentanza di sacerdoti e fedeli giunti da Casale e dal Monferrato, «venuti qui per essere testimoni dell’evento sorgivo del vescovo Gianni, che vi viene consegnato in dono dal Signore come vostro pastore». Così come un pensiero è andato al «Vescovo Alceste che terminato il suo generoso servizio torna, accolto con grande affetto, nella sua Biella».
Dopo aver commentato la pagina evangelica dei discepoli di Emmaus ed essersi soffermato sui segni dei riti di consacrazione del Vescovo, mons. Mana si è rivolto ancora a mons. Sacchi assicurando che «noi tutti desideriamo che tu creda alla gioia, che non è solo una prova di ottimismo. La gioia cristiana, quella che Gesù chiama la ‘mia gioia’, quella che Lui vuole piena, ti faccia compagnia». Il passaggio finale dell’omelia è stato dedicato alla devozione popolare verso Maria che accomuna le comunità ecclesiali di origine e di ministero episcopale di mons. Sacchi perché venerata nel santuario biellese di Oropa e in quello monferrino di Crea. Mons. Mana ha rilevato che si passa da un abbraccio materno all’altro, con soluzione di continuità». «Ti assicuriamo anche il nostro abbraccio – ha concluso – sostanziato di preghiera e gratitudine».

Al termine della celebrazione eucaristica, animata dai cori delle Cattedrali di Biella e Casale Monferrato, mons. Sacchi ha espresso i suoi sentimenti e ringraziamenti per l’ordinazione episcopale appena ricevuta.

A celebrazione eucaristica conclusa, la delegazione dei monferrini – con il Sindaco di Casale, Titti Palazzetti, e il vicepresidente della Provincia, Federico Riboldi – ha potuto conoscere e salutare mons. Sacchi nel cortile del seminario vescovile.

Saluti finali del Vescovo Gianni Sacchi

Potete immaginare il mio stato d’animo in questo momento così intenso e straordinario che abbiamo vissuto e che ha segnato l’inizio di un cammino nuovo della mia vita nella Chiesa.
Un cammino e un percorso che il Signore mi ha tracciato.
Dal 21 luglio, quando a Roma in Nunziatura mi è stata comunicata la nomina a vescovo di Casale, un turbinio di pensieri si affollano nella mia mente: “Perché questa chiamata? Io non sono all’altezza di un ministero così grande…” A tante persone ho confidato questi miei pensieri e la risposta di tutti è stata questa: “Se il Signore ti ha chiamato, ti darà la forza e il suo sostegno… e noi pregheremo per te”. E oggi più che mai sento che è vero!
Sono stato accompagnato dall’affetto e dalla preghiera di una chiesa viva e vera: la Chiesa di Biella e la Chiesa di Casale.
So che non avete mai smesso di pregare per me e vi ringrazio e nel contempo vi chiedo di continuare a farlo.
Oggi il Signore mi ha consacrato con la rugiada del suo Spirito che Regge e Guida: Spirito che ha preso dimora in me per essere servo del Vangelo.
In questa solenne eucaristia ho desiderato la pagina evangelica dei discepoli di Emmaus, la stessa che c’era nel giorno della mia ordinazione presbiterale il 28 aprile 1990 e che ha segnato la mia vita.
Essere accompagnato dal Signore Gesù nel mio cammino e farmi scaldare il cuore dalla sua Parola e riconoscerlo presente nello spezzare il pane.
Nel mio ministero episcopale chiedo questo al Signore: che mi aiuti ad essere almeno un pallido riflesso di Lui per accompagnare i fratelli nel loro cammino, scaldare i loro cuori con il dono della sua Parola e nella bellezza della mensa eucaristica far percepire agli occhi della fede la sua presenza di risurrezione e di vita.
In questa eucaristia abbiamo detto a Dio il nostro “Grazie” e oggi lo dico con tutto me stesso:
Grazie Signore, per questo immeritato dono che mi hai fatto.
Grazie a Papa Francesco che mi ha chiamato a questo ministero riponendo in me la sua fiducia…
Grazie al mio caro vescovo Gabriele che in questi anni mi è sempre stato vicino con grande affetto e disponibilità, soprattutto con la sua paternità in questi ultimi tre mesi per me davvero speciali e particolari.
Grazie al caro vescovo Alceste per la sua amicizia condivisa da tanti anni e per questo speciale legame che si è creato tra Biella e Casale…
E grazie ai Casalesi presenti…tra una settimana arriverò…
Grazie al nostro Arcivescovo Marco che per noi vescovi della sua metropolia è il fratello maggiore a cui ricorrere e fare riferimento.
Grazie alla Chiesa che voi fratelli vescovi siete qui a rappresentare e che con la vostra presenza collegiale mi incoraggiate, mentre inizio il mio cammino nella missione apostolica.
Grazie a tutti davvero!
Grazie ai fratelli sacerdoti del presbiterio biellese con cui ho vissuto in fraterna amicizia il cammino di questi 27 anni… e grazie ai sacerdoti di Casale che conoscerò e con cui condividerò l’impegnativo servizio al vangelo di Gesù affrontando la sfide di questo difficile nostro tempo.
Grazie ai diaconi di Biella e di Casale, ai religiosi e religiose…
A tutte le autorità civili e militari presenti.
Grazie a tutte le comunità che ho servito nel mio ministero sacerdotale: San Paolo per 10 anni come vice e la mia amata comunità dell’Assunta di Vigliano… senza dimenticare quelle legate al cammino della mia vita: Trivero, Gaglianico e Sandigliano.
Grazie alle tante persone che direttamente o indirettamente mi hanno aiutato ad essere ciò che sono e che oggi sono qui a pregare con me e per me…
Grazie alla mia famiglia, ai miei genitori che sono nell’abbraccio dell’Eterno…
Grazie a chi sempre mi è stato vicino con l’affetto e l’amicizia.
E infine grazie a don Massimo, a tutti i collaboratori e ai tanti volontari che hanno organizzato questa celebrazione in modo impeccabile con le corali di Biella e di Casale….
Affidiamoci tutti alla protezione di Maria, Madre della Chiesa, perché da Oropa e da Crea ci aiuti a dire ogni giorno il nostro “Sì” generoso al Signore.
A S. Stefano e a S. Evasio martiri, patroni delle nostre chiese di Biella e di Casale chiediamo sempre la forza gioiosa della testimonianza della nostra fede.
Il Signore ci benedica tutti!

