Domenica 29 ottobre l’inizio del ministero episcopale di mons. Gianni Sacchi in Diocesi

Dopo aver ricevuto l’ordinazione episcopale sabato scorso nella Cattedrale di Santo Stefano a Biella, domenica 29 ottobre S. E. R. mons. Gianni Sacchi farà il suo ingresso in Diocesi come Vescovo di Casale Monferrato.

La prima tappa

Mons. Sacchi arriverà a Casale Monferrato poco dopo le 14 di domenica 29 ottobre. La prima tappa, scelta dallo stesso Vescovo per l’inizio del suo ministero episcopale, sarà alla R.I.S.S. “Mons. Oreste Minazzi” dell’Opera Diocesana Assistenza, in via Biblioteca. Mons. Sacchi vi giungerà verso le 14.15, per una visita privata alle persone ospitate e l’incontro con il personale della struttura.
Mons. Vescovo rimarrà nella R.I.S.S. “Mons. Oreste Minazzi” per circa 30 minuti. All’uscita, verrà salutato dai giovani della Diocesi che lo accompagneranno in piazza Mazzini percorrendo via Biblioteca, via Mameli, via Liutprando, largo Mons. Angrisani e via del Duomo.

L’accoglienza

Mons. Sacchi giungerà in piazza Mazzini per le 15, accolto dalle autorità civili e dai cittadini di Casale e del Monferrato.
Ad indirizzare gli auguri di saluto e benvenuto saranno il Sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, il presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, il prefetto di Alessandria, Romilda Tafuri. Seguirà un breve intervento di Mons. Sacchi.
Al termine, ci si sposterà in processione verso la Cattedrale di Sant’Evasio.

La celebrazione eucaristica di presa di possesso e di inizio di ministero episcopale

Mons. Sacchi sarà ricevuto alla porta della Cattedrale dal presidente del Capitolo, mons. Antonio Gennaro, che presenterà al bacio del Vescovo l’immagine del Crocifisso. Poi l’Amministratore Apostolico, mons. Alceste Catella, porgerà a Mons. Sacchi l’aspersorio con l’acqua benedetta perché, entrando in Cattedrale, asperga tutti i presenti mentre si dirige verso la cappella del Santissimo Sacramento, dove sosterà per una breve adorazione. Indossati, nella Cappella di S. Evasio, i paramenti liturgici, avrà inizio la Celebrazione Eucaristica che sarà introdotta dall’Amministratore Apostolico rivolgendo parole di benvenuto al nuovo Vescovo. Il Vicario Generale della Diocesi, don Giampio Devasini, dopo aver esibito al Collegio dei Consultori la Lettera Apostolica della nomina del nuovo Vescovo ne dà pubblica lettura. A questo punto mons. Sacchi, ricevuto dalle mani del Vescovo emerito Alceste Catella il pastorale – dono dell’intera comunità diocesana – sarà invitato a sedere alla Cattedra dove riceverà l’omaggio di una rappresentanza del clero, dei religiosi, delle religiose e del laicato della Diocesi.
Avrà così inizio la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Gianni Sacchi. Dopo la lettura del Vangelo, il nuovo Vescovo pronuncerà la sua prima omelia rivolgendosi al Popolo di Dio che è stato chiamato a servire come pastore.
Al termine della Celebrazione Eucaristica, mons. Sacchi saluterà i fedeli nei locali della Curia Vescovile, in piazza Nazari di Calabiana, dove sarà organizzato un momento conviviale.

Nell’ambito dell’inizio del ministero episcopale di mons. Gianni Sacchi in Diocesi, segnaliamo due appuntamenti.

Incontro di preghiera in Cattedrale

In preparazione all’ingresso in Diocesi del nuovo Vescovo, si svolgerà nella serata di venerdì 27 ottobre, in Cattedrale, un incontro di preghiera. Sarà presieduta, con inizio alle 21, da mons. Alceste Catella, Amministratore Apostolico di Casale Monferrato.

A Crea, Celebrazione Eucaristica con mons. Sacchi e mons. Catella

Nella mattinata di lunedì 30 ottobre, alle 10, il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, presiederà la Santa Messa che sarà concelebrata da mons. Alceste Catella, Vescovo Emerito di Casale Monferrato.

Sabato 21 ottobre a Biella l’ordinazione episcopale di mons. Gianni Sacchi

Sabato 21 ottobre, nella Cattedrale di Santo Stefano a Biella, avrà luogo l’ordinazione episcopale di Mons. Gianni Sacchi, eletto Vescovo di Casale Monferrato, lo scorso 31 luglio, da Papa Francesco.

La celebrazione e il rito di consacrazione

Il rito, con inizio alle 10, sarà presieduto dal Vescovo di Biella, Mons. Gabriele Mana, Vescovo consacrante. Co-consacranti saranno Mons. Marco Arnolfo, Arcivescovo metropolita di Vercelli, e Mons. Alceste Catella, Amministratore Apostolico di Casale Monferrato. Saranno presenti anche i Vescovi della Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta oltre al biellese mons. Vittorio Viola, Vescovo di Tortona.
Da Casale e dal Monferrato è prevista la presenza di sacerdoti e fedeli laici. A rappresentare la comunità civile cittadina sarà il Sindaco Titti Palazzetti.
Ovviamente, «si prevede il concorso di tantissimi fedeli provenienti dalla parrocchia S. M. Assunta in Vigliano Biellese – spiega don Massimo Minola, cerimoniere episcopale della Diocesi di Biella – ove mons. Gianni ha svolto il suo ministero di parroco per ben 18 anni. Prete stimato, intraprendente ed attivo, spiritualmente profondo».
Sarà possibile accedere alla Cattedrale di Santo Stefano aprirà dalle 8.30; gli addetti al servizio d’ordine e al cerimoniale indicheranno la collocazione dei fedeli e delle Autorità.
«Lungo le navate del Duomo – aggiunge don Minola – si potrà seguire con il supporto di appositi schermi lo svolgersi della celebrazione liturgica ricca di teologia attorno all’identità e missione del vescovo nella Chiesa e di simbologia».
Vescovi, sacerdoti concelebranti, diaconi e ministranti si ritroveranno, entro le 9.30, nel Seminario vescovile di Biella. Da qui raggiungeranno processionalmente la Cattedrale per la solenne Concelebrazione eucaristica e la consacrazione episcopale.
«Un apposito libretto – prosegue il cerimoniere episcopale – aiuterà i fedeli nella partecipazione personale e comunitaria ai riti liturgici».
Nel corso dei riti esplicativi – che seguiranno l’invocazione dell’intercessione dei Santi, l’imposizione delle mani da parte dei Vescovi presenti e la solenne preghiera di consacrazione – si procederà all’unzione crismale, alla consegna del libro dei Vangeli, dell’anello e della mitra. A mons. Sacchi verrà poi consegnato il pastorale, donatogli dalla comunità ecclesiale di Casale Monferrato, il “gregge” di cui è stato chiamato ad essere pastore e guida.
Al termine della solenne celebrazione, autorità e fedeli giunti da Casale Monferrato potranno salutare il loro vescovo presso il Seminario Vescovile di Biella con un momento di festa.

