«La bellezza della Chiesa si manifesti nella testimonianza gioiosa della nostra fede». Le parole di mons. Sacchi per la Solennità della Dedicazione della Cattedrale

«Ogni chiesa di pietra dovrebbe essere luogo dove Cristo ci attende per fare di noi una comunità di fratelli e sorelle che vivono il Vangelo. Qui siamo convocati per diventare Chiesa vivente, fatta di pietre vive tenute insieme dalla stessa fede e dalla stessa carità». Lo ha affermato questo pomeriggio il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, nell’omelia pronunciata durante la celebrazione eucaristica per la Solennità della Dedicazione della Cattedrale, avvenuta 911 anni fa. Hanno concelebrato il Vescovo emerito di Mondovì Mons. Pacomio, il Capitolo della Cattedrale e alcuni sacerdoti diocesani.
Mons. Sacchi ha iniziato la sua riflessione da una domanda: «dove abita Dio?». «Il vero tempio di Dio – ha spiegato – è Gesù Cristo. È lui che ci rivela la sua presenza e al tempo stesso ci chiama a diventare noi pure tempio di Dio. La preoccupazione di Gesù, infatti, non è primariamente quella di portarci al tempio ma di portare il tempio di Dio dentro di noi». «Se vuoi trovare Dio rientra in te stesso e lì lo troverai», ha proseguito mons. Sacchi, facendo riferimento all’insegnamento di Sant’Agostino. «Questa è una bella prospettiva – ha notato il Vescovo – purché non conduca certo a forme di intimismo religioso che ci estraniano dalla dimensione comunitaria».
«Se fossimo capaci di ascoltare il linguaggio delle pietre di una chiesa – ha osservato – ci sentiremmo ammonire: “Noi siamo unite, compaginate, ciascuna nel posto dove è stata voluta. E voi, che venite qui per formare la Chiesa viva con quale spirito vi riunite?”».
«È importante prendere coscienza che tutti insieme riuniti intorno all’altare del Signore realizziamo un’architettura meravigliosa in cui ciascuno come pietra viva dovrebbe gioire sapendo di concorrere alla bellezza di tutta la costruzione. Che importa se in alto o in basso, se si è nella chiave di volta o nell’oscurità delle fondazioni! Importa sapere che ciascuno dà e riceve, sostiene ed è sostenuto». «Il ruolo della chiesa materiale è importante perché richiama il senso profondo del nostro essere Chiesa, evitando anche il pericolo di rinchiuderci nel tempio perché alle volte c’è questa tentazione: ci troviamo, facciamo le nostre liturgie, ci autocompiaciamo e poi usciamo dalla porta e tutto finisce lì. Ma il Signore ci vuole per essere nel mondo suoi testimoni: qui incontriamo il Cristo risorto, qui facciamo esperienza di Lui ma poi siamo chiamati ad uscire fuori, per tradurre nella quotidianità l’esperienza che abbiamo vissuto. A che serve vivere delle belle liturgie se poi queste non si traducono in atti concreti di carità, di amore e di testimonianza?». «Chiediamo al Signore – ha concluso Mons. Sacchi – che la bellezza della Chiesa si manifesti non solo nelle pietre e nelle opere artistiche, che ci devono essere e devono essere curate perfettamente, ma soprattutto nella testimonianza gioiosa della nostra fede».

Nel corso della celebrazione eucaristica si è fatto memoria anche del XIX anniversario della morte di monsignor Carlo Cavalla, avvenuta il 4 gennaio 1999 quando era vescovo emerito di Casale Monferrato, diocesi che lo ebbe come pastore dal 1971 al 1995.

«Quelli del nuovo anno saranno giorni di grazia». Le parole di mons. Sacchi per la Solennità di Maria Madre di Dio