Sabato 21 ottobre a Biella l’ordinazione episcopale di mons. Gianni Sacchi

Sabato 21 ottobre, nella Cattedrale di Santo Stefano a Biella, avrà luogo l’ordinazione episcopale di Mons. Gianni Sacchi, eletto Vescovo di Casale Monferrato, lo scorso 31 luglio, da Papa Francesco.

La celebrazione e il rito di consacrazione

Il rito, con inizio alle 10, sarà presieduto dal Vescovo di Biella, Mons. Gabriele Mana, Vescovo consacrante. Co-consacranti saranno Mons. Marco Arnolfo, Arcivescovo metropolita di Vercelli, e Mons. Alceste Catella, Amministratore Apostolico di Casale Monferrato. Saranno presenti anche i Vescovi della Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta oltre al biellese mons. Vittorio Viola, Vescovo di Tortona.
Da Casale e dal Monferrato è prevista la presenza di sacerdoti e fedeli laici. A rappresentare la comunità civile cittadina sarà il Sindaco Titti Palazzetti.
Ovviamente, «si prevede il concorso di tantissimi fedeli provenienti dalla parrocchia S. M. Assunta in Vigliano Biellese – spiega don Massimo Minola, cerimoniere episcopale della Diocesi di Biella – ove mons. Gianni ha svolto il suo ministero di parroco per ben 18 anni. Prete stimato, intraprendente ed attivo, spiritualmente profondo».
Sarà possibile accedere alla Cattedrale di Santo Stefano aprirà dalle 8.30; gli addetti al servizio d’ordine e al cerimoniale indicheranno la collocazione dei fedeli e delle Autorità.
«Lungo le navate del Duomo – aggiunge don Minola – si potrà seguire con il supporto di appositi schermi lo svolgersi della celebrazione liturgica ricca di teologia attorno all’identità e missione del vescovo nella Chiesa e di simbologia».
Vescovi, sacerdoti concelebranti, diaconi e ministranti si ritroveranno, entro le 9.30, nel Seminario vescovile di Biella. Da qui raggiungeranno processionalmente la Cattedrale per la solenne Concelebrazione eucaristica e la consacrazione episcopale.
«Un apposito libretto – prosegue il cerimoniere episcopale – aiuterà i fedeli nella partecipazione personale e comunitaria ai riti liturgici».
Nel corso dei riti esplicativi – che seguiranno l’invocazione dell’intercessione dei Santi, l’imposizione delle mani da parte dei Vescovi presenti e la solenne preghiera di consacrazione – si procederà all’unzione crismale, alla consegna del libro dei Vangeli, dell’anello e della mitra. A mons. Sacchi verrà poi consegnato il pastorale, donatogli dalla comunità ecclesiale di Casale Monferrato, il “gregge” di cui è stato chiamato ad essere pastore e guida.
Al termine della solenne celebrazione, autorità e fedeli giunti da Casale Monferrato potranno salutare il loro vescovo presso il Seminario Vescovile di Biella con un momento di festa.

Mons. Gianni Sacchi

Nato il 15 settembre 1960 a Trivero, in Diocesi e Provincia di Biella, mons. Gianni Sacchi ha compiuto la formazione teologica presso il Seminario diocesano di Biella e l’ha poi completata frequentando i corsi di Baccellierato nella Facoltà Teologica di Torino.
È stato ordinato sacerdote il 28 aprile 1990 incardinandosi nella diocesi di Biella.
È stato Vicario parrocchiale della parrocchia di San Paolo, a Biella, nel 1999; dal 1999 fino al 2017 è stato Parroco della parrocchia di S. Maria Assunta a Vigliano Biellese; dal 2002 al 2008 Pro-Vicario Generale; e dal 2008 fino al momento della nomina a Vescovo di Casale Monferrato è stato Vicario Generale della Diocesi di Biella.
Al momento della nomina era membro del Collegio dei Consultori, del Consiglio Presbiterale, del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici, del Consiglio Pastorale Diocesano nonché Canonico della Cattedrale di Biella, Presidente della Fondazione “Don A. Ferraris”, responsabile del Servizio diocesano per la Formazione Permanente del Clero, dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali della Chiesa e del Servizio diocesano per l’Edilizia di Culto.
Dal 7 agosto 2003 è Cappellano di Sua Santità. Il Santo Padre Francesco lo ha nominato Vescovo di Casale Monferrato il 31 luglio 2017.

Lo stemma e il motto episcopale

Il motto episcopale scelto da Mons. Sacchi è “Cognoverunt eum in fractione panis” (Lo riconobbero nella frazione del pane)
Nello stemma episcopale, lo scudo è diviso in due parti. Nella parte superiore è rappresentato il simbolo mariano composto dal monogramma M V A Maria Vergine Assunta, con la corona che richiama il 5° mistero glorioso: L’incoronazione di Maria Santissima, Regina degli Angeli e dei Santi.
Il Vescovo Gianni con questo richiamo mariano vuole evidenziare:

  • che è nato il 15 Settembre, memoria della Beata Vergine Maria Addolorata;
  • che la parrocchia dove ha svolto il suo ministero da parroco è intitolata alla Madonna Assunta;
  • che nella diocesi di Biella la Madonna di Oropa è la Regina;
  • che nella diocesi di Casale Monferrato troverà a vegliare sul suo ministero la Madonna di Crea;
  • che il colore Azzurro è il colore del cielo, il colore tipicamente mariano.

La parte inferiore dello scudo raffigura due mani che spezzano un pane su fondo rosso. Le due mani sono quelle di Cristo risorto, che davanti ai due discepoli di Emmaus spezza il pane prima di sparire dalla loro vista (Luca 24, 30-31). In quel gesto essi riconoscono il Maestro e corrono ad annunciare agli altri discepoli l’esperienza che hanno vissuto. In ogni eucaristia, nello spezzare il pane, gli occhi della fede ci fanno percepire la presenza del Signore Gesù che deve essere testimoniata agli altri con la nostra vita. Il fondo rosso richiama il colore del sangue, della passione, dell’amore e del dono che Cristo fa di se stesso per la nostra salvezza.