Mons. Gianni Sacchi

Nato il 15 settembre 1960 a Trivero, in Diocesi e Provincia di Biella, mons. Gianni Sacchi ha compiuto la formazione teologica presso il Seminario diocesano di Biella e l’ha poi completata frequentando i corsi di Baccellierato nella Facoltà Teologica di Torino.
È stato ordinato sacerdote il 28 aprile 1990 incardinandosi nella diocesi di Biella.
È stato Vicario parrocchiale della parrocchia di San Paolo, a Biella, nel 1999; dal 1999 fino al 2017 è stato Parroco della parrocchia di S. Maria Assunta a Vigliano Biellese; dal 2002 al 2008 Pro-Vicario Generale; e dal 2008 fino al momento della nomina a Vescovo di Casale Monferrato è stato Vicario Generale della Diocesi di Biella.
Al momento della nomina era membro del Collegio dei Consultori, del Consiglio Presbiterale, del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici, del Consiglio Pastorale Diocesano nonché Canonico della Cattedrale di Biella, Presidente della Fondazione “Don A. Ferraris”, responsabile del Servizio diocesano per la Formazione Permanente del Clero, dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali della Chiesa e del Servizio diocesano per l’Edilizia di Culto.
Dal 7 agosto 2003 è Cappellano di Sua Santità. Il Santo Padre Francesco lo ha nominato Vescovo di Casale Monferrato il 31 luglio 2017.

Lo stemma e il motto episcopale

Il motto episcopale scelto da Mons. Sacchi è “Cognoverunt eum in fractione panis” (Lo riconobbero nella frazione del pane)
Nello stemma episcopale, lo scudo è diviso in due parti. Nella parte superiore è rappresentato il simbolo mariano composto dal monogramma M V A Maria Vergine Assunta, con la corona che richiama il 5° mistero glorioso: L’incoronazione di Maria Santissima, Regina degli Angeli e dei Santi.
Il Vescovo Gianni con questo richiamo mariano vuole evidenziare:

  • che è nato il 15 Settembre, memoria della Beata Vergine Maria Addolorata;
  • che la parrocchia dove ha svolto il suo ministero da parroco è intitolata alla Madonna Assunta;
  • che nella diocesi di Biella la Madonna di Oropa è la Regina;
  • che nella diocesi di Casale Monferrato troverà a vegliare sul suo ministero la Madonna di Crea;
  • che il colore Azzurro è il colore del cielo, il colore tipicamente mariano.

La parte inferiore dello scudo raffigura due mani che spezzano un pane su fondo rosso. Le due mani sono quelle di Cristo risorto, che davanti ai due discepoli di Emmaus spezza il pane prima di sparire dalla loro vista (Luca 24, 30-31). In quel gesto essi riconoscono il Maestro e corrono ad annunciare agli altri discepoli l’esperienza che hanno vissuto. In ogni eucaristia, nello spezzare il pane, gli occhi della fede ci fanno percepire la presenza del Signore Gesù che deve essere testimoniata agli altri con la nostra vita. Il fondo rosso richiama il colore del sangue, della passione, dell’amore e del dono che Cristo fa di se stesso per la nostra salvezza.

Mons. Catella conclude il ministero episcopale in Monferrato. Il 14 ottobre in Cattedrale il saluto

Sabato 14 ottobre la comunità ecclesiale di Casale Monferrato saluterà riconoscente il Vescovo Alceste Catella, che conclude i nove anni di ministero episcopale in Monferrato. Lo farà nel corso della celebrazione eucaristica che lo stesso mons. Catella presiederà alle 21, nella Cattedrale di Sant’Evasio. Concelebreranno i sacerdoti diocesani, alla presenza delle autorità cittadine.
Sarà l’occasione per salutare e ringraziare Sua Eccellenza per la sua importante opera di guida pastorale e per elevare la lode a Dio per il bene compiuto da mons. Catella servendo con generosità e dedizione la Chiesa e la comunità a lui affidate.

Nominato da Papa Benedetto XVI vescovo di Casale Monferrato il 15 maggio 2008, Mons. Catella ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 29 giugno successivo, nella cattedrale di Biella. Domenica 7 settembre 2008 l’ingresso nella Diocesi di Casale Monferrato, con l’accoglienza in piazza Mazzini e la Celebrazione Eucaristica di inizio ministero episcopale presieduta nella Cattedrale di Sant’Evasio.

Nei nove anni alla guida della Chiesa casalese, Mons. Catella ha dato vita alle Unità Pastorali, per un deciso e costante rinnovamento missionario della pastorale, una maggior collaborazione tra Parrocchie vicine e la valorizzazione di ogni ministero e carisma.
Sotto il suo impulso ha preso il via il “Laboratorio per la formazione dei collaboratori pastorali” e si è attuato il “metodo sinodale” sia nel cammino che ha portato alla costituzione delle Unità Pastorali sia in alcuni importanti momenti ecclesiali come l’Assemblea diocesana del giugno 2017 e i Convegni pastorali diocesani 2016 e 2017.
In questi anni, inoltre, si è provveduto al trasferimento della sede della Curia Vescovile da via Liutprando a piazza Nazari di Calabiana, nei locali del Seminario Vescovile (ente tutt’ora proprietario dell’immobile), ed è stata affidata a laici la responsabilità di sei Uffici/Servizi pastorali diocesani e la Presidenza dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero e dell’Opera Diocesana Assistenza.
Mons. Catella è stato poi impegnato, con un significativo impiego di tempo ed energie, nel risanamento economico-finanziario dell’ente Diocesi, la cui situazione debitoria sta progressivamente rientrando ed è comunque sotto controllo.