«La fede ci aiuta ad inoltrarci nel futuro e di sentire nel cuore una certezza: non siamo soli. Con noi cammina il Signore della storia e noi siamo nelle sue mani provvidenti e amorose». Lo ha affermato il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, nell’omelia pronunciata nel pomeriggio di oggi, 1° gennaio 2018, durante la celebrazione eucaristica presieduta in Cattedrale.
Mons. Sacchi ha iniziato la sua riflessione ricordando che nel primo giorno dell’anno ricorre la Giornata mondiale della pace giunta, nel 2018, alla 51ª edizione. «Quest’anno – ha ricordato il Vescovo – Papa Francesco incentra la sua attenzione sui migranti e sui rifugiati, “uomini e donne in cerca di pace”». «Il Papa ricorda che ci sono “250 milioni di migranti nel mondo, dei quali 22 milioni e mezzo sono rifugiati” che scappano da situazioni di fame, guerre e persecuzioni», ha proseguito mons. Sacchi, osservando che «a noi, quando sentiamo parlare di rifugiati e di migranti, viene l’orticaria. Ma se nei loro Paesi ci fosse il benessere, la pace, la tranquillità starebbero nelle loro case, nei loro territori. E anche noi se qui in Piemonte, nella nostra Italia, arrivassero la guerra, la carestia, la persecuzione, per spirito di sopravvivenza andremmo da un’altra parte, diventeremmo anche noi migranti». «Oggi, una preghiera particolare va a loro – rifugiati e migranti – ma soprattutto il nostro impegno, ad ogni livello, perché nel mondo, a cominciare da noi, ci sia più attenzione e sensibilità verso questo dramma del nostro tempo».
Nel primo giorno dell’anno, mons. Sacchi ha poi fatto accenno alla “liturgia laica” dei “pronostici” e degli “auguri”. «I pronostici cercano in qualche modo di fendere la cortina fumogena dell’inconoscibile, dell’imprevedibile, di ciò che ci sta davanti e non siamo in grado di pianificare e inquadrare nei nostri schemi, come spesso vogliamo fare. E, allora, ecco il ricorso a maghi, fattucchiere e alle stupidaggini degli oroscopi». «Gli auguri, invece, non toccano la conoscenza ma la volontà. Si vorrebbe per sé e per le persone che ci stanno a cuore quanto di più bello ci possa essere nella vita». Ma «se ci pensiamo bene, pronostici ed auguri soffrono di una sorta di impotenza, perché non sono in grado di modificare la nostra situazione creaturale». Per questo, «se ci pensiamo un po’, ci accorgiamo di quanto questa “liturgia laica” sia effimera. Ci occorre un’altra liturgia, quella che siamo qui a vivere insieme e che ci aiuta a camminare verso il futuro con un senso di speranza e di pace interiore».
«Il Dio che è entrato nel nostro tempo con l’Incarnazione è sempre con noi, non ci abbandona più. Ogni attimo, ogni giorno, anche il più umile e banale dei nostri giorni, è abitato dalla sua presenza». «Come saranno i giorni del nuovo anno che ci stanno davanti?», si è chiesto mons. Sacchi: «È certo che saranno giorni di grazia, questo è l’unico pronostico sicuro». Perché «siamo figli teneramente amati, nonostante le nostre fragilità e i nostri limiti. E ogni giorno che iniziamo, Dio rinnova per noi la grazia della vita e del suo amore». «Riusciremo ad interpretare la nostra vita secondo il pronostico e l’augurio della fede? Il Vangelo ci suggerisce due strade: quella della contemplazione e quella della celebrazione». L’esempio è quello di Maria che «meditava tutti gli avvenimenti nel suo cuore».

«Sia il nuovo anno un incontro di sguardi, quello di Dio e il nostro». Le parole di mons. Sacchi per la Solennità di Maria Madre di Dio

«Il nuovo anno deve vederci capaci di lasciarci guidare dallo sguardo di Dio e allo stesso tempo di contemplarlo, di dargli la nostra disponibilità. Allora sia il nuovo anno un incontro di sguardi, quello di Dio e il nostro». Lo ha affermato il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, nell’omelia pronunciata durante la celebrazione eucaristica presieduta in Cattedrale nel pomeriggio dell’ultimo giorno del 2017. «È l’ora dei bilanci, dei propositi. Ma – ha osservato il Vescovo – soprattutto è l’ora del ringraziamento. È il giorno della gratitudine, che è un fiore piuttosto raro oggi».
«Ti ringraziamo, Signore, perché – ha proseguito mons. Sacchi – quest’anno ci hai fatto capire ancora più profondamente e lucidamente che la religione è prima ciò che Tu fai per noi che non ciò che noi facciamo per te. Ci hai fatto capire che prima di tutto c’è un Dio che ama e poi un Dio che è da amare. Questo Dio che è veramente Padre, Madre, Provvidenza. Un Dio tra noi, per noi, dentro di noi».
«Grazie, Signore, per questa comunità. Voi potete dire per la vostra comunità parrocchiale. Io posso dire grazie Signore per il regalo che mi hai fatto della comunità diocesana. Non una parrocchia ma un’intera diocesi». Una comunità, ha rilevato il Vescovo, «in cui, in fondo, ci si aiuta a crescere reciprocamente perché non possiamo vivere isolati gli uni dagli altri».
«Grazie per Papa Francesco – ha continuato – che con la sua parola e il suo insegnamento ci aiuta a non smarrire la strada nelle paludi della nostra difficile e complessa società. Papa Francesco ci aiuta a tornare all’autenticità e alla coerenza del Vangelo».
Mons. Sacchi ha poi evidenziato come «Dio, se lo cerchi, se lo accogli, ti illumina. Illumina la tua vita». E ha richiamato l’immagine «non tanto di un Dio che sorveglia ma piuttosto quella di un Padre che veglia. Si sorveglia in nome della Legge, si veglia in nome della tenerezza e dell’amore». Allora, «lo sguardo di Dio sotto il quale mettere il nuovo anno che domani si apre prima che uno sguardo di giudice è uno sguardo di amore, stupore, compassione, perdono. È lo sguardo di una persona che ti ama, che vuole accompagnarti nel tuo cammino, che ti illumina, che patisce con te, che soffre con te, che lotta con te. Che ti perdona, che desidera che tu ricominci la tua vita da capo, come il nuovo anno che si apre davanti a noi».
«Un anno – ha rilevato ancora mons. Sacchi – è poco nel corso di una vita ma è anche moltissimo. È la nostra storia giorno dopo giorno, scelta dopo scelta. Ci sono e ci saranno dei giorni di vento e tempesta, di rabbia e lacrime, di attesa e incontro, di solitudine e gioia. Ci sono e ci saranno giorni ricchi di amore che ci daranno forza per vivere tutti gli altri».
«Vi auguro – ha concluso il Vescovo – di vivere con intensità il presente, il duro quotidiano. Vi auguro di saper rendere straordinario l’ordinario. E se volete essere felici e far felici non lasciate non dette troppe parole d’amore. Non lasciate non vissuti troppi giorni d’amore».