«Da tutti ho ricevuto assai di più di quanto ho saputo dare». Le parole di mons. Catella nel congedo dalla Diocesi

«Vorrei che ogni membro di questa Chiesa sentisse come rivolto a sé il mio grazie, perché da tutti ho ricevuto certamente assai di più di quanto meritavo, di quanto ho saputo dare». Così si è espresso ieri sera l’Amministratore Apostolico di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) pronunciata nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto nella Cattedrale di Sant’Evasio in occasione del saluto alla Comunità diocesana che ha guidato per 9 anni, dal settembre 2008 all’ottobre 2017. Hanno concelebrato 50 sacerdoti, alla presenza del prefetto di Alessandria, Romilda Tafuri, di una ventina di Sindaci dei Comuni del territorio diocesano, di altre autorità locali e di numerosi fedeli della Diocesi.

«Ringrazio questa amata Chiesa casalese per quanto mi ha donato in questi anni: la vicinanza preziosa di tutti voi fratelli e sorelle; la fraternità operosa di voi carissimi presbiteri, di voi diaconi, assistenti pastorali, religiosi e religiose; tutti voi che generosamente avete collaborato con me ogni giorno nel governo pastorale della Diocesi; voi, carissimi Sindaci e Amministratori della Città e dei Comuni del nostro territorio: ho cercato – per quanto a me possibile – di cooperare con voi per il bene comune delle persone che ci sono affidate, specialmente quanti, sovente, sono considerati ultimi perché poveri, perché stranieri; grazie per tutto quanto fate».

 

Nel ringraziare Papa Francesco «perché ha regalato alla nostra Diocesi un nuovo pastore: Sua Eccellenza mons. Gianni Sacchi», mons. Catella ha assicurato che il suo successore «porterà nel servizio alla nostra Chiesa la vivacità e la creatività di una età più giovane e l’esperienza maturata nella Chiesa di Biella» che «sicuramente aprirà orizzonti nuovi nel nostro cammino».
Rispetto a «questo momento di cambiamento e di passaggio», mons. Catella ha esortato la «comunità cristiana – che ho amato e che amo» perché «non tema i cambiamenti, che sia concorde nell’attuare anche quei rinnovamenti indispensabili, che abbia la capacità di essere tollerante nelle diversità di proposte, di associazioni, di movimenti, di iniziative, di forme: altrimenti non si va lontano, altrimenti non si ubbidisce al Signore, non si è conformi alla sua volontà».
«Motto programmatico del mio servizio episcopale è stato: “Misericordias Domini cantabo”. Cantare ed invocare: cantare le grazie ed invocare misericordia per non aver saputo corrispondere alle tante grazie. Eppure questo – ha rivelato – non mi abbatte, non mi avvilisce». Ma «ancora e ancora – ha concluso – con umiltà e fiducia, voglio cantare al Signore; fino al giorno in cui “Misericordias Domini in aeternum cantabo”».

Mons. Catella, allo scambio del segno della pace, ha voluto abbracciare personalmente tutti i sacerdoti concelebranti.

Poi, prima della benedizione finale, i saluti al Vescovo da parte della comunità civile ed ecclesiale.

II Sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, anche a nome di tutti i Sindaci del territorio, ha espresso «la nostra profonda stima, il nostro affetto, la nostra riconoscenza per la sua preziosa opera al servizio della Diocesi». «Ella – ha proseguito – ha saputo magistralmente offrire alla nostra costante riflessione la dimensione essenziale del messaggio evangelico, un’unione tra pubblico e privato, tra coscienza individuale e collettiva nell’impegno costante a voler rendere la società ogni giorno un po’ più degna dell’uomo e di Dio». Palazzetti ha sottolineato come mons. Catella «ha saputo farsi nostro prossimo. Ha condiviso il nostro dolore per la vicenda Eternit, il nostro sdegno verso una sentenza sconcertante che mandava assolto un crimine asserendo che il diritto non sempre corrisponde alla giustizia. Ha condiviso la nostra commozione per l’inaugurazione del Parco “Eternot”. Ha invitato con la sua illuminata parola le nostre comunità a farsi prossimo per i più sfortunati, ad accogliere i profughi con spirito fraterno, a vincere la paura». «Grazie Eccellenza», ha concluso. «Non dimenticheremo il nostro buon pastore che ha con tanta sapienza del cuore attuato il motto “Misericordias Domini in aeternum cantabo”».

«Negli incontri di famiglia non sono tollerati discorsi lunghi che finiscono quasi sempre per essere anche discorsi retorici. I sentimenti di affetto, stima e gratitudine che abitano il nostro cuore li vogliamo esprimere, come abitualmente si fa in famiglia specie in certe circostanze, con dei piccoli doni» ha detto invece il Vicario Generale della Diocesi, don Giampio Devasini, introducendo il momento in cui sono stati consegnati a Mons. Catella tre omaggi, «doni piccoli ma pensati» perché «parlano della nostra fede, della nostra gente, della nostra storia, della nostra terra», ha aggiunto. Si tratta di una riproduzione del crocifisso del Cattedrale realizzata dall’artista Giovanni Bonardi; una raccolta di articoli del giornalista Gianni Turino su storie e personaggi popolari della terra di Monferrato; e una scatola di Krumiri Rossi, i tipici dolci di Casale. Nel presentare gli omaggi, don Devasini ha ricordato i «valori da Lei tenacemente custoditi: lavoro, schiettezza, onestà, perseveranza, sobrietà, riservatezza» e ha ringraziato mons. Catella anche a nome della «gente monferrina che Lei ha profondamente teneramente amato e quindi servito con fedeltà, dedizione, competenza, passione».

Al termine della celebrazione, nella Cappella di Sant’Evasio, per mezz’ora autorità e fedeli si sono succeduti per il saluto personale a Mons. Catella.

Mons. Catella conclude il ministero episcopale in Monferrato. Il 14 ottobre in Cattedrale il saluto

Sabato 14 ottobre la comunità ecclesiale di Casale Monferrato saluterà riconoscente il Vescovo Alceste Catella, che conclude i nove anni di ministero episcopale in Monferrato. Lo farà nel corso della celebrazione eucaristica che lo stesso mons. Catella presiederà alle 21, nella Cattedrale di Sant’Evasio. Concelebreranno i sacerdoti diocesani, alla presenza delle autorità cittadine.
Sarà l’occasione per salutare e ringraziare Sua Eccellenza per la sua importante opera di guida pastorale e per elevare la lode a Dio per il bene compiuto da mons. Catella servendo con generosità e dedizione la Chiesa e la comunità a lui affidate.