Dopo aver portato a termine quella lasciata in sospeso da Mons. Germano Zaccheo, morto prematuramente a Fatima il 20 novembre 2007, Mons. Catella ha compiuto due Visite Pastorali alla Diocesi nelle quali ha potuto conoscere da vicino le comunità ecclesiali e civili delle 115 Parrocchie e dei 68 Comuni di cui si compone il territorio diocesano.

Numerose sono state le occasioni in cui è intervenuto rispetto alle tematiche di interesse sociale. Lo ha fatto nelle omelie per la Solennità del Patrono Sant’Evasio e in quelle per le Giornate con il mondo del lavoro, negli incontri con i politici e gli amministratori locali del territorio, nel sostegno al progetto di “Agenda di Speranza del Monferrato: ripartiamo insieme” e nelle occasioni legate alla vicenda amianto, quali il “Processo Eternit” e l’inaugurazione del Parco “EterNot”.

Dal maggio 2010 al maggio 2015, Mons. Catella è stato membro del Consiglio Episcopale Permanente della Cei in qualità di Presidente della commissione episcopale per la liturgia. Dal settembre 2013 all’ottobre 2015 è stato anche presidente del Centro di Azione Liturgica. Dal settembre 2016, è membro della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi.

Il 31 luglio 2017 Papa Francesco la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Casale Monferrato presentata da Mons. Catella e ha nominato il biellese Mons. Gianni Sacchi nuovo Vescovo di Casale. Da quel giorno e fino all’ingresso in Diocesi del suo successore, Mons. Catella è Amministratore Apostolico della Diocesi.

Con l’inizio del ministero episcopale di Mons. Sacchi in Diocesi, Mons. Catella farà ritorno a Biella, dove vivrà nel Seminario Vescovile.

Giornata salute mentale. Il messaggio dei Vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta

Pubblichiamo il testo del messaggio dei Vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta in occasione della Giornata mondiale della salute mentale (10 ottobre 2017)

I tempi attuali sono caratterizzati da una forte carica ansiogena. Viviamo immersi in svariate forme d’ansia: si potrebbe quasi affermare che ognuno di noi ha la propria! La solitudine e l’aridità relazionale – nonostante Internet – rafforzano il nostro senso di inadeguatezza e di estrema fragilità. Da qui anche la paura e la diffidenza che spesso si provano per chi si reputa diverso da noi.

Sappiamo padroneggiare sempre meglio le tecnologie, ma nello stesso tempo siamo sempre meno capaci di perseguire e mantenere una modalità di comunicazione che sia profondamente umana: il tempo donato, l’empatia ricercata, la consolazione, il “calore” del linguaggio non verbale e il “balsamo” di quello verbale.

Una buona relazione, innestata in una Comunità che progredisce in comunione nell’interesse di tutti, può essere una preziosa opportunità per la nostra buona Salute Mentale. Una Comunità che funziona sa dare risposta a molte difficoltà con una efficace azione di prossimità solidale, alleviando il peso di sofferenze che in alternativa verrebbero affrontate in solitudine. La Comunità inclusiva ci può aiutare a conoscere meglio le diversità, oltrepassando l’ostacolo del pregiudizio e valorizzando le qualità di ogni persona, anche di chi si pensa sia solo degna di diffidenza o commiserazione. Auspichiamo una “Comunità che Guarisce”, una Società in grado di accogliere le fragilità ed affrontare alcuni “mal di vivere” e disagi prima che divengano sofferenza psichica o patologia.

Con la nostra testimonianza di fedeli in Cristo, dobbiamo evitare di rassegnarci alle ipocrisie o alla ricerca del nostro immediato interesse, dobbiamo ribadire con forza che è possibile avere una vita buona, condivisa nell’interesse comune, in una salda prospettiva di Speranza: “Oggi siamo invitati a non lasciarci distogliere dalle false sapienze di questo mondo, ma a seguire Gesù, il Risorto, come unica guida sicura che dà senso alla nostra vita” (Papa Francesco, Regina Coeli 7 maggio 2017).
Con le nostre azioni, al clima ansiogeno possiamo contrapporre la serenità che viene dall’abbandono nelle mani di Dio.

Con questo messaggio esortiamo le Comunità cristiane alla preghiera ed alla riflessione su questi temi così carichi di umanità, invitando a scelte coerenti di vicinanza ed inclusione verso i fratelli più fragili e le loro famiglie.

La Conferenza Episcopale Piemontese

Ingresso in Diocesi di mons. Sacchi, il 29 ottobre sospese le messe domenicali pomeridiane

«In occasione dell’ingresso di mons. Gianni Sacchi, tutti i presbiteri della Diocesi di Casale Monferrato sono invitati a sospendere la celebrazione delle Messe vespertine della domenica onde poter essere presenti, con i fedeli affidati alle loro cure pastorali, alla celebrazione di inizio del ministero episcopale del Vescovo Gianni. Con lui e per lui pregheremo il Signore affinché aiuti il nostro nuovo Pastore a curare tutto ciò che mantiene la coesione del gregge, a custodirlo dai pericoli, a prendersi a cuore la speranza vegliando per il suo popolo, ad avere sogni positivi per portare avanti la profezia. Arrivederci dunque a domenica 29 ottobre, ore 15, Piazza Mazzini, Casale». È quanto scrive, in una nota, il Vicario Generale della Diocesi, don Giampio Devasini.