«Il bello e il brutto della nostra vita gridano il bisogno di un Salvatore». Le parole di mons. Sacchi per il Natale

«I nostri affetti, i nostri desideri, le nostre aspirazioni, i nostri limiti, i nostri peccati, le nostre sconfitte, il nostro dolore, le nostre gioie… il bello e il brutto della nostra vita gridano il bisogno di un Salvatore. Perché nulla, e lo proviamo nella vita di tutti i giorni, ci soddisfa pienamente. Abbiamo bisogno di Uno che sia adeguato alla vastità del nostro desiderio». Lo ha affermato il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, nell’omelia pronunciata durante la celebrazione eucaristica presieduta nel pomeriggio di Natale in Cattedrale. La messa solenne è stata concelebrata da mons. Luciano Pacomio, Vescovo emerito di Mondovì, e da alcuni sacerdoti della Diocesi.
«Se siamo obiettivi e ci guardiamo intorno, il Natale che abbiamo oggi non so quanto abbia di cristiano: musiche, luci…», ha osservato Mons. Sacchi richiamando invece «il desiderio di quel Bimbo misterioso che ci riempie di festa e di luce. Là dove luce e festa non ci sono». «In Lui – ha proseguito – non ci sono distinzioni di amore. Ama tutti e ciascuno senza limiti e ci dice: “Per te ho lasciato le Altezze dei Cieli per venire in una stalla e prendere la tua carne, per farti capire come Dio ti ama”». Davanti a quel Bambino, «contemplando in silenzio», ha suggerito il Vescovo, ognuno dovrebbe dire: «Sì, Bambino di Betlemme, Figlio di Dio, io ho bisogno di te. Non oso dirlo pubblicamente, né in casa né fuori. Non oso dirlo a mia moglie o a mio marito, ai miei figli, agli amici… Non oso dirlo, ma io ho bisogno di te. Non oso dire queste parole che sono dei bambini… Ma te le dico, o Dio di Betlemme, in questo Giorno Santo: io ho bisogno di te. Forse non ti conosco neppure o ti conosco poco. Conosco qualcosa che la Bibbia dice di te. Non conosco neppure la Dottrina, ma sento di avere bisogno di te. E so che posso trovarti nella mia comunità, nella nostra Chiesa, quando ci si incontra per l’Eucaristia».
«Dio è uno di noi», ha scandito Mons. Sacchi. «Un annuncio a cui si risponde in due modi: o l’accoglienza adorante del Mistero o il rifiuto e l’indifferenza. Non ci sono alternative, è una questione di fede». «Accogliamo il Signore Gesù – l’invito del Vescovo – perché davvero può cambiare la nostra vita».

«La luce di Natale nel cuore di tutti»

«Se vogliamo veramente celebrare l’autentico Natale di Gesù, non quello consumistico che abbiamo creato, dobbiamo vivere ciò che Lui è venuto ad insegnarci: l’amore e il dono della vita. Il Natale viene ancora una volta per ricordarci le cose più importanti della vita che sono l’attenzione agli altri, la condivisione, la fraternità». È quanto ricorda mons. Gianni Sacchi, Vescovo di Casale Monferrato, nel videomessaggio di Auguri per il Natale 2017. «Spesso – osserva il Vescovo – abbiamo ridotto il Natale di Gesù ad una bella fiaba. Una bella storia che raccontiamo e che ha messo in piedi la corsa agli acquisti e tante realtà che non c’entrano nulla con il Natale». Invece, «il Natale ci ricorda che “per loro non c’era posto”. Non avevano alloggio, come per tanti oggi non c’è posto nel mondo secondo le logiche di questo mondo».
Questo l’augurio di Mons. Sacchi: «il Natale porti la pace, porti la luce là dove ci sono tante oscurità, dove ci sono situazioni difficili. Porti soprattutto l’amore, la condivisione, la gioia di stare insieme. Penso alle persone sole, a quelle che stanno attraversando momenti difficili, a tante famiglie provate da situazioni di malattia, di sofferenza, di lutto, di morte. La luce del Natale di Gesù entri nel cuore di tutti».