Nominato da Papa Benedetto XVI vescovo di Casale Monferrato il 15 maggio 2008, Mons. Catella ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 29 giugno successivo, nella cattedrale di Biella. Domenica 7 settembre 2008 l’ingresso nella Diocesi di Casale Monferrato, con l’accoglienza in piazza Mazzini e la Celebrazione Eucaristica di inizio ministero episcopale presieduta nella Cattedrale di Sant’Evasio.

Nei nove anni alla guida della Chiesa casalese, Mons. Catella ha dato vita alle Unità Pastorali, per un deciso e costante rinnovamento missionario della pastorale, una maggior collaborazione tra Parrocchie vicine e la valorizzazione di ogni ministero e carisma.
Sotto il suo impulso ha preso il via il “Laboratorio per la formazione dei collaboratori pastorali” e si è attuato il “metodo sinodale” sia nel cammino che ha portato alla costituzione delle Unità Pastorali sia in alcuni importanti momenti ecclesiali come l’Assemblea diocesana del giugno 2017 e i Convegni pastorali diocesani 2016 e 2017.
In questi anni, inoltre, si è provveduto al trasferimento della sede della Curia Vescovile da via Liutprando a piazza Nazari di Calabiana, nei locali del Seminario Vescovile (ente tutt’ora proprietario dell’immobile), ed è stata affidata a laici la responsabilità di sei Uffici/Servizi pastorali diocesani e la Presidenza dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero e dell’Opera Diocesana Assistenza.
Mons. Catella è stato poi impegnato, con un significativo impiego di tempo ed energie, nel risanamento economico-finanziario dell’ente Diocesi, la cui situazione debitoria sta progressivamente rientrando ed è comunque sotto controllo.

Dopo aver portato a termine quella lasciata in sospeso da Mons. Germano Zaccheo, morto prematuramente a Fatima il 20 novembre 2007, Mons. Catella ha compiuto due Visite Pastorali alla Diocesi nelle quali ha potuto conoscere da vicino le comunità ecclesiali e civili delle 115 Parrocchie e dei 68 Comuni di cui si compone il territorio diocesano.

Numerose sono state le occasioni in cui è intervenuto rispetto alle tematiche di interesse sociale. Lo ha fatto nelle omelie per la Solennità del Patrono Sant’Evasio e in quelle per le Giornate con il mondo del lavoro, negli incontri con i politici e gli amministratori locali del territorio, nel sostegno al progetto di “Agenda di Speranza del Monferrato: ripartiamo insieme” e nelle occasioni legate alla vicenda amianto, quali il “Processo Eternit” e l’inaugurazione del Parco “EterNot”.

Dal maggio 2010 al maggio 2015, Mons. Catella è stato membro del Consiglio Episcopale Permanente della Cei in qualità di Presidente della commissione episcopale per la liturgia. Dal settembre 2013 all’ottobre 2015 è stato anche presidente del Centro di Azione Liturgica. Dal settembre 2016, è membro della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi.

Il 31 luglio 2017 Papa Francesco la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Casale Monferrato presentata da Mons. Catella e ha nominato il biellese Mons. Gianni Sacchi nuovo Vescovo di Casale. Da quel giorno e fino all’ingresso in Diocesi del suo successore, Mons. Catella è Amministratore Apostolico della Diocesi.

Con l’inizio del ministero episcopale di Mons. Sacchi in Diocesi, Mons. Catella farà ritorno a Biella, dove vivrà nel Seminario Vescovile.

Giornata salute mentale. Il messaggio dei Vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta

Pubblichiamo il testo del messaggio dei Vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta in occasione della Giornata mondiale della salute mentale (10 ottobre 2017)

I tempi attuali sono caratterizzati da una forte carica ansiogena. Viviamo immersi in svariate forme d’ansia: si potrebbe quasi affermare che ognuno di noi ha la propria! La solitudine e l’aridità relazionale – nonostante Internet – rafforzano il nostro senso di inadeguatezza e di estrema fragilità. Da qui anche la paura e la diffidenza che spesso si provano per chi si reputa diverso da noi.

Sappiamo padroneggiare sempre meglio le tecnologie, ma nello stesso tempo siamo sempre meno capaci di perseguire e mantenere una modalità di comunicazione che sia profondamente umana: il tempo donato, l’empatia ricercata, la consolazione, il “calore” del linguaggio non verbale e il “balsamo” di quello verbale.

Una buona relazione, innestata in una Comunità che progredisce in comunione nell’interesse di tutti, può essere una preziosa opportunità per la nostra buona Salute Mentale. Una Comunità che funziona sa dare risposta a molte difficoltà con una efficace azione di prossimità solidale, alleviando il peso di sofferenze che in alternativa verrebbero affrontate in solitudine. La Comunità inclusiva ci può aiutare a conoscere meglio le diversità, oltrepassando l’ostacolo del pregiudizio e valorizzando le qualità di ogni persona, anche di chi si pensa sia solo degna di diffidenza o commiserazione. Auspichiamo una “Comunità che Guarisce”, una Società in grado di accogliere le fragilità ed affrontare alcuni “mal di vivere” e disagi prima che divengano sofferenza psichica o patologia.

Con la nostra testimonianza di fedeli in Cristo, dobbiamo evitare di rassegnarci alle ipocrisie o alla ricerca del nostro immediato interesse, dobbiamo ribadire con forza che è possibile avere una vita buona, condivisa nell’interesse comune, in una salda prospettiva di Speranza: “Oggi siamo invitati a non lasciarci distogliere dalle false sapienze di questo mondo, ma a seguire Gesù, il Risorto, come unica guida sicura che dà senso alla nostra vita” (Papa Francesco, Regina Coeli 7 maggio 2017).
Con le nostre azioni, al clima ansiogeno possiamo contrapporre la serenità che viene dall’abbandono nelle mani di Dio.

Con questo messaggio esortiamo le Comunità cristiane alla preghiera ed alla riflessione su questi temi così carichi di umanità, invitando a scelte coerenti di vicinanza ed inclusione verso i fratelli più fragili e le loro famiglie.