“Cronaca di un episcopato”

Di seguito, il testo integrale della “Cronaca di un episcopato” in cui don Giampio Devasini, Vicario Generale della Diocesi, ripercorre i 9 anni di ministero episcopale di mons. Alceste Catella nella Diocesi di Casale Monferrato. Il testo è stato pubblicato dal settimanale diocesano “La Vita Casalese” nel numero di giovedì 5 ottobre 2017.

Sono ormai trascorsi poco più di nove anni dall’ingresso in Diocesi del Vescovo Alceste Catella (7 settembre 2008) ed approssimandosi l’inizio del ministero del Vescovo eletto Gianni Sacchi (29 ottobre c.a.), ritengo cosa buona e giusta fare memoria grata – gratitudine non “a buon mercato” ma “a ragion veduta” – del suo servizio in mezzo a noi come Successore degli Apostoli. Tale servizio si è espresso innanzitutto nello svolgimento dell’azione pastorale ordinaria propria di ogni Vescovo ma anche in tutta una serie di iniziative che ora, senza pretese esaustive, vado ad elencare distinguendo, per comodità espositiva, tra “Vita della Chiesa” e “Chiesa e Società civile”.

VITA DELLA CHIESA

In un mondo come il nostro soggetto a rapidi mutamenti ed agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, Mons. Vescovo ha cercato, con l’aiuto di molti, di individuare obiettivi, metodi e strumenti atti a rendere la Chiesa casalese capace di una testimonianza profetica. Nell’elenco troverete enunciate anche alcune realizzazioni che dicono della natura umana e non solo divina della Chiesa, che dicono cioè del suo essere una realtà incarnata in un tempo e in uno spazio.

Unità Pastorali. L’11 settembre del 2010 i nove Vicariati Foranei in cui era articolata la Diocesi sono stati sostituiti da quattordici – ora dodici – Unità Pastorali disciplinate da un apposito testo normativo (riveduto nel 2015): Le Unità Pastorali. Orientamenti e norme. Dell’ecclesiologia conciliare di comunione missionaria cui il predetto testo si ispira si sottolineano qua tre aspetti. Il primo richiama la valorizzazione di ogni ministero e carisma che è nel Popolo di Dio e, in particolare, chiede una svolta qualitativa nella cooperazione del laicato che dovrà assumere sempre più un ruolo di corresponsabilità nelle varie attività pastorali. Il secondo postula un deciso e costante rinnovamento missionario della pastorale se si vuole essere fedeli al mandato del Signore e al magistero di Papa Francesco che con la parola e con l’esempio addita l’ideale di una “Chiesa in uscita”. Il terzo ripropone l’impegno a superare una pastorale individualista ed introversa per mettersi, decisamente, a lavorare insieme fra Parrocchie vicine attraverso la realizzazione di semplici e concreti progetti pastorali studiati insieme e poi insieme applicati. A che punto siamo del cammino? Beh, alcuni passi in avanti sono stati compiuti e però molti di più sono quelli che ancora restano da compiere.

Laboratorio per la formazione dei collaboratori pastorali. Al fine di dare volto concreto al primo ed al secondo aspetto dell’ecclesiologia conciliare di comunione missionaria sopra evidenziati, è sorto nell’anno 2016 il “Laboratorio per la formazione dei collaboratori pastorali”. Di durata triennale, detto Laboratorio – disciplinato da un apposito documento (1 agosto 2015) – vede la partecipazione costante ed appassionata di una trentina di fedeli laici provenienti da varie parti della Diocesi.

Chiesa in uscita. Nel settembre del 2014 sono stati promulgati e consegnati all’intera comunità diocesana due documenti. Il primo – intitolato Le età della vita. Linee pastorali – è la sintesi dell’intenso lavoro svolto dal Consiglio Pastorale Diocesano, dal Consiglio Presbiterale e dalle Equipes delle Unità Pastorali. Il secondo – intitolato Parola e Pane di vita in assenza di celebrazione Eucaristica – è un Decreto con cui Mons. Vescovo autorizza la celebrazione – là dove ve ne sia la necessità – della Liturgia festiva della Parola di Dio in assenza di celebrazione Eucaristica. Questi due documenti vogliono essere semplicemente dei mezzi per realizzare momenti fondamentali della vita delle nostre comunità: la trasmissione della fede, l’iniziazione cristiana, l’attenzione ai giovani, alla famiglia, agli adulti, le “sante convocazioni” che costruiscono e fanno vivere le comunità. Afferma il Santo Padre Francesco: «La Chiesa è davvero viva se, formando un solo essere vivente con Cristo, è portatrice di vita, è materna, è missionaria, esce incontro al prossimo, sollecita di servire senza inseguire poteri mondani che la rendono sterile. Perciò, celebrando i santi misteri ricorda Maria, la Vergine del Magnificat, contemplando in lei “come in un’immagine purissima, ciò che essa tutta desidera e spera di essere” (SC 103)» (Discorso ai partecipanti alla 68ª Settimana Liturgica Nazionale, 24 agosto 2017).

Sinodalità. In occasione della seconda serata del Convegno Pastorale Diocesano del settembre 2016, i partecipanti – divisi in dieci gruppi ed aiutati da un facilitatore – hanno riflettuto insieme su alcuni degli snodi dell’Es. Ap. Evangelii gaudium e la relazione programmatica di Mons. Vescovo, in occasione della terza serata, ha preso le mosse proprio dalle dieci relazioni. Analoga esperienza è stata vissuta in altre due occasioni:
a) l’Assemblea Diocesana del giugno 2017 chiamata a ritornare sulle “cinque vie” oggetto della riflessione del 5° Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze (novembre 2015) lette alla luce sia dell’Es. Ap. Evangelii gaudium sia dei testi elaborati dal Consiglio Pastorale Diocesano;
b) la seconda e la terza serata del Convegno Pastorale Diocesano del settembre 2017 dal titolo «I nostri giovani tra presente e futuro».
Marcatamente sinodale è stato poi anche il cammino che ha portato alla costituzione delle Unità Pastorali. L’obiettivo è evidente: si tratta di tornare, anche attraverso un metodo di lavoro, ad assumere sempre più coscientemente una “forma mentis” che è quella di una Chiesa in permanente stato di sinodalità. Il camminare insieme (questo significa la parola “sinodo”), pastore e gregge, deve cioè tornare ad essere la forma tipica della vita della Chiesa, la forma tipica della vita del santo Popolo fedele di Dio.