Tempo natalizio: il calendario delle celebrazioni presiedute da mons. Sacchi

Solennità del Natale del Signore – Solenne Pontificale
24 dicembre, ore 24 – Cattedrale di Sant’Evasio
Mons. Gianni Sacchi, Vescovo di Casale Monferrato, concelebrerà con il Capitolo della Cattedrale la Santa Messa della Notte nella Solennità della Natività

Solennità del Natale del Signore – Solenne Pontificale e Benedizione Papale
25 dicembre, ore 17 – Cattedrale di Sant’Evasio
Mons. Gianni Sacchi concelebrerà con il Capitolo della Cattedrale la Santa Messa del Giorno nella Solennità della Natività del Signore. Al termine impartirà la solenne Benedizione Papale con annessa Indulgenza plenaria.

Solennità di Maria Santissima – Solenne Pontificale e Te Deum
31 dicembre, ore 17 – Cattedrale di Sant’Evasio
Mons. Gianni Sacchi concelebrerà con il Capitolo della Cattedrale la Celebrazione Eucaristica della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Nel corso della Celebrazione Eucaristica verrà cantato il tradizionale inno “Te Deum” a conclusione dell’anno civile.

Solennità di Maria Santissima – Solenne Pontificale e 51ª Giornata mondiale della pace
1° gennaio, ore 17 – Cattedrale di Sant’Evasio
Mons. Gianni Sacchi concelebrerà con il Capitolo della Cattedrale la Santa Messa della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio nell’ottava di Natale in occasione della 51ª Giornata Mondiale della Pace sul tema: «Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace».

Solennità della Dedicazione della Cattedrale – Solenne Pontificale e 19° anniversario della morte di Mons. Carlo Cavalla
4 gennaio, ore 17 – Cattedrale di Sant’Evasio
Mons. Gianni Sacchi concelebrerà con il Capitolo della Cattedrale la Celebrazione Eucaristica della Solennità della Dedicazione della Cattedrale. Si farà anche memoria del 19° anniversario della morte di Mons. Carlo Cavalla, che fu Vescovo di Casale Monferrato dal 1971 al 1995.

Solennità dell’Epifania – Solenne Pontificale
6 gennaio, ore 17 – Cattedrale di Sant’Evasio
Mons. Gianni Sacchi concelebrerà con il Capitolo della Cattedrale la Celebrazione Eucaristica della Solennità dell’Epifania nel corso della quale verrà dato l’«Annunzio del giorno di Pasqua».

Ricordato mons. Zaccheo a 10 anni dalla morte. Don Devasini: «pastore instancabile ed appassionato»

Nel pomeriggio di ieri, nella Cattedrale di Sant’Evasio, il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, ha presieduto la celebrazione eucaristica nella quale si è fatto memoria del decimo anniversario della prematura scomparsa di mons. Germano Zaccheo, Vescovo di Casale Monferrato dal 1995 al 2007, avvenuta il 20 novembre 2007 nel corso di un pellegrinaggio a Fatima. Pubblichiamo il testo letto dal Vicario generale della diocesi, don Giampio Devasini, all’inizio della Messa.

Il Vescovo Germano – che lei, caro Vescovo Gianni, non ha avuto modo di conoscere – è stato un Pastore instancabile ed appassionato.
Volendo individuare alcuni tratti caratteristici della sua persona e del suo servizio episcopale, ne evidenzierei quattro: l’amore per la gente, l’amore per i poveri, l’amore per la vita, l’amore per il bello.