La Conferenza Episcopale Piemontese

Ingresso in Diocesi di mons. Sacchi, il 29 ottobre sospese le messe domenicali pomeridiane

«In occasione dell’ingresso di mons. Gianni Sacchi, tutti i presbiteri della Diocesi di Casale Monferrato sono invitati a sospendere la celebrazione delle Messe vespertine della domenica onde poter essere presenti, con i fedeli affidati alle loro cure pastorali, alla celebrazione di inizio del ministero episcopale del Vescovo Gianni. Con lui e per lui pregheremo il Signore affinché aiuti il nostro nuovo Pastore a curare tutto ciò che mantiene la coesione del gregge, a custodirlo dai pericoli, a prendersi a cuore la speranza vegliando per il suo popolo, ad avere sogni positivi per portare avanti la profezia. Arrivederci dunque a domenica 29 ottobre, ore 15, Piazza Mazzini, Casale». È quanto scrive, in una nota, il Vicario Generale della Diocesi, don Giampio Devasini.

“Cronaca di un episcopato”

Di seguito, il testo integrale della “Cronaca di un episcopato” in cui don Giampio Devasini, Vicario Generale della Diocesi, ripercorre i 9 anni di ministero episcopale di mons. Alceste Catella nella Diocesi di Casale Monferrato. Il testo è stato pubblicato dal settimanale diocesano “La Vita Casalese” nel numero di giovedì 5 ottobre 2017.

Sono ormai trascorsi poco più di nove anni dall’ingresso in Diocesi del Vescovo Alceste Catella (7 settembre 2008) ed approssimandosi l’inizio del ministero del Vescovo eletto Gianni Sacchi (29 ottobre c.a.), ritengo cosa buona e giusta fare memoria grata – gratitudine non “a buon mercato” ma “a ragion veduta” – del suo servizio in mezzo a noi come Successore degli Apostoli. Tale servizio si è espresso innanzitutto nello svolgimento dell’azione pastorale ordinaria propria di ogni Vescovo ma anche in tutta una serie di iniziative che ora, senza pretese esaustive, vado ad elencare distinguendo, per comodità espositiva, tra “Vita della Chiesa” e “Chiesa e Società civile”.

VITA DELLA CHIESA

In un mondo come il nostro soggetto a rapidi mutamenti ed agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, Mons. Vescovo ha cercato, con l’aiuto di molti, di individuare obiettivi, metodi e strumenti atti a rendere la Chiesa casalese capace di una testimonianza profetica. Nell’elenco troverete enunciate anche alcune realizzazioni che dicono della natura umana e non solo divina della Chiesa, che dicono cioè del suo essere una realtà incarnata in un tempo e in uno spazio.

Unità Pastorali. L’11 settembre del 2010 i nove Vicariati Foranei in cui era articolata la Diocesi sono stati sostituiti da quattordici – ora dodici – Unità Pastorali disciplinate da un apposito testo normativo (riveduto nel 2015): Le Unità Pastorali. Orientamenti e norme. Dell’ecclesiologia conciliare di comunione missionaria cui il predetto testo si ispira si sottolineano qua tre aspetti. Il primo richiama la valorizzazione di ogni ministero e carisma che è nel Popolo di Dio e, in particolare, chiede una svolta qualitativa nella cooperazione del laicato che dovrà assumere sempre più un ruolo di corresponsabilità nelle varie attività pastorali. Il secondo postula un deciso e costante rinnovamento missionario della pastorale se si vuole essere fedeli al mandato del Signore e al magistero di Papa Francesco che con la parola e con l’esempio addita l’ideale di una “Chiesa in uscita”. Il terzo ripropone l’impegno a superare una pastorale individualista ed introversa per mettersi, decisamente, a lavorare insieme fra Parrocchie vicine attraverso la realizzazione di semplici e concreti progetti pastorali studiati insieme e poi insieme applicati. A che punto siamo del cammino? Beh, alcuni passi in avanti sono stati compiuti e però molti di più sono quelli che ancora restano da compiere.

Laboratorio per la formazione dei collaboratori pastorali. Al fine di dare volto concreto al primo ed al secondo aspetto dell’ecclesiologia conciliare di comunione missionaria sopra evidenziati, è sorto nell’anno 2016 il “Laboratorio per la formazione dei collaboratori pastorali”. Di durata triennale, detto Laboratorio – disciplinato da un apposito documento (1 agosto 2015) – vede la partecipazione costante ed appassionata di una trentina di fedeli laici provenienti da varie parti della Diocesi.

Chiesa in uscita. Nel settembre del 2014 sono stati promulgati e consegnati all’intera comunità diocesana due documenti. Il primo – intitolato Le età della vita. Linee pastorali – è la sintesi dell’intenso lavoro svolto dal Consiglio Pastorale Diocesano, dal Consiglio Presbiterale e dalle Equipes delle Unità Pastorali. Il secondo – intitolato Parola e Pane di vita in assenza di celebrazione Eucaristica – è un Decreto con cui Mons. Vescovo autorizza la celebrazione – là dove ve ne sia la necessità – della Liturgia festiva della Parola di Dio in assenza di celebrazione Eucaristica. Questi due documenti vogliono essere semplicemente dei mezzi per realizzare momenti fondamentali della vita delle nostre comunità: la trasmissione della fede, l’iniziazione cristiana, l’attenzione ai giovani, alla famiglia, agli adulti, le “sante convocazioni” che costruiscono e fanno vivere le comunità. Afferma il Santo Padre Francesco: «La Chiesa è davvero viva se, formando un solo essere vivente con Cristo, è portatrice di vita, è materna, è missionaria, esce incontro al prossimo, sollecita di servire senza inseguire poteri mondani che la rendono sterile. Perciò, celebrando i santi misteri ricorda Maria, la Vergine del Magnificat, contemplando in lei “come in un’immagine purissima, ciò che essa tutta desidera e spera di essere” (SC 103)» (Discorso ai partecipanti alla 68ª Settimana Liturgica Nazionale, 24 agosto 2017).

Sinodalità. In occasione della seconda serata del Convegno Pastorale Diocesano del settembre 2016, i partecipanti – divisi in dieci gruppi ed aiutati da un facilitatore – hanno riflettuto insieme su alcuni degli snodi dell’Es. Ap. Evangelii gaudium e la relazione programmatica di Mons. Vescovo, in occasione della terza serata, ha preso le mosse proprio dalle dieci relazioni. Analoga esperienza è stata vissuta in altre due occasioni:
a) l’Assemblea Diocesana del giugno 2017 chiamata a ritornare sulle “cinque vie” oggetto della riflessione del 5° Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze (novembre 2015) lette alla luce sia dell’Es. Ap. Evangelii gaudium sia dei testi elaborati dal Consiglio Pastorale Diocesano;
b) la seconda e la terza serata del Convegno Pastorale Diocesano del settembre 2017 dal titolo «I nostri giovani tra presente e futuro».
Marcatamente sinodale è stato poi anche il cammino che ha portato alla costituzione delle Unità Pastorali. L’obiettivo è evidente: si tratta di tornare, anche attraverso un metodo di lavoro, ad assumere sempre più coscientemente una “forma mentis” che è quella di una Chiesa in permanente stato di sinodalità. Il camminare insieme (questo significa la parola “sinodo”), pastore e gregge, deve cioè tornare ad essere la forma tipica della vita della Chiesa, la forma tipica della vita del santo Popolo fedele di Dio.