Messaggi alla Diocesi. Undici i messaggi indirizzati da Mons. Vescovo alla comunità diocesana: Ascolta e amerai (2008-2009); «Vieni e vedrai» (Gv 1,46) – La passione per il compito educativo (2009-2010); L’educare: opera congiunta di molteplici soggetti (2010-2011); «Andate, fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19) – Genitori e comunità insieme per custodire e coltivare il dono del Battesimo (2011-2012); «Questa è l’opera di Dio: che crediate in Colui che Egli ha mandato» (Gv 6,26) – Riflessioni sulla Fede, il Battesimo, l’Eucaristia, la Carità (2012-2013); «Gesù in persona si accostò e camminava con loro» (Lc 24,15) – Per un progetto diocesano di pastorale giovanile (2013-2014); Chiesa in uscita (2014-2015); «Misericordias Domini cantabo» (Sal 89,2) (2015-2016); Alla scuola di Evangelii gaudium (2016-2017); «Pronti sempre a rendere testimonianza a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi» (1Pt 3, 15) e I nostri giovani tra presente e futuro (2017-2018).

Vita Consacrata. A fronte della chiusura di molte delle case religiose presenti in Diocesi, finalmente una bella notizia: salvo imprevisti, nei primi mesi del prossimo anno giungeranno a Crea le monache del Monastero domenicano “Maria di Magdala” avente attualmente sede in Moncalieri. Dapprima si stabiliranno nella manica S. Paolo e poi, a ristrutturazione avvenuta, si trasferiranno nella manica S. Gregorio-Casa della Gioia. Così scrivono le “nostre” monache: «Noi vogliamo che la nostra casa esprima l’apertura a Dio e agli altri, la scelta di attenzione e cura a ciò che è essenziale, la semplicità di una vita condivisa per il bene di tutti».

La Vita Casalese. Negli ultimi anni il nostro settimanale diocesano – che vanta un centinaio di collaboratori volontari cui va la riconoscenza dell’intera Diocesi – ha vissuto – come molti giornali cattolici e non – momenti assai difficili. Il convinto appoggio morale ed il generoso sostegno economico di Mons. Vescovo hanno contribuito in modo decisivo a far sì che questa storica voce non si spegnesse e venissero salvaguardati diversi posti di lavoro. Oggi, grazie anche alla nuova disciplina normativa, è possibile guardare al futuro con rinnovata speranza.

Laicizzazione” della Curia Vescovile…e non solo. Negli anni dell’episcopato di Mons. Catella la responsabilità di ben sei Uffici/Servizi pastorali – Cultura, Comunicazioni Sociali, Famiglia (ora tornata ad un presbitero), Lavoro, Migranti, Beni Culturali Ecclesiastici – così come la Presidenza dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero e la Presidenza dell’Opera Diocesana Assistenza sono passate dai presbiteri ai fedeli laici che, in genere, hanno dato e stanno dando buona prova di sé per competenza, dedizione e passione.

Trasferimento della sede della Curia Vescovile da via Liutprando in piazza Calabiana. Tale trasferimento – avvenuto nel 2013 – consente ad operatori ed utenti di usufruire di spazi decisamente più ampi e confortevoli, concorre all’utilizzo dei locali di quella che è stata la sede del Seminario Vescovile (ente tutt’ora proprietario dell’immobile), favorisce la progressiva concentrazione di molte attività pastorali in un unico luogo con tutti i vantaggi che ne conseguono. A breve, il secondo piano diventerà sede dell’Archivio Diocesano.

Casa del Clero. Alla “Casa N. S. Regina di Crea” (“Serniola”) Mons. Vescovo ha voluto  fosse affiancata, nel cuore della Diocesi, una seconda struttura di accoglienza per i sacerdoti anziani e così il 19 marzo 2014 è nata la “Comunità S. Evasio” con sede presso la R.I.S.S. “Mons. Oreste Minazzi” (Casale, Via Biblioteca 1). Si tratta di tre bilocali – con ampi spazi comuni – attualmente occupati da Mons. Vescovo e da due Canonici. È prevista la realizzazione di altri bilocali.

Risanamento economico-finanziario dell’ente Diocesi. L’aver ereditato alcune pesanti situazioni debitorie accompagnate da una sostanziale assenza di politiche volte al ripianamento delle stesse ha comportato, da parte di Mons. Vescovo, un notevole dispendio di tempo e di energie oltreché l’esperienza di alcune umiliazioni. Risultato dell’impegno: il debito sta progressivamente rientrando e comunque è sotto controllo.

