Ricordato mons. Zaccheo a 10 anni dalla morte. Don Devasini: «pastore instancabile ed appassionato»

Nel pomeriggio di ieri, nella Cattedrale di Sant’Evasio, il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, ha presieduto la celebrazione eucaristica nella quale si è fatto memoria del decimo anniversario della prematura scomparsa di mons. Germano Zaccheo, Vescovo di Casale Monferrato dal 1995 al 2007, avvenuta il 20 novembre 2007 nel corso di un pellegrinaggio a Fatima. Pubblichiamo il testo letto dal Vicario generale della diocesi, don Giampio Devasini, all’inizio della Messa.

Il Vescovo Germano – che lei, caro Vescovo Gianni, non ha avuto modo di conoscere – è stato un Pastore instancabile ed appassionato.
Volendo individuare alcuni tratti caratteristici della sua persona e del suo servizio episcopale, ne evidenzierei quattro: l’amore per la gente, l’amore per i poveri, l’amore per la vita, l’amore per il bello.

  • L’amore per la gente. Il Vescovo Germano amava la gente e quindi amava stare in mezzo alla gente con semplicità, con cordialità e a volte con impetuosità: tutti ricordiamo certe sue ‘impennate’. E la gente percepiva questo amore e ancora oggi tante persone lo ricordano con affetto e simpatia. Sì, per usare un’espressione tanto cara a Papa Francesco, il Vescovo Germano è stato un Pastore con l’odore delle pecore.
  • L’amore per i poveri. Una lunga teoria di poveri di ogni genere ha bussato alle porte della casa e della vita del Vescovo Germano e lui mai si è voltato dall’altra parte. Alcune persone hanno approfittato della generosità e della benevolenza del Vescovo Germano? Sì e non sempre si è trattato di poveri così come abitualmente li intendiamo. “A far del bene non si sbaglia mai”, amava ripetere Padre Giovanni Semeria. Ecco, credo che il Vescovo Germano abbia vissuto fino in fondo questo vitale insegnamento.
  • L’amore per la vita. Il Vescovo Germano è stato, con la parola e con gli scritti, un convinto difensore della vita umana: dal primo istante del suo concepimento fino al suo termine naturale. Questo spiega il costante sostegno da lui offerto al Movimento per la Vita di Casale Monferrato, allora diretto dal compianto prof. Giuseppe Garrone. Questo spiega il fatto che il nostro Hospice sia stato a lui intitolato.
  • L’amore per il bello. Il Vescovo Germano amava il bello, evocativo di Dio, Bellezza che salva; lo amava nelle sue molteplici espressioni. Amava la natura in cui si reimmergeva innanzitutto quando tornava nella sua Cannobio. Giornalista dotato di notevole verve, amava la letteratura. Ricordo che uno dei suoi autori preferiti era Georges Bernanos. E amava l’arte: ha lanciato il progetto “Città e Cattedrali” per le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta; ha promosso il restauro del nostro splendido Duomo e la nascita del relativo Museo; ha curato la collocazione nell’atrio della Cattedrale del fonte battesimale, del cero pasquale e della croce trinitaria: realizzazioni che, come spesso accade per le opere di arte contemporanea, non hanno mancato e non mancano di suscitare vivaci discussioni.

Ecco, è di un Vescovo siffatto – e tante sono le cose che sarebbero ancora da dire – che questa sera – cosa buona e giusta – facciamo memoria:

  • memoria orante;
  • memoria riconoscente;
  • memoria che, non volendo essere solo rituale, è chiamata a tradursi in impegno a vivere con senso di responsabilità – proprio come ha fatto il Vescovo Germano – l’unico tempo di cui con certezza possiamo disporre e cioè il tempo presente.