Messaggi alla Diocesi. Undici i messaggi indirizzati da Mons. Vescovo alla comunità diocesana: Ascolta e amerai (2008-2009); «Vieni e vedrai» (Gv 1,46) – La passione per il compito educativo (2009-2010); L’educare: opera congiunta di molteplici soggetti (2010-2011); «Andate, fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19) – Genitori e comunità insieme per custodire e coltivare il dono del Battesimo (2011-2012); «Questa è l’opera di Dio: che crediate in Colui che Egli ha mandato» (Gv 6,26) – Riflessioni sulla Fede, il Battesimo, l’Eucaristia, la Carità (2012-2013); «Gesù in persona si accostò e camminava con loro» (Lc 24,15) – Per un progetto diocesano di pastorale giovanile (2013-2014); Chiesa in uscita (2014-2015); «Misericordias Domini cantabo» (Sal 89,2) (2015-2016); Alla scuola di Evangelii gaudium (2016-2017); «Pronti sempre a rendere testimonianza a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi» (1Pt 3, 15) e I nostri giovani tra presente e futuro (2017-2018).

Vita Consacrata. A fronte della chiusura di molte delle case religiose presenti in Diocesi, finalmente una bella notizia: salvo imprevisti, nei primi mesi del prossimo anno giungeranno a Crea le monache del Monastero domenicano “Maria di Magdala” avente attualmente sede in Moncalieri. Dapprima si stabiliranno nella manica S. Paolo e poi, a ristrutturazione avvenuta, si trasferiranno nella manica S. Gregorio-Casa della Gioia. Così scrivono le “nostre” monache: «Noi vogliamo che la nostra casa esprima l’apertura a Dio e agli altri, la scelta di attenzione e cura a ciò che è essenziale, la semplicità di una vita condivisa per il bene di tutti».

La Vita Casalese. Negli ultimi anni il nostro settimanale diocesano – che vanta un centinaio di collaboratori volontari cui va la riconoscenza dell’intera Diocesi – ha vissuto – come molti giornali cattolici e non – momenti assai difficili. Il convinto appoggio morale ed il generoso sostegno economico di Mons. Vescovo hanno contribuito in modo decisivo a far sì che questa storica voce non si spegnesse e venissero salvaguardati diversi posti di lavoro. Oggi, grazie anche alla nuova disciplina normativa, è possibile guardare al futuro con rinnovata speranza.

Laicizzazione” della Curia Vescovile…e non solo. Negli anni dell’episcopato di Mons. Catella la responsabilità di ben sei Uffici/Servizi pastorali – Cultura, Comunicazioni Sociali, Famiglia (ora tornata ad un presbitero), Lavoro, Migranti, Beni Culturali Ecclesiastici – così come la Presidenza dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero e la Presidenza dell’Opera Diocesana Assistenza sono passate dai presbiteri ai fedeli laici che, in genere, hanno dato e stanno dando buona prova di sé per competenza, dedizione e passione.

Trasferimento della sede della Curia Vescovile da via Liutprando in piazza Calabiana. Tale trasferimento – avvenuto nel 2013 – consente ad operatori ed utenti di usufruire di spazi decisamente più ampi e confortevoli, concorre all’utilizzo dei locali di quella che è stata la sede del Seminario Vescovile (ente tutt’ora proprietario dell’immobile), favorisce la progressiva concentrazione di molte attività pastorali in un unico luogo con tutti i vantaggi che ne conseguono. A breve, il secondo piano diventerà sede dell’Archivio Diocesano.

Casa del Clero. Alla “Casa N. S. Regina di Crea” (“Serniola”) Mons. Vescovo ha voluto  fosse affiancata, nel cuore della Diocesi, una seconda struttura di accoglienza per i sacerdoti anziani e così il 19 marzo 2014 è nata la “Comunità S. Evasio” con sede presso la R.I.S.S. “Mons. Oreste Minazzi” (Casale, Via Biblioteca 1). Si tratta di tre bilocali – con ampi spazi comuni – attualmente occupati da Mons. Vescovo e da due Canonici. È prevista la realizzazione di altri bilocali.

Risanamento economico-finanziario dell’ente Diocesi. L’aver ereditato alcune pesanti situazioni debitorie accompagnate da una sostanziale assenza di politiche volte al ripianamento delle stesse ha comportato, da parte di Mons. Vescovo, un notevole dispendio di tempo e di energie oltreché l’esperienza di alcune umiliazioni. Risultato dell’impegno: il debito sta progressivamente rientrando e comunque è sotto controllo.

