Programma dell’anno 2017-2018

Pubblichiamo il programma predisposto dai Servizi diocesani per la Pastorale Giovanile e Vocazionale per l’anno 2017-2018.
Iniziative e finalità sono state presentate nel corso dell’Assemblea della Pastorale Giovanile e Vocazionale che si è tenuto lo scorso mercoledì 22 novembre.

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Ricordato mons. Zaccheo a 10 anni dalla morte. Don Devasini: «pastore instancabile ed appassionato»

Nel pomeriggio di ieri, nella Cattedrale di Sant’Evasio, il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, ha presieduto la celebrazione eucaristica nella quale si è fatto memoria del decimo anniversario della prematura scomparsa di mons. Germano Zaccheo, Vescovo di Casale Monferrato dal 1995 al 2007, avvenuta il 20 novembre 2007 nel corso di un pellegrinaggio a Fatima. Pubblichiamo il testo letto dal Vicario generale della diocesi, don Giampio Devasini, all’inizio della Messa.

Il Vescovo Germano – che lei, caro Vescovo Gianni, non ha avuto modo di conoscere – è stato un Pastore instancabile ed appassionato.
Volendo individuare alcuni tratti caratteristici della sua persona e del suo servizio episcopale, ne evidenzierei quattro: l’amore per la gente, l’amore per i poveri, l’amore per la vita, l’amore per il bello.

  • L’amore per la gente. Il Vescovo Germano amava la gente e quindi amava stare in mezzo alla gente con semplicità, con cordialità e a volte con impetuosità: tutti ricordiamo certe sue ‘impennate’. E la gente percepiva questo amore e ancora oggi tante persone lo ricordano con affetto e simpatia. Sì, per usare un’espressione tanto cara a Papa Francesco, il Vescovo Germano è stato un Pastore con l’odore delle pecore.
  • L’amore per i poveri. Una lunga teoria di poveri di ogni genere ha bussato alle porte della casa e della vita del Vescovo Germano e lui mai si è voltato dall’altra parte. Alcune persone hanno approfittato della generosità e della benevolenza del Vescovo Germano? Sì e non sempre si è trattato di poveri così come abitualmente li intendiamo. “A far del bene non si sbaglia mai”, amava ripetere Padre Giovanni Semeria. Ecco, credo che il Vescovo Germano abbia vissuto fino in fondo questo vitale insegnamento.
  • L’amore per la vita. Il Vescovo Germano è stato, con la parola e con gli scritti, un convinto difensore della vita umana: dal primo istante del suo concepimento fino al suo termine naturale. Questo spiega il costante sostegno da lui offerto al Movimento per la Vita di Casale Monferrato, allora diretto dal compianto prof. Giuseppe Garrone. Questo spiega il fatto che il nostro Hospice sia stato a lui intitolato.
  • L’amore per il bello. Il Vescovo Germano amava il bello, evocativo di Dio, Bellezza che salva; lo amava nelle sue molteplici espressioni. Amava la natura in cui si reimmergeva innanzitutto quando tornava nella sua Cannobio. Giornalista dotato di notevole verve, amava la letteratura. Ricordo che uno dei suoi autori preferiti era Georges Bernanos. E amava l’arte: ha lanciato il progetto “Città e Cattedrali” per le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta; ha promosso il restauro del nostro splendido Duomo e la nascita del relativo Museo; ha curato la collocazione nell’atrio della Cattedrale del fonte battesimale, del cero pasquale e della croce trinitaria: realizzazioni che, come spesso accade per le opere di arte contemporanea, non hanno mancato e non mancano di suscitare vivaci discussioni.

Ecco, è di un Vescovo siffatto – e tante sono le cose che sarebbero ancora da dire – che questa sera – cosa buona e giusta – facciamo memoria:

  • memoria orante;
  • memoria riconoscente;
  • memoria che, non volendo essere solo rituale, è chiamata a tradursi in impegno a vivere con senso di responsabilità – proprio come ha fatto il Vescovo Germano – l’unico tempo di cui con certezza possiamo disporre e cioè il tempo presente.