  • L’amore per la gente. Il Vescovo Germano amava la gente e quindi amava stare in mezzo alla gente con semplicità, con cordialità e a volte con impetuosità: tutti ricordiamo certe sue ‘impennate’. E la gente percepiva questo amore e ancora oggi tante persone lo ricordano con affetto e simpatia. Sì, per usare un’espressione tanto cara a Papa Francesco, il Vescovo Germano è stato un Pastore con l’odore delle pecore.
  • L’amore per i poveri. Una lunga teoria di poveri di ogni genere ha bussato alle porte della casa e della vita del Vescovo Germano e lui mai si è voltato dall’altra parte. Alcune persone hanno approfittato della generosità e della benevolenza del Vescovo Germano? Sì e non sempre si è trattato di poveri così come abitualmente li intendiamo. “A far del bene non si sbaglia mai”, amava ripetere Padre Giovanni Semeria. Ecco, credo che il Vescovo Germano abbia vissuto fino in fondo questo vitale insegnamento.
  • L’amore per la vita. Il Vescovo Germano è stato, con la parola e con gli scritti, un convinto difensore della vita umana: dal primo istante del suo concepimento fino al suo termine naturale. Questo spiega il costante sostegno da lui offerto al Movimento per la Vita di Casale Monferrato, allora diretto dal compianto prof. Giuseppe Garrone. Questo spiega il fatto che il nostro Hospice sia stato a lui intitolato.
  • L’amore per il bello. Il Vescovo Germano amava il bello, evocativo di Dio, Bellezza che salva; lo amava nelle sue molteplici espressioni. Amava la natura in cui si reimmergeva innanzitutto quando tornava nella sua Cannobio. Giornalista dotato di notevole verve, amava la letteratura. Ricordo che uno dei suoi autori preferiti era Georges Bernanos. E amava l’arte: ha lanciato il progetto “Città e Cattedrali” per le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta; ha promosso il restauro del nostro splendido Duomo e la nascita del relativo Museo; ha curato la collocazione nell’atrio della Cattedrale del fonte battesimale, del cero pasquale e della croce trinitaria: realizzazioni che, come spesso accade per le opere di arte contemporanea, non hanno mancato e non mancano di suscitare vivaci discussioni.

Ecco, è di un Vescovo siffatto – e tante sono le cose che sarebbero ancora da dire – che questa sera – cosa buona e giusta – facciamo memoria:

  • memoria orante;
  • memoria riconoscente;
  • memoria che, non volendo essere solo rituale, è chiamata a tradursi in impegno a vivere con senso di responsabilità – proprio come ha fatto il Vescovo Germano – l’unico tempo di cui con certezza possiamo disporre e cioè il tempo presente.

«Eccomi Chiesa di Casale, sono al tuo servizio». Le parole di mons. Gianni Sacchi all’inizio del suo ministero episcopale

«Eccomi Chiesa di Casale, mia amata sposa. Eccomi a te… Quell’eccomi che ho pronunciato nei momenti più importanti della mia vita oggi lo dico a te. Eccomi sono al tuo servizio…». Sono queste le prime parole pronunciate da mons. Gianni Sacchi nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) durante la celebrazione eucaristica (foto Igor Furlan/La Vita Casalese) con la quale ha avuto inizio, nel pomeriggio di ieri, il suo ministero episcopale nella Diocesi di Casale Monferrato. Il rito è stato concelebrato da mons. Alceste Catella, vescovo emerito di Casale Monferrato che gli ha consegnato il pastorale dono della comunità diocesana, mons. Gabriele Mana, vescovo di Biella, da mons. Angelo Accattino, nominato da Papa Francesco nunzio in Bolivia, e da mons. Ján Sokol, arcivescovo emerito di Trnava, città slovacca gemellata con Casale Monferrato.
«Inizio questo servizio in mezzo a voi mandato da Papa Francesco. Inizio – ha rivelato il Vescovo – con trepidazione ben consapevole della sproporzione tra i miei limiti e la grandezza della chiamata all’episcopato che il Signore Gesù mi ha donato». «La mia vita è per te Chiesa di Casale Monferrato. Oggi vengo a te con la mia persona, portandoti un dono, il dono grande del ministero episcopale».
«Un dono immenso, un tesoro riposto nella fragilità della mia vita», ha proseguito mons. Sacchi. «Voi fratelli e sorelle della Chiesa di Casale – l’invito del Vescovo – dovete aiutarmi a valorizzare questo dono, per metterlo nel punto più alto perché faccia luce a tutti».

Nel pomeriggio in cui il nuovo Vescovo ha fatto il suo ingresso in Diocesi, palpabile è stato il clima di gioia che si è respirato fin dalla visita alla R.I.S.S. “Mons. Oreste Minazzi” dell’ODA e poi con il gioioso benvenuto dei giovani e la calorosa accoglienza di istituzioni e cittadini in piazza Mazzini. Altrettanto significativi i segni e le parole che hanno caratterizzato la Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale di Sant’Evasio, al termine della quale Mons. Sacchi ha rivolto alcuni ringraziamenti (clicca qui per il testo integrale).