CHIESA E SOCIETÁ CIVILE

Molto sensibile alle tematiche sociali anche a motivo del suo vissuto biografico, Mons. Vescovo così affermava nell’omelia pronunciata il 12 novembre 2011, in occasione della Solennità di S. Evasio, Patrono della Città e della Diocesi: «[…] Ci chiediamo: che cosa ha da dire l’Eucaristia a persone che intendono vivere “da cristiani” il loro essere “cittadini”? A persone socialmente e istituzionalmente impegnate? L’insegnamento sociale della Chiesa da lungo tempo ci ha educato a valutare le implicazioni non solo etiche, ma anche sociali e politiche, della fede cristiana e della sua pratica ecclesiale, fino a farle recepire come dimensione costitutiva della coscienza credente. […] La partecipazione all’Eucaristia richiama costantemente i credenti alla coscienza della loro responsabilità storica. Una responsabilità rivolta allo stesso tempo verso il dono dell’Eucaristia da cui scaturisce la presenza ecclesiale e verso il bene comune della città a cui essa pure simultaneamente chiama. Proprio gli spazi urbani dei nostri territori dicono che è nella natura della fede animare dal di dentro il vissuto collettivo. Mentre si rende necessario ribadire la rivendicazione di uno spazio pubblico alla parola e alla visione della fede, noi credenti siamo tenuti a dare corpo a una presenza “eucaristica” che testimoni coerentemente la forza trasformante della fede per la vita personale e per i rapporti sociali. La qualità eucaristica dell’esistenza cristiana si mostra nella sua capacità di superare tutte le forme di spiritualismo disincarnato e di dissociazione tra privato e pubblico, tra coscienza (per noi: credente) e storia, per far crescere, invece, credenti responsabili, comunità vive, assidua formazione e cordiale collaborazione, spirito di dedizione e di sacrificio nella fraternità e nella solidarietà. Corrispondentemente, l’autentico impegno sociale nasce dalla maturazione di una comunità eucaristica, che ha assimilato il senso cristiano della vita affidato al Sacramento e da esso passato a coloro che si comunicano. Il primo apporto della comunità eucaristica alla vita sociale è l’esperienza di relazioni autentiche, modellate sull’esempio e sulla presenza del Signore. Il culto cristiano non è un mero atto privato, ma possiede un carattere pubblico che impegna le relazioni sociali, la testimonianza di fronte a tutti, a maggior ragione quando a renderla è chiamato un credente con responsabilità sociali e politiche, al quale è chiesto un impegno anche istituzionale per “la promozione del bene comune in tutte le sue forme”». L’anno successivo (2012), sempre in occasione della medesima Solennità, Mons. Vescovo, dopo aver detto che «[…] il Vangelo è forza propulsiva per una vita nuova che si investe di cambiamenti anche sul piano economico, politico e sociale; è offerta di salvezza per tutti che passa attraverso l’assunzione del vero, del buono e del giusto che ogni cultura anche diversa dalla nostra porta con sé. È dunque determinante la scelta di formare nelle nostre comunità, laici adulti, credenti e credibili testimoni della speranza del vangelo nel concreto quotidiano della vita di famiglia, di lavoro, di sofferenza, di cultura; nelle realtà politiche, economiche e finanziarie, e nelle istituzioni della città degli uomini. La dottrina sociale della Chiesa resta per questo il punto di riferimento sicuro e condiviso per tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà. Così i cristiani diventano sale che dà sapore alle realtà umane comuni a tutti gli uomini, e luce che illumina il cammino della città terrena sulla via della giustizia e della vera pace», aggiungeva a braccio: «La Dottrina Sociale che fa parte della Dottrina della Chiesa, non è un’appendice voluttuaria. Ai cristiani interessa sapere qualcosa dei Sacramenti? Molto bene! I cristiani devono imparare a pregare? Molto bene! Alla stessa stregua, i cristiani devono conoscere, approfondire, praticare ciò che la Chiesa, alla luce del Vangelo, insegna circa il modo di relazionarsi, di giudicare, di valutare, di operare nella società».
Ecco sinteticamente esposto, con le sue stesse parole, il “background” in cui si collocano gli eventi/interventi di Mons. Vescovo che ora passo a ricordare.

Agenda di Speranza del Monferrato: ripartiamo insieme. Frutto di un intenso e capillare lavoro fortemente voluto da Mons. Vescovo, svolto con cura dal Servizio per la Pastorale sociale e del lavoro e durato circa due anni, l’Agenda – presentata al pubblico in forma di opuscolo il 23 novembre del 2013 – si articola in due parti: memoria delle ferite (l’amianto, le alluvioni, le frane, l’inquinamento delle falde e dell’acquedotto, la scarsità e l’invecchiamento della popolazione, l’illusoria autarchia dei Comuni specie quelli più piccoli); analisi e proposte concrete relative agli ambiti di intervento ritenuti prioritari (territorio, trasporti, welfare, cultura). Il tutto nella convinzione di fondo – condivisa, pare di capire, più nelle parole che nei fatti – che: o si riparte insieme o non si riparte.

Caso “Eternit”. All’indomani della sentenza della Corte Suprema di Cassazione (19 novembre 2014) con cui veniva annullata senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato di disastro ambientale la sentenza della Corte d’Appello di Torino sulla strage dell’Eternit, cosi scriveva Mons. Vescovo: «Vi sono dei momenti nei quali si avrebbe voglia di tacere per meglio riflettere, capire, pregare…Eppure, proprio in questi momenti, non mi è consentito di tacere; la ragione, il cuore mi dicono che devo parlare per esprimere la mia vicinanza e condivisione con la mia amata città di Casale, con le famiglie che ancora una volta vengono costrette a rivivere il dolore degli atroci distacchi che la morte per amianto ha arrecato. Sono con voi, o carissimi; sono addolorato, deluso, frustrato, indignato. Nei giorni delle sentenze avevamo rinnovato la nostra fiducia nella giustizia, ora veniamo a sapere – noi poveri ingenui – che il diritto non ha nulla a che fare con la giustizia! Allora avevano ragione i latini quando dicevano “summum jus summa iniuria”; allora il diritto è solamente un insieme di regole che funziona in maniera autoreferenziale…, e io che credevo fosse una prassi relazionale rivolta al cittadino, ogni cittadino, tutti i cittadini…[…] Ancora una volta siamo chiamati ad essere solidali, comunità solidale che condivide e si impegna e non permette che l’unione venga incrinata; ancora una volta ci stringiamo a quanti hanno vissuto e vivono il tremendo mistero della sofferenza; ancora una volta tutti invito ad una preghiera unanime e corale». Il 10 settembre 2016, al termine della cerimonia d’inaugurazione del parco “EterNot” realizzato nel quartiere del Ronzone, sull’area dove sorgeva lo stabilimento Eternit più grande d’Europa (94mila mq), così si esprimeva Mons. Vescovo: «Questo parco è un memoriale. Perché la parola ‘memoriale’ nella cultura dell’ebraismo e in quella cristiana significa un atto celebrativo inteso a rendere presente il passato per aprirsi al futuro. Nella parola ebraica che dice ‘memoriale’ vi è il richiamo alla cicatrice, cioè qualcosa di concreto che rende presente il passato ma, nel medesimo tempo, dice di una guarigione che apre al futuro. Il nuovo parco rende presente il passato ma, nello stesso tempo, è esperienza di passaggi. Per Casale Monferrato e la sua gente questo richiamo attesta quanto già sta avvenendo: il cammino insieme, lo sforzo comune, secondo le diverse competenze e responsabilità, perché il passaggio – che non dimentica il passato ma che si apre al futuro – a mano a mano si avveri».