«Eccomi Chiesa di Casale, sono al tuo servizio». Le parole di mons. Gianni Sacchi all’inizio del suo ministero episcopale

«Eccomi Chiesa di Casale, mia amata sposa. Eccomi a te… Quell’eccomi che ho pronunciato nei momenti più importanti della mia vita oggi lo dico a te. Eccomi sono al tuo servizio…». Sono queste le prime parole pronunciate da mons. Gianni Sacchi nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) durante la celebrazione eucaristica (foto Igor Furlan/La Vita Casalese) con la quale ha avuto inizio, nel pomeriggio di ieri, il suo ministero episcopale nella Diocesi di Casale Monferrato. Il rito è stato concelebrato da mons. Alceste Catella, vescovo emerito di Casale Monferrato che gli ha consegnato il pastorale dono della comunità diocesana, mons. Gabriele Mana, vescovo di Biella, da mons. Angelo Accattino, nominato da Papa Francesco nunzio in Bolivia, e da mons. Ján Sokol, arcivescovo emerito di Trnava, città slovacca gemellata con Casale Monferrato.
«Inizio questo servizio in mezzo a voi mandato da Papa Francesco. Inizio – ha rivelato il Vescovo – con trepidazione ben consapevole della sproporzione tra i miei limiti e la grandezza della chiamata all’episcopato che il Signore Gesù mi ha donato». «La mia vita è per te Chiesa di Casale Monferrato. Oggi vengo a te con la mia persona, portandoti un dono, il dono grande del ministero episcopale».
«Un dono immenso, un tesoro riposto nella fragilità della mia vita», ha proseguito mons. Sacchi. «Voi fratelli e sorelle della Chiesa di Casale – l’invito del Vescovo – dovete aiutarmi a valorizzare questo dono, per metterlo nel punto più alto perché faccia luce a tutti».

Nel pomeriggio in cui il nuovo Vescovo ha fatto il suo ingresso in Diocesi, palpabile è stato il clima di gioia che si è respirato fin dalla visita alla R.I.S.S. “Mons. Oreste Minazzi” dell’ODA e poi con il gioioso benvenuto dei giovani e la calorosa accoglienza di istituzioni e cittadini in piazza Mazzini. Altrettanto significativi i segni e le parole che hanno caratterizzato la Celebrazione Eucaristica nella Cattedrale di Sant’Evasio, al termine della quale Mons. Sacchi ha rivolto alcuni ringraziamenti (clicca qui per il testo integrale).

Di seguito i video (realizzati da Paolo Baviera) con gli interventi pronunciati in piazza Mazzini dal Sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, dal presidente della Provincia, Gianfranco Baldi, e dal prefetto di Alessandria, Romilda Tafuri. E le prime parole pubbliche, a Casale Monferrato, di Mons. Sacchi con le quali (clicca qui per il testo integrale) ha evidenziato che «il territorio casalese ha bisogno per crescere dell’azione di tutti, di una sinergia tra le forze della società civile e quelle spirituali che illuminano e infondono speranza». «So bene – ha aggiunto il Vescovo – che questa terra ha sofferto e soffre per la crisi economica, la preoccupante denatalità dovuta anche a inconsistenti ed eteree politiche nazionali di sostegno delle famiglie, la perdita di posti di lavoro e per il dramma dell’amianto e le nefaste conseguenze che si porta appresso, ma dobbiamo continuare a lottare e non arrenderci mai… per superare questa fase storica e uscire dal tunnel oscuro». Mons. Sacchi, rivolgendosi alle autorità present, ha anche affermato che «mi inserisco in una storia secolare e dono la mia disponibilità e il mio contributo per far crescere questa terra nella giustizia, nella solidarietà, nell’accoglienza e nella pace. Camminiamo insieme! Potete contare su di me e sulla Chiesa di Casale Monferrato».

Al termine della celebrazione eucaristica in Cattedrale, diversi sono stati i saluti rivolti a mons. Gianni Sacchi. A cominciare da quello del Vescovo della Chiesa ortodossa rumena d’Italia, letto dal parroco della Chiesa ortodossa “San Giovanni di Valacchia” di Casale. Poi è stata data lettura dei saluti di mons. Ján Orosch, attuale arcivescovo di Trnava, a cui hanno fatto seguito quelli di mons. Jan Sokol. Anche mons. Gabriele non ha fatto mancare il suo saluto, prima dei ringraziamenti di mons. Sacchi.