Di seguito i video (realizzati da Paolo Baviera) con gli interventi pronunciati in piazza Mazzini dal Sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, dal presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, e dal prefetto di Alessandria, Romilda Tafuri. E le prime parole pubbliche, a Casale Monferrato, di Mons. Sacchi con le quali (clicca qui per il testo integrale) ha evidenziato che «il territorio casalese ha bisogno per crescere dell’azione di tutti, di una sinergia tra le forze della società civile e quelle spirituali che illuminano e infondono speranza». «So bene – ha aggiunto il Vescovo – che questa terra ha sofferto e soffre per la crisi economica, la preoccupante denatalità dovuta anche a inconsistenti ed eteree politiche nazionali di sostegno delle famiglie, la perdita di posti di lavoro e per il dramma dell’amianto e le nefaste conseguenze che si porta appresso, ma dobbiamo continuare a lottare e non arrenderci mai… per superare questa fase storica e uscire dal tunnel oscuro». Mons. Sacchi, rivolgendosi alle autorità present, ha anche affermato che «mi inserisco in una storia secolare e dono la mia disponibilità e il mio contributo per far crescere questa terra nella giustizia, nella solidarietà, nell’accoglienza e nella pace. Camminiamo insieme! Potete contare su di me e sulla Chiesa di Casale Monferrato».

Al termine della celebrazione eucaristica in Cattedrale, diversi sono stati i saluti rivolti a mons. Gianni Sacchi. A cominciare da quello del Vescovo della Chiesa ortodossa rumena d’Italia, letto dal parroco della Chiesa ortodossa “San Giovanni di Valacchia” di Casale. Poi è stata data lettura dei saluti di mons. Ján Orosch, attuale arcivescovo di Trnava, a cui hanno fatto seguito quelli di mons. Jan Sokol. Anche mons. Gabriele non ha fatto mancare il suo saluto, prima dei ringraziamenti di mons. Sacchi.

Domenica 29 ottobre l’inizio del ministero episcopale di mons. Gianni Sacchi in Diocesi

Dopo aver ricevuto l’ordinazione episcopale sabato scorso nella Cattedrale di Santo Stefano a Biella, domenica 29 ottobre S. E. R. mons. Gianni Sacchi farà il suo ingresso in Diocesi come Vescovo di Casale Monferrato.

La prima tappa

Mons. Sacchi arriverà a Casale Monferrato poco dopo le 14 di domenica 29 ottobre. La prima tappa, scelta dallo stesso Vescovo per l’inizio del suo ministero episcopale, sarà alla R.I.S.S. “Mons. Oreste Minazzi” dell’Opera Diocesana Assistenza, in via Biblioteca. Mons. Sacchi vi giungerà verso le 14.15, per una visita privata alle persone ospitate e l’incontro con il personale della struttura.
Mons. Vescovo rimarrà nella R.I.S.S. “Mons. Oreste Minazzi” per circa 30 minuti. All’uscita, verrà salutato dai giovani della Diocesi che lo accompagneranno in piazza Mazzini percorrendo via Biblioteca, via Mameli, via Liutprando, largo Mons. Angrisani e via del Duomo.

L’accoglienza

Mons. Sacchi giungerà in piazza Mazzini per le 15, accolto dalle autorità civili e dai cittadini di Casale e del Monferrato.
Ad indirizzare gli auguri di saluto e benvenuto saranno il Sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, il presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, il prefetto di Alessandria, Romilda Tafuri. Seguirà un breve intervento di Mons. Sacchi.
Al termine, ci si sposterà in processione verso la Cattedrale di Sant’Evasio.

La celebrazione eucaristica di presa di possesso e di inizio di ministero episcopale

Mons. Sacchi sarà ricevuto alla porta della Cattedrale dal presidente del Capitolo, mons. Antonio Gennaro, che presenterà al bacio del Vescovo l’immagine del Crocifisso. Poi l’Amministratore Apostolico, mons. Alceste Catella, porgerà a Mons. Sacchi l’aspersorio con l’acqua benedetta perché, entrando in Cattedrale, asperga tutti i presenti mentre si dirige verso la cappella del Santissimo Sacramento, dove sosterà per una breve adorazione. Indossati, nella Cappella di S. Evasio, i paramenti liturgici, avrà inizio la Celebrazione Eucaristica che sarà introdotta dall’Amministratore Apostolico rivolgendo parole di benvenuto al nuovo Vescovo. Il Vicario Generale della Diocesi, don Giampio Devasini, dopo aver esibito al Collegio dei Consultori la Lettera Apostolica della nomina del nuovo Vescovo ne dà pubblica lettura. A questo punto mons. Sacchi, ricevuto dalle mani del Vescovo emerito Alceste Catella il pastorale – dono dell’intera comunità diocesana – sarà invitato a sedere alla Cattedra dove riceverà l’omaggio di una rappresentanza del clero, dei religiosi, delle religiose e del laicato della Diocesi.
Avrà così inizio la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Gianni Sacchi. Dopo la lettura del Vangelo, il nuovo Vescovo pronuncerà la sua prima omelia rivolgendosi al Popolo di Dio che è stato chiamato a servire come pastore.
Al termine della Celebrazione Eucaristica, mons. Sacchi saluterà i fedeli nei locali della Curia Vescovile, in piazza Nazari di Calabiana, dove sarà organizzato un momento conviviale.