CHIESA E SOCIETÁ CIVILE

Molto sensibile alle tematiche sociali anche a motivo del suo vissuto biografico, Mons. Vescovo così affermava nell’omelia pronunciata il 12 novembre 2011, in occasione della Solennità di S. Evasio, Patrono della Città e della Diocesi: «[…] Ci chiediamo: che cosa ha da dire l’Eucaristia a persone che intendono vivere “da cristiani” il loro essere “cittadini”? A persone socialmente e istituzionalmente impegnate? L’insegnamento sociale della Chiesa da lungo tempo ci ha educato a valutare le implicazioni non solo etiche, ma anche sociali e politiche, della fede cristiana e della sua pratica ecclesiale, fino a farle recepire come dimensione costitutiva della coscienza credente. […] La partecipazione all’Eucaristia richiama costantemente i credenti alla coscienza della loro responsabilità storica. Una responsabilità rivolta allo stesso tempo verso il dono dell’Eucaristia da cui scaturisce la presenza ecclesiale e verso il bene comune della città a cui essa pure simultaneamente chiama. Proprio gli spazi urbani dei nostri territori dicono che è nella natura della fede animare dal di dentro il vissuto collettivo. Mentre si rende necessario ribadire la rivendicazione di uno spazio pubblico alla parola e alla visione della fede, noi credenti siamo tenuti a dare corpo a una presenza “eucaristica” che testimoni coerentemente la forza trasformante della fede per la vita personale e per i rapporti sociali. La qualità eucaristica dell’esistenza cristiana si mostra nella sua capacità di superare tutte le forme di spiritualismo disincarnato e di dissociazione tra privato e pubblico, tra coscienza (per noi: credente) e storia, per far crescere, invece, credenti responsabili, comunità vive, assidua formazione e cordiale collaborazione, spirito di dedizione e di sacrificio nella fraternità e nella solidarietà. Corrispondentemente, l’autentico impegno sociale nasce dalla maturazione di una comunità eucaristica, che ha assimilato il senso cristiano della vita affidato al Sacramento e da esso passato a coloro che si comunicano. Il primo apporto della comunità eucaristica alla vita sociale è l’esperienza di relazioni autentiche, modellate sull’esempio e sulla presenza del Signore. Il culto cristiano non è un mero atto privato, ma possiede un carattere pubblico che impegna le relazioni sociali, la testimonianza di fronte a tutti, a maggior ragione quando a renderla è chiamato un credente con responsabilità sociali e politiche, al quale è chiesto un impegno anche istituzionale per “la promozione del bene comune in tutte le sue forme”». L’anno successivo (2012), sempre in occasione della medesima Solennità, Mons. Vescovo, dopo aver detto che «[…] il Vangelo è forza propulsiva per una vita nuova che si investe di cambiamenti anche sul piano economico, politico e sociale; è offerta di salvezza per tutti che passa attraverso l’assunzione del vero, del buono e del giusto che ogni cultura anche diversa dalla nostra porta con sé. È dunque determinante la scelta di formare nelle nostre comunità, laici adulti, credenti e credibili testimoni della speranza del vangelo nel concreto quotidiano della vita di famiglia, di lavoro, di sofferenza, di cultura; nelle realtà politiche, economiche e finanziarie, e nelle istituzioni della città degli uomini. La dottrina sociale della Chiesa resta per questo il punto di riferimento sicuro e condiviso per tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà. Così i cristiani diventano sale che dà sapore alle realtà umane comuni a tutti gli uomini, e luce che illumina il cammino della città terrena sulla via della giustizia e della vera pace», aggiungeva a braccio: «La Dottrina Sociale che fa parte della Dottrina della Chiesa, non è un’appendice voluttuaria. Ai cristiani interessa sapere qualcosa dei Sacramenti? Molto bene! I cristiani devono imparare a pregare? Molto bene! Alla stessa stregua, i cristiani devono conoscere, approfondire, praticare ciò che la Chiesa, alla luce del Vangelo, insegna circa il modo di relazionarsi, di giudicare, di valutare, di operare nella società».
Ecco sinteticamente esposto, con le sue stesse parole, il “background” in cui si collocano gli eventi/interventi di Mons. Vescovo che ora passo a ricordare.

Agenda di Speranza del Monferrato: ripartiamo insieme. Frutto di un intenso e capillare lavoro fortemente voluto da Mons. Vescovo, svolto con cura dal Servizio per la Pastorale sociale e del lavoro e durato circa due anni, l’Agenda – presentata al pubblico in forma di opuscolo il 23 novembre del 2013 – si articola in due parti: memoria delle ferite (l’amianto, le alluvioni, le frane, l’inquinamento delle falde e dell’acquedotto, la scarsità e l’invecchiamento della popolazione, l’illusoria autarchia dei Comuni specie quelli più piccoli); analisi e proposte concrete relative agli ambiti di intervento ritenuti prioritari (territorio, trasporti, welfare, cultura). Il tutto nella convinzione di fondo – condivisa, pare di capire, più nelle parole che nei fatti – che: o si riparte insieme o non si riparte.

Caso “Eternit”. All’indomani della sentenza della Corte Suprema di Cassazione (19 novembre 2014) con cui veniva annullata senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato di disastro ambientale la sentenza della Corte d’Appello di Torino sulla strage dell’Eternit, cosi scriveva Mons. Vescovo: «Vi sono dei momenti nei quali si avrebbe voglia di tacere per meglio riflettere, capire, pregare…Eppure, proprio in questi momenti, non mi è consentito di tacere; la ragione, il cuore mi dicono che devo parlare per esprimere la mia vicinanza e condivisione con la mia amata città di Casale, con le famiglie che ancora una volta vengono costrette a rivivere il dolore degli atroci distacchi che la morte per amianto ha arrecato. Sono con voi, o carissimi; sono addolorato, deluso, frustrato, indignato. Nei giorni delle sentenze avevamo rinnovato la nostra fiducia nella giustizia, ora veniamo a sapere – noi poveri ingenui – che il diritto non ha nulla a che fare con la giustizia! Allora avevano ragione i latini quando dicevano “summum jus summa iniuria”; allora il diritto è solamente un insieme di regole che funziona in maniera autoreferenziale…, e io che credevo fosse una prassi relazionale rivolta al cittadino, ogni cittadino, tutti i cittadini…[…] Ancora una volta siamo chiamati ad essere solidali, comunità solidale che condivide e si impegna e non permette che l’unione venga incrinata; ancora una volta ci stringiamo a quanti hanno vissuto e vivono il tremendo mistero della sofferenza; ancora una volta tutti invito ad una preghiera unanime e corale». Il 10 settembre 2016, al termine della cerimonia d’inaugurazione del parco “EterNot” realizzato nel quartiere del Ronzone, sull’area dove sorgeva lo stabilimento Eternit più grande d’Europa (94mila mq), così si esprimeva Mons. Vescovo: «Questo parco è un memoriale. Perché la parola ‘memoriale’ nella cultura dell’ebraismo e in quella cristiana significa un atto celebrativo inteso a rendere presente il passato per aprirsi al futuro. Nella parola ebraica che dice ‘memoriale’ vi è il richiamo alla cicatrice, cioè qualcosa di concreto che rende presente il passato ma, nel medesimo tempo, dice di una guarigione che apre al futuro. Il nuovo parco rende presente il passato ma, nello stesso tempo, è esperienza di passaggi. Per Casale Monferrato e la sua gente questo richiamo attesta quanto già sta avvenendo: il cammino insieme, lo sforzo comune, secondo le diverse competenze e responsabilità, perché il passaggio – che non dimentica il passato ma che si apre al futuro – a mano a mano si avveri».