Ecco, è da un Vescovo che ha così parlato ed operato, è da un Vescovo che certamente continuerà ad amare e a servire, sia pure in un modo diverso, la Chiesa casalese, che prenderemo commiato sabato 14 ottobre, alle ore 21, in Cattedrale. A lui, fin d’ora, vogliamo dire dal profondo del cuore: grazie, Vescovo Alceste!

don Giampio Devasini
Vicario Generale

Iniziative con Lancisi e Matulli per ricordare don Lorenzo Milani

La Diocesi di Casale Monferrato ospiterà nel mese di ottobre alcune iniziative dedicate alla figura di don Lorenzo Milani organizzate da diversi Servizi Diocesani.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione degli appuntamenti, svoltasi martedì 3 ottobre 2017, introducendo gli interventi, Riccardo Calvo, responsabile del Servizio diocesano per la Pastorale della Cultura, ha evidenziato che «la recente visita di Papa Francesco a Barbiana è stata lo stimolo per proporre queste iniziative. Ad organizzarle sono soggetti diversi che si sono ritrovati in questo ottobre a fare sintesi intorno alla figura di don Lorenzo Milani».

Rispetto ad un «personaggio complesso» che «ha veicolato un messaggio articolato con la sua vita, con i suoi scritti, con le sue opere», il vicario generale della Diocesi, don Giampio Devasini, ha osservato che parlando di don Lorenzo Milani «occorre evitare due derive. La prima è quella costituita dal tentativo di appropriarsi di don Milani, un tentativo che c’è stato, c’è e ci sarà. Secondo me don Milani non è di nessuno, e ogni tentativo di appropriarsene in buona o malafede è un tentativo indebito, da respingere». «La seconda deriva – ha proseguito – è quella di separare l’uomo, il prete, l’educatore». «Distinguere sempre, separare mai», ha puntualizzato don Devasini, ricordando che «don Milani è stato un sacerdote che ha avuto una grande intuizione e poi è stato consequenziale nei suoi comportamenti. L’intuizione è quella che per comprendere la realtà – e quindi il Vangelo che non può non incarnarsi nella realtà – occorre possedere una serie di strumenti culturali, a cominciare da quelli linguistici, che la scuola dell’obbligo deve fornire a tutti. Altrimenti il rischio è una scuola che crea scarto, che crea emarginazione; una scuola antiumana e quindi anticristiana».

Il primo appuntamento è in programma per l’11 ottobre, su iniziativa dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dei migranti e di Eforum. La libreria “Il Labirinto” ospiterà alle 21 la presentazione-dibattito del libro “Processo alla disobbedienza” di Mario Lancisi. Alla serata – ha spiegato Claudio Debetto – sarà presente l’autore che approfondirà «la questione del processo a don Milani a seguito della Lettera ai cappellani militari toscani “L’obbedienza non è più una virtù” scritta con i ragazzi di Barbiana». Per quella lettera, in difesa dell’obiezione di coscienza alle Forze Armate, don Milani venne processato per apologia di reato. Assolto in primo grado, il sacerdote fiorentino morì prima della sentenza di appello del 1967.

Il secondo appuntamento, si svolgerà invece nell’ambito di “Cantiere Speranza”. Per la serata di venerdì 20 ottobre i Servizi per la Pastorale della Cultura, Scolastica e Giovanile della Diocesi di Casale Monferrato organizzano in collaborazione con la Biblioteca Civica l’incontro al quale parteciperà il prof. Giuseppe Matulli, già sottosegretario alla Pubblica Istruzione. Matulli, alle ore 21 presso la sala Vitoli del Museo Civico, gentilmente concessa dal Comune di Casale Monferrato, renderà la sua testimonianza su don Lorenzo Milani a 50 anni dalla pubblicazione di “Lettera a una professoressa”. «Il prof. Matulli ebbe la fortuna di conoscere personalmente don Milani – ha spiegato Edda Gastaldi, del Servizio diocesano per la Pastorale della Cultura – quando questi lo chiamò, insieme all’amico e collega prof. Renzo Ricci, in qualità di docenti di Statistica presso l’Università di Firenze, per una verifica sulla correttezza delle procedure seguite nel trascrivere sul testo “Lettera a una professoressa” i dati relativi all’entità della dispersione scolastica (promossi, bocciati, ritirati) raccolti negli annuari di statistica dell’Istruzione dell’Istat». La serata sarà arricchita dalla lettura di alcuni testi di don Lorenzo Milani, proposti dal Collettivo teatrale.
Roberto Botta, direttore della Biblioteca Civica di Casale Monferrato, ha ricordato che «dalla prossima settimana prepareremo in Biblioteca un tavolo con i libri del nostro patrimonio che riguardano non solo don Milani ma anche le esperienze che sono riconducibili alla sua fugura». Inoltre, ha proposto, in futuro di «dedicare, magari attraverso iniziative didattiche, una riflessione sulla particolare forma di scrittura che don Milani pratica attraverso le lettere a partire dal secondo volume di “Tutte le opere” pubblicato quest’anno per la collana “I Meridiani” di Mondadori, che costituisce un corpus significativo».

Don Samuele Battistella, responsabile della Pastorale Scolastica diocesana, ha annunciato che per la mattinata di sabato 21 ottobre, è in preparazione un incontro del prof. Matulli con gli studenti degli Istituti Superiori cittadini. «L’attenzione ai giovani – ha sottolineato – necessita assolutamente di un confronto reale e concreto con gli adulti. Lo stesso don Milani aveva capito che è indispensabile dare agli adulti degli strumenti autentici per confrontarsi con i giovani, strumenti che di loro sponte tanti adulti non hanno. Serve un cammino di conversione perché, come dice un grande teologo, il problema dei giovani non sono loro ma è che appena si affacciano sul mondo trovano noi».
Don Marco Durando, responsabile della Pastorale Giovanile diocesana, ha voluto sottolineare come nell’anno in cui ci si prepara al Sinodo sui giovani, «gli incontri su don Milani sono particolarmente significativi» perché «don Milani ci insegna cosa vuol dire prenderci a cuore i ragazzi, ci insegna a lavorare per un’educazione integrale facendolo da testimone autentico e da adulto vero. E insegna ai giovani, che sono insoddisfatti, un modo positivo e propositivo di protestare».

