«Abbiamo praticato uno stile sinodale». In 160 all’Assemblea Diocesana

«Questa esperienza è stata un apprendimento, è stata praticare uno stile sinodale che vorrei – adattato – fosse lo stile, una mentalità, che ci aiutasse anche in altre occasioni come gli incontri delle Unità Pastorali». Lo ha affermato il Vescovo di Casale, mons. Alceste Catella, chiudendo i lavori dell’Assemblea Diocesana che si è svolta oggi, a Casale Monferrato, tra la Chiesa di san Filippo e i locali della Curia Vescovile.

 
Sono stati 160 i partecipanti, provenienti dalle diverse comunità parrocchiali e aggregazioni laicali della Diocesi. Nel ringraziarli per la loro presenza e il loro fattivo contributo, mons. Catella ha voluto ringraziare «chi ha creduto e contribuito alla realizzazione dell’Assemblea Diocesana» oltre a chi «nel Consiglio Pastorale Diocesano e nelle Unità Pastorali ha lavorato nell’elaborazione del materiale che è confluito nelle schede che hanno guidato oggi il nostro confronto nei gruppi», sottolineando che «questi strumenti sono stati elaborati insieme e sono frutto di una riflessione collettiva».
«L’idea di questa Assemblea Diocesana – ha ammesso mons. Vescovo – è partita un po’ come una scommessa che era stata generata e supportata dalla maniera gradita di svolgere la seconda serata del Convegno Pastorale Diocesano del settembre scorso. L’accoglienza, l’entusiasmo e i frutti del lavoro fatto hanno dato forza all’idea di convocarci in Assemblea».
Un entusiasmo e un coinvolgimento che hanno caratterizzato anche i lavori dell’odierna Assemblea Diocesana che si è aperta con la riflessione introduttiva di mons. Catella (clicca qui per il testo integrale).
Sono seguiti i lavori di gruppo, che hanno evidenziato come obiettivi prioritari quelli di “affermare con forza il primato della Parola di Dio ascoltata, approfondita, pregata, annunciata, praticata” e “curare maggiormente i rapporti interpersonali favorendo occasioni per stare insieme, conoscersi, relazionarsi”. Ma non sono mancati i riferimenti alla necessità di “crescere nello stile sinodale”, di “individuare forme nuove di annuncio” e di “accompagnare le giovani generazioni”.
Diversi gli strumenti e gli stili suggeriti: dalla “cura delle celebrazioni liturgiche, soprattutto l’Eucaristia domenicale e festiva” ad una “missionarietà diffusa”, dall'”accompagnamento per le coppie” alla “diffusione della Dottrina Sociale della Chiesa”, dalla necessità di “decentrare le iniziative” alla “collaborazione e corresponsabilità dei laici, a cui vanno dati credito e fiducia”. E poi ancora “il confronto con le altre agenzie educative” e l'”accompagnamento spirituale e vocazionale” soprattutto dei giovani.
Quanto emerso lungo tutta la giornata, confluirà in un documento che mons. Vescovo presenterà a settembre. Per sua volontà, la stesura seguirà anch’essa una modalità sinodale con il contributo offerto da chi oggi ha coordinato i lavori di gruppo facilitando il confronto.
L’Assemblea Diocesana si è chiusa con la Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Catella.

«Chiamati ed impegnati a sfamare la fame dei fratelli». Le parole di mons. Catella per il Corpus Domini

«Siamo come quella folla radunata intorno al Signore Gesù bisognosa di essere sfamata. Noi siamo una comunità che ricevendo quel pane e quel vino, che sono Lui, siamo chiamati ed impegnati a sfamare la fame del fratello e della sorella. Questo celebrare l’Eucaristia fonda l’impegno ecclesiale di tutti e di ciascuno a saper riconoscere le necessità e a provvedervi». Lo ha affermato questa sera il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, in un passaggio pronunciato a braccio dell’omelia (clicca qui per il testo) nel corso del pontificale per la Solennità del SS.mo Corpo e Sangue di Cristo che ha presieduto in Cattedrale. «La frazione del pane deve essere compresa come esperienza generatrice, come dono capace di generare una comunità concorde, non divisa; una comunità viva, non addormentata; una comunità impegnata nel testimoniare e nel servire», ha evidenziato mons. Catella, aggiungendo che «la Chiesa riunita per l’Eucaristia chiede la “trasformazione dei santi doni” e – inseparabilmente – la “trasformazione” dell’assemblea in corpo di Cristo: in presenza operante nel mondo e nella storia, in fedeltà alla missione di Cristo».
Al termine della Processione Eucaristica, dalla Cattedrale di Sant’Evasio alla Chiesa di san Domenico, mons. Catella ha augurato che «portiamo nel cuore la benedizione che il Signore ha effuso ancora una volta su di noi», invitando inoltre «a portarla nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nei luoghi d’incontro e del nostro lavoro».
«Vogliamo essere certi che non siamo soli – ha concluso – perché il Signore ci accompagna ed è insieme con noi».

“La soggettività del migrante lungo la Fortezza Europa”. Il 14 giugno la presentazione del volume

Verrà presentato mercoledì 14 giugno, alle 21 presso la sala Lunette del Museo Civico di Casale Monferrato il volume “La soggettività del migrante lungo la Fortezza Europa”, scritto da Nicola Bonelli, casalese venticinquenne laureato in Relazioni internazionali all’Università di Venezia e operatore di accoglienza in Trentino. La serata è organizzata dal Servizio Migrantes della Diocesi di Casale Monferrato con il patrocinio del Comune di Casale Monferrato.
«Il libro – spiegano i promotori – analizza la migrazione da un punto di vista storico e culturale, cercando di interagire con la figura del migrante, vero protagonista del fenomeno in questione ma al tempo stesso spesso dimenticato dall’analisi politica, giornalistica e sociale». «Nel libro l’autore porta anche la sua esperienza di volontario di Operazione Colomba nel campo profughi libanese da cui sono partiti i primi corridoi umanitari promossi dalla società civile italiana».
L’autore sottolinea come l’Italia e l’Europa si trovino di fronte a un “passaggio critico”. «È come se i popoli variamente discriminati o oppressi – afferma – attraverso la loro decisione di sormontare le frontiere che l’Europa pone loro di fronte, pretendano, con la loro presenza, di rimettere in discussione quella logica di dominio che ha governato il mondo negli ultimi secoli». «Il migrante – conclude Bonelli – solleva con la sua sola presenza problemi di democrazia, libertà e parità nella società e nei luoghi di lavoro, diritto di cittadinanza e redistribuzione delle risorse».