Ecco, è da un Vescovo che ha così parlato ed operato, è da un Vescovo che certamente continuerà ad amare e a servire, sia pure in un modo diverso, la Chiesa casalese, che prenderemo commiato sabato 14 ottobre, alle ore 21, in Cattedrale. A lui, fin d’ora, vogliamo dire dal profondo del cuore: grazie, Vescovo Alceste!

don Giampio Devasini
Vicario Generale

Iniziative con Lancisi e Matulli per ricordare don Lorenzo Milani

La Diocesi di Casale Monferrato ospiterà nel mese di ottobre alcune iniziative dedicate alla figura di don Lorenzo Milani organizzate da diversi Servizi Diocesani.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione degli appuntamenti, svoltasi martedì 3 ottobre 2017, introducendo gli interventi, Riccardo Calvo, responsabile del Servizio diocesano per la Pastorale della Cultura, ha evidenziato che «la recente visita di Papa Francesco a Barbiana è stata lo stimolo per proporre queste iniziative. Ad organizzarle sono soggetti diversi che si sono ritrovati in questo ottobre a fare sintesi intorno alla figura di don Lorenzo Milani».

Rispetto ad un «personaggio complesso» che «ha veicolato un messaggio articolato con la sua vita, con i suoi scritti, con le sue opere», il vicario generale della Diocesi, don Giampio Devasini, ha osservato che parlando di don Lorenzo Milani «occorre evitare due derive. La prima è quella costituita dal tentativo di appropriarsi di don Milani, un tentativo che c’è stato, c’è e ci sarà. Secondo me don Milani non è di nessuno, e ogni tentativo di appropriarsene in buona o malafede è un tentativo indebito, da respingere». «La seconda deriva – ha proseguito – è quella di separare l’uomo, il prete, l’educatore». «Distinguere sempre, separare mai», ha puntualizzato don Devasini, ricordando che «don Milani è stato un sacerdote che ha avuto una grande intuizione e poi è stato consequenziale nei suoi comportamenti. L’intuizione è quella che per comprendere la realtà – e quindi il Vangelo che non può non incarnarsi nella realtà – occorre possedere una serie di strumenti culturali, a cominciare da quelli linguistici, che la scuola dell’obbligo deve fornire a tutti. Altrimenti il rischio è una scuola che crea scarto, che crea emarginazione; una scuola antiumana e quindi anticristiana».

Il primo appuntamento è in programma per l’11 ottobre, su iniziativa dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dei migranti e di Eforum. La libreria “Il Labirinto” ospiterà alle 21 la presentazione-dibattito del libro “Processo alla disobbedienza” di Mario Lancisi. Alla serata – ha spiegato Claudio Debetto – sarà presente l’autore che approfondirà «la questione del processo a don Milani a seguito della Lettera ai cappellani militari toscani “L’obbedienza non è più una virtù” scritta con i ragazzi di Barbiana». Per quella lettera, in difesa dell’obiezione di coscienza alle Forze Armate, don Milani venne processato per apologia di reato. Assolto in primo grado, il sacerdote fiorentino morì prima della sentenza di appello del 1967.

Il secondo appuntamento, si svolgerà invece nell’ambito di “Cantiere Speranza”. Per la serata di venerdì 20 ottobre i Servizi per la Pastorale della Cultura, Scolastica e Giovanile della Diocesi di Casale Monferrato organizzano in collaborazione con la Biblioteca Civica l’incontro al quale parteciperà il prof. Giuseppe Matulli, già sottosegretario alla Pubblica Istruzione. Matulli, alle ore 21 presso la sala Vitoli del Museo Civico, gentilmente concessa dal Comune di Casale Monferrato, renderà la sua testimonianza su don Lorenzo Milani a 50 anni dalla pubblicazione di “Lettera a una professoressa”. «Il prof. Matulli ebbe la fortuna di conoscere personalmente don Milani – ha spiegato Edda Gastaldi, del Servizio diocesano per la Pastorale della Cultura – quando questi lo chiamò, insieme all’amico e collega prof. Renzo Ricci, in qualità di docenti di Statistica presso l’Università di Firenze, per una verifica sulla correttezza delle procedure seguite nel trascrivere sul testo “Lettera a una professoressa” i dati relativi all’entità della dispersione scolastica (promossi, bocciati, ritirati) raccolti negli annuari di statistica dell’Istruzione dell’Istat». La serata sarà arricchita dalla lettura di alcuni testi di don Lorenzo Milani, proposti dal Collettivo teatrale.
Roberto Botta, direttore della Biblioteca Civica di Casale Monferrato, ha ricordato che «dalla prossima settimana prepareremo in Biblioteca un tavolo con i libri del nostro patrimonio che riguardano non solo don Milani ma anche le esperienze che sono riconducibili alla sua fugura». Inoltre, ha proposto, in futuro di «dedicare, magari attraverso iniziative didattiche, una riflessione sulla particolare forma di scrittura che don Milani pratica attraverso le lettere a partire dal secondo volume di “Tutte le opere” pubblicato quest’anno per la collana “I Meridiani” di Mondadori, che costituisce un corpus significativo».

Don Samuele Battistella, responsabile della Pastorale Scolastica diocesana, ha annunciato che per la mattinata di sabato 21 ottobre, è in preparazione un incontro del prof. Matulli con gli studenti degli Istituti Superiori cittadini. «L’attenzione ai giovani – ha sottolineato – necessita assolutamente di un confronto reale e concreto con gli adulti. Lo stesso don Milani aveva capito che è indispensabile dare agli adulti degli strumenti autentici per confrontarsi con i giovani, strumenti che di loro sponte tanti adulti non hanno. Serve un cammino di conversione perché, come dice un grande teologo, il problema dei giovani non sono loro ma è che appena si affacciano sul mondo trovano noi».
Don Marco Durando, responsabile della Pastorale Giovanile diocesana, ha voluto sottolineare come nell’anno in cui ci si prepara al Sinodo sui giovani, «gli incontri su don Milani sono particolarmente significativi» perché «don Milani ci insegna cosa vuol dire prenderci a cuore i ragazzi, ci insegna a lavorare per un’educazione integrale facendolo da testimone autentico e da adulto vero. E insegna ai giovani, che sono insoddisfatti, un modo positivo e propositivo di protestare».