Nell’ambito dell’inizio del ministero episcopale di mons. Gianni Sacchi in Diocesi, segnaliamo due appuntamenti.

Incontro di preghiera in Cattedrale

In preparazione all’ingresso in Diocesi del nuovo Vescovo, si svolgerà nella serata di venerdì 27 ottobre, in Cattedrale, un incontro di preghiera. Sarà presieduta, con inizio alle 21, da mons. Alceste Catella, Amministratore Apostolico di Casale Monferrato.

A Crea, Celebrazione Eucaristica con mons. Sacchi e mons. Catella

Nella mattinata di lunedì 30 ottobre, alle 10, il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, presiederà la Santa Messa che sarà concelebrata da mons. Alceste Catella, Vescovo Emerito di Casale Monferrato.

«Accompagnare i fratelli nel loro cammino, scaldare i loro cuori». Le parole del vescovo Gianni Sacchi al termine dell’ordinazione episcopale

«Nel mio ministero episcopale chiedo questo al Signore: che mi aiuti ad essere almeno un pallido riflesso di Lui per accompagnare i fratelli nel loro cammino, scaldare i loro cuori con il dono della sua Parola e nella bellezza della mensa eucaristica far percepire agli occhi della fede la sua presenza di risurrezione e di vita». Lo ha affermato questa mattina mons. Gianni Sacchi, al termine della celebrazione eucaristica nel corso della quale, nella Cattedrale di Santo Stefano a Biella, gli è stata conferita l’ordinazione episcopale per le mani del Vescovo di Biella, mons. Gabriele Mana. Co-consacranti mons. Marco Arnolfo, Arcivescovo metropolita di Vercelli, e mons. Alceste Catella, Amministratore Apostolico di Casale Monferrato. Presenti quasi tutti Vescovi della Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta, compresi alcuni Vescovi emeriti, il biellese mons. Vittorio Viola, Vescovo di Tortona, e i Vescovi eletti mons. Angelo Accattino (Nunzio apostolico in Bolivia) e mons. Egidio Miragoli (Mondovì).

 

Nell’omelia, mons. Mana si è rivolto al neo vescovo, suo strettissimo collaboratore negli ultimi quindici anni prima come pro-vicario e poi come vicario generale, con queste parole: «Carissimo don Gianni, si realizza qui e ora nella tua vita ciò che noi desideriamo trovare in te. Tu puoi, tu devi donare Gesù Cristo. E ciò è molto più grande del vescovo stesso, fosse pure un santo o un genio. E ti auguriamo che, prima di essere questo o quello, tu sia di Gesù Cristo, cosicché tutti quelli che ti incontrano possano inciampare in Dio, come una realtà evidente, come prova di un Dio possibile e necessario».

Il Vescovo di Biella ha voluto salutare la numerosa rappresentanza di sacerdoti e fedeli giunti da Casale e dal Monferrato, «venuti qui per essere testimoni dell’evento sorgivo del vescovo Gianni, che vi viene consegnato in dono dal Signore come vostro pastore». Così come un pensiero è andato al «Vescovo Alceste che terminato il suo generoso servizio torna, accolto con grande affetto, nella sua Biella».
Dopo aver commentato la pagina evangelica dei discepoli di Emmaus ed essersi soffermato sui segni dei riti di consacrazione del Vescovo, mons. Mana si è rivolto ancora a mons. Sacchi assicurando che «noi tutti desideriamo che tu creda alla gioia, che non è solo una prova di ottimismo. La gioia cristiana, quella che Gesù chiama la ‘mia gioia’, quella che Lui vuole piena, ti faccia compagnia». Il passaggio finale dell’omelia è stato dedicato alla devozione popolare verso Maria che accomuna le comunità ecclesiali di origine e di ministero episcopale di mons. Sacchi perché venerata nel santuario biellese di Oropa e in quello monferrino di Crea. Mons. Mana ha rilevato che si passa da un abbraccio materno all’altro, con soluzione di continuità». «Ti assicuriamo anche il nostro abbraccio – ha concluso – sostanziato di preghiera e gratitudine».

Al termine della celebrazione eucaristica, animata dai cori delle Cattedrali di Biella e Casale Monferrato, mons. Sacchi ha espresso i suoi sentimenti e ringraziamenti per l’ordinazione episcopale appena ricevuta.

A celebrazione eucaristica conclusa, la delegazione dei monferrini – con il Sindaco di Casale, Titti Palazzetti, e il vicepresidente della Provincia, Federico Riboldi – ha potuto conoscere e salutare mons. Sacchi nel cortile del seminario vescovile.

