«Oggi assistiamo a una crisi della speranza, per cui si cerca di conservare l’esistente e si ha scarsa fiducia nel domani. A farne le spese sono soprattutto i giovani, che si vedono tarpare le ali da un mondo adulto spesso chiuso dentro i propri schemi culturali e sociali, che stenta ad aprirsi al nuovo e a lasciare spazio alla loro progettualità e fantasia. Cari giovani, questo non deve abbattervi, ma semmai spingervi a lottare ancora di più per essere testimoni di speranza per voi, per i vostri coetanei e le vostre famiglie e comunità». Lo ha affermato ieri sera mons. Alceste Catella, Amministratore Apostolico di Casale Monferrato, in un passaggio dell’omelia (clicca qui per il testo) pronunciata nel corso della celebrazione eucaristica con cui al Santuario di Crea si è dato di fatto inizio all’anno pastorale in diocesi ricordando contestualmente il nono avversario dell’ingresso in diocesi di mons. Catella.
Commentando la pagina evangelica della visita di Maria alla cugina Elisabetta, mons. Catella ha evidenziato che «Maria insegna alle nostre comunità cristiane, a ciascuno di noi, a voi giovani a percorrere le vie della storia e degli ambienti della nostra vita, andando incontro alle persone, uscendo da noi stessi e offrendo segni, parole, gesti di amicizia, di annuncio, di preghiera, di servizio. Soprattutto, essa ci insegna a portare Gesù ovunque viviamo». «Maria – ha proseguito – ci insegna il coraggio di osare», «ci insegna a investire il tempo non solo per noi stessi, ma per Dio e per gli altri», «ci insegna a gioire per i segni di novità e di speranza che Dio semina nella nostra storia, nella vita della Chiesa e nel mondo».
«La nostra amata Diocesi – insieme con il suo nuovo Pastore – possa camminare con coraggio e con fiducia, scoprendo ogni giorno di più la sua vocazione ad essere realtà che con umiltà e coraggio annuncia la “buona notizia” che è il Signore Gesù, nostro Salvatore», ha concluso mons. Catella.
Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Vicario Generale della Diocesi, don Giampio Devasini, ha voluto esprimere a mons. Catella il ringraziamento dell’intera comunità diocesana per i nove anni di ministero episcopale «ricchi di iniziative, realizzazioni e sollecitazioni volte al rinnovamento missionario della pastorale; alla valorizzazione di ogni ministero e carisma che è nel Popolo di Dio; al superamento di una pastorale individualista ed introversa per mettersi decisamente a lavorare insieme tra parrocchie vicine; a rendere la comunità credente capace di rispondere alle complesse sfide culturali, sociali ed economiche proprie del nostro tempo», chiedendo anche «perdono per tutte le volte in cui per supponenza, per superficialità, per pigrizia o per quella scarsa lungimiranza che spesso caratterizza chi guarda solo il proprio orticello, non abbiamo corrisposto alle sue giuste attese di Pastore».