Il 1° ottobre la “Domenica della Parola” in Diocesi


La Diocesi di Casale Monferrato vivrà il 1° ottobre la “Domenica della Parola” rendendo concreto l’invito espresso da Papa Francesco alla fine dell’Anno giubilare della Misericordia nella Lettera apostolica “Misericordia et misera”: «Sarebbe opportuno che ogni comunità, in una domenica dell’Anno liturgico, potesse rinnovare l’impegno per la diffusione, la conoscenza e l’approfondimento della Sacra Scrittura: una domenica dedicata interamente alla Parola di Dio, per comprendere l’inesauribile ricchezza che proviene da quel dialogo costante di Dio con il suo popolo».
La Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali si fa promotrice di una serie di appuntamenti che avranno luogo nel corso di domenica 1° ottobre.
I gruppi salesiani si ritroveranno nella mattinata a partire dalle ore 10.30, in occasione dell’apertura
dell’anno catechistico.
Nel pomeriggio sono in programma diversi appuntamenti.
Alle 15, nella Chiesa di Santo Stefano, lectio divina guidata da don Eugenio Portalupi alla quale parteciperanno gli aderenti a Azione Cattolica, Meic, Ucid e Società San Vincenzo de’ Paoli.
Alle 16, sul sagrato della Chiesa di Santo Stefano, evangelizzazione, testimonianze e musica da parte del Movimento Neocatecumenale, coordinato da don Angelo Francia, e da parte della Fraternità di Comunione e Liberazione.
Alle 16, nella Chiesa di Sant’Antonio, vespri, proclamazione della Parola e musica con la guida di padre Angelo Manzini. Vi parteciperanno il Gruppo della Collina, e gli aderenti a Rinnovamento nello Spirito, Movimento dei Focolari e Convegni di Cultura Maria Cristina di Savoia.
Alle 17, nel chiostro e sala capitolare di San Domenico, “Violenza in famiglia – Dai racconti della Bibbia ai giorni nostri” con proclamazione della Parola, musica, confronto e riflessioni condivise, momento conviviale. All’iniziativa, coordinata da don Samuele Battistella, parteciperanno Associazione Diocesana Peregrinantes, Oftal, CVS, Masci, Volontariato Vincenziano.

Summit G7 a Torino. Il messaggio dei Vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta

Pubblichiamo il testo del saluto delle Diocesi della Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta ai Ministri dell’economia e del lavoro partecipanti al G7 sui temi dell’industria, della scienza e del lavoro che si terrà dal 25 settembre 2017 alla Reggia di Venaria (To).

Gentili Signore e Signori,
le Diocesi della Conferenza Episcopale del Piemonte e della Valle d’Aosta vi accolgono con profondi sentimenti di speranza.

L’incontro del G7 si celebra in un territorio che ha vissuto con grande intensità, responsabilità e partecipazione le varie fasi che hanno connotato le cosiddette “rivoluzioni industriali” succedutesi nei due secoli precedenti. Ora si sta impegnando a conoscere e interpretare quale sarà l’esito dell’attuale passaggio epocale indicato come “Rivoluzione Industriale 4.0”.
Su questo territorio hanno svolto un ruolo fondamentale figure religiose e laiche che la nostra tradizione ecclesiale identifica come “Santi sociali”. Con il loro esempio e la loro azione hanno permeato la mentalità e il vissuto di intere generazioni, a partire da intuizioni profetiche di cui anche oggi sentiamo tutti il bisogno. All’interno di quest’atmosfera, ricca di tradizione sulle questioni legate al sociale e al lavoro in particolare, vi esprimiamo l’augurio che possiate serenamente svolgere gli incontri in programma a vantaggio di tutto l’uomo e di tutti gli uomini, ponendo attenzione non solo agli interessi produttivi, commerciali ed economici, ma anche al grido dei più poveri e della nostra madre terra.
Siamo certi che durante i vostri lavori sarete guidati e sorretti da criteri di giustizia, per affrontare con coraggio quelle dinamiche che hanno come conseguenza la preoccupante inequità che lacera il nostro mondo, rendendolo pericolosamente instabile. In un tempo così complesso e ricco di sfide «sembra incredibile che ancora oggi si faccia fatica a riconoscere che non c’è altra via per una crescita armonica: è il lavoro, con la sua creatività ed anche con la sua produttività, la vera fonte della ricchezza di una comunità, il pilastro su cui costruire una relazione armonica tra le capacità di ogni singola persona e lo sviluppo economico e sociale» (Enciclica “Laudato sii” di Papa Francesco).
Benvenuti in pace a Venaria e un proficuo lavoro a vantaggio di tutti!

+ Cesare Nosiglia
Arcivescovo di Torino
Presidente della Conferenza Episcopale Piemonte e Valle d’Aosta

Mons. Angelo Accattino nominato Nunzio Apostolico in Bolivia

Il Papa ha nominato Nunzio Apostolico in Bolivia mons. Angelo Accattino, Consigliere di Nunziatura, elevandolo in pari tempo alla sede titolare di Sabiona, con dignità di Arcivescovo. Ad annunciarlo è stato questa mattina, alle 12, mons. Alceste Catella al Collegio dei Consultori in contemporanea con la Sala Stampa Vaticana.

Nato ad Asti il 31 luglio 1966, mons. Accattino è stato ordinato sacerdote il 25 giugno 1994 a Calliano (At) entrando a far parte del presbiterio della diocesi di Casale Monferrato. Laureato in Diritto Canonico, è entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede il 1° luglio 1999. Ha prestato la propria opera presso le Nunziature Apostoliche in Trinidad e Tobago, Colombia, Perù, presso la Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, nonché presso le Nunziature Apostoliche negli Stati Uniti d’America e in Turchia.