Saluti finali del Vescovo Gianni Sacchi

Potete immaginare il mio stato d’animo in questo momento così intenso e straordinario che abbiamo vissuto e che ha segnato l’inizio di un cammino nuovo della mia vita nella Chiesa.
Un cammino e un percorso che il Signore mi ha tracciato.
Dal 21 luglio, quando a Roma in Nunziatura mi è stata comunicata la nomina a vescovo di Casale, un turbinio di pensieri si affollano nella mia mente: “Perché questa chiamata? Io non sono all’altezza di un ministero così grande…” A tante persone ho confidato questi miei pensieri e la risposta di tutti è stata questa: “Se il Signore ti ha chiamato, ti darà la forza e il suo sostegno… e noi pregheremo per te”. E oggi più che mai sento che è vero!
Sono stato accompagnato dall’affetto e dalla preghiera di una chiesa viva e vera: la Chiesa di Biella e la Chiesa di Casale.
So che non avete mai smesso di pregare per me e vi ringrazio e nel contempo vi chiedo di continuare a farlo.
Oggi il Signore mi ha consacrato con la rugiada del suo Spirito che Regge e Guida: Spirito che ha preso dimora in me per essere servo del Vangelo.
In questa solenne eucaristia ho desiderato la pagina evangelica dei discepoli di Emmaus, la stessa che c’era nel giorno della mia ordinazione presbiterale il 28 aprile 1990 e che ha segnato la mia vita.
Essere accompagnato dal Signore Gesù nel mio cammino e farmi scaldare il cuore dalla sua Parola e riconoscerlo presente nello spezzare il pane.
Nel mio ministero episcopale chiedo questo al Signore: che mi aiuti ad essere almeno un pallido riflesso di Lui per accompagnare i fratelli nel loro cammino, scaldare i loro cuori con il dono della sua Parola e nella bellezza della mensa eucaristica far percepire agli occhi della fede la sua presenza di risurrezione e di vita.
In questa eucaristia abbiamo detto a Dio il nostro “Grazie” e oggi lo dico con tutto me stesso:
Grazie Signore, per questo immeritato dono che mi hai fatto.
Grazie a Papa Francesco che mi ha chiamato a questo ministero riponendo in me la sua fiducia…
Grazie al mio caro vescovo Gabriele che in questi anni mi è sempre stato vicino con grande affetto e disponibilità, soprattutto con la sua paternità in questi ultimi tre mesi per me davvero speciali e particolari.
Grazie al caro vescovo Alceste per la sua amicizia condivisa da tanti anni e per questo speciale legame che si è creato tra Biella e Casale…
E grazie ai Casalesi presenti…tra una settimana arriverò…
Grazie al nostro Arcivescovo Marco che per noi vescovi della sua metropolia è il fratello maggiore a cui ricorrere e fare riferimento.
Grazie alla Chiesa che voi fratelli vescovi siete qui a rappresentare e che con la vostra presenza collegiale mi incoraggiate, mentre inizio il mio cammino nella missione apostolica.
Grazie a tutti davvero!
Grazie ai fratelli sacerdoti del presbiterio biellese con cui ho vissuto in fraterna amicizia il cammino di questi 27 anni… e grazie ai sacerdoti di Casale che conoscerò e con cui condividerò l’impegnativo servizio al vangelo di Gesù affrontando la sfide di questo difficile nostro tempo.
Grazie ai diaconi di Biella e di Casale, ai religiosi e religiose…
A tutte le autorità civili e militari presenti.
Grazie a tutte le comunità che ho servito nel mio ministero sacerdotale: San Paolo per 10 anni come vice e la mia amata comunità dell’Assunta di Vigliano… senza dimenticare quelle legate al cammino della mia vita: Trivero, Gaglianico e Sandigliano.
Grazie alle tante persone che direttamente o indirettamente mi hanno aiutato ad essere ciò che sono e che oggi sono qui a pregare con me e per me…
Grazie alla mia famiglia, ai miei genitori che sono nell’abbraccio dell’Eterno…
Grazie a chi sempre mi è stato vicino con l’affetto e l’amicizia.
E infine grazie a don Massimo, a tutti i collaboratori e ai tanti volontari che hanno organizzato questa celebrazione in modo impeccabile con le corali di Biella e di Casale….
Affidiamoci tutti alla protezione di Maria, Madre della Chiesa, perché da Oropa e da Crea ci aiuti a dire ogni giorno il nostro “Sì” generoso al Signore.
A S. Stefano e a S. Evasio martiri, patroni delle nostre chiese di Biella e di Casale chiediamo sempre la forza gioiosa della testimonianza della nostra fede.
Il Signore ci benedica tutti!