«Accompagnare i fratelli nel loro cammino, scaldare i loro cuori». Le parole del vescovo Gianni Sacchi al termine dell’ordinazione episcopale

«Nel mio ministero episcopale chiedo questo al Signore: che mi aiuti ad essere almeno un pallido riflesso di Lui per accompagnare i fratelli nel loro cammino, scaldare i loro cuori con il dono della sua Parola e nella bellezza della mensa eucaristica far percepire agli occhi della fede la sua presenza di risurrezione e di vita». Lo ha affermato questa mattina mons. Gianni Sacchi, al termine della celebrazione eucaristica nel corso della quale, nella Cattedrale di Santo Stefano a Biella, gli è stata conferita l’ordinazione episcopale per le mani del Vescovo di Biella, mons. Gabriele Mana. Co-consacranti mons. Marco Arnolfo, Arcivescovo metropolita di Vercelli, e mons. Alceste Catella, Amministratore Apostolico di Casale Monferrato. Presenti quasi tutti Vescovi della Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta, compresi alcuni Vescovi emeriti, il biellese mons. Vittorio Viola, Vescovo di Tortona, e i Vescovi eletti mons. Angelo Accattino (Nunzio apostolico in Bolivia) e mons. Egidio Miragoli (Mondovì).

 

Nell’omelia, mons. Mana si è rivolto al neo vescovo, suo strettissimo collaboratore negli ultimi quindici anni prima come pro-vicario e poi come vicario generale, con queste parole: «Carissimo don Gianni, si realizza qui e ora nella tua vita ciò che noi desideriamo trovare in te. Tu puoi, tu devi donare Gesù Cristo. E ciò è molto più grande del vescovo stesso, fosse pure un santo o un genio. E ti auguriamo che, prima di essere questo o quello, tu sia di Gesù Cristo, cosicché tutti quelli che ti incontrano possano inciampare in Dio, come una realtà evidente, come prova di un Dio possibile e necessario».

Il Vescovo di Biella ha voluto salutare la numerosa rappresentanza di sacerdoti e fedeli giunti da Casale e dal Monferrato, «venuti qui per essere testimoni dell’evento sorgivo del vescovo Gianni, che vi viene consegnato in dono dal Signore come vostro pastore». Così come un pensiero è andato al «Vescovo Alceste che terminato il suo generoso servizio torna, accolto con grande affetto, nella sua Biella».
Dopo aver commentato la pagina evangelica dei discepoli di Emmaus ed essersi soffermato sui segni dei riti di consacrazione del Vescovo, mons. Mana si è rivolto ancora a mons. Sacchi assicurando che «noi tutti desideriamo che tu creda alla gioia, che non è solo una prova di ottimismo. La gioia cristiana, quella che Gesù chiama la ‘mia gioia’, quella che Lui vuole piena, ti faccia compagnia». Il passaggio finale dell’omelia è stato dedicato alla devozione popolare verso Maria che accomuna le comunità ecclesiali di origine e di ministero episcopale di mons. Sacchi perché venerata nel santuario biellese di Oropa e in quello monferrino di Crea. Mons. Mana ha rilevato che si passa da un abbraccio materno all’altro, con soluzione di continuità». «Ti assicuriamo anche il nostro abbraccio – ha concluso – sostanziato di preghiera e gratitudine».

Al termine della celebrazione eucaristica, animata dai cori delle Cattedrali di Biella e Casale Monferrato, mons. Sacchi ha espresso i suoi sentimenti e ringraziamenti per l’ordinazione episcopale appena ricevuta.

A celebrazione eucaristica conclusa, la delegazione dei monferrini – con il Sindaco di Casale, Titti Palazzetti, e il vicepresidente della Provincia, Federico Riboldi – ha potuto conoscere e salutare mons. Sacchi nel cortile del seminario vescovile.

Saluti finali del Vescovo Gianni Sacchi

Potete immaginare il mio stato d’animo in questo momento così intenso e straordinario che abbiamo vissuto e che ha segnato l’inizio di un cammino nuovo della mia vita nella Chiesa.
Un cammino e un percorso che il Signore mi ha tracciato.
Dal 21 luglio, quando a Roma in Nunziatura mi è stata comunicata la nomina a vescovo di Casale, un turbinio di pensieri si affollano nella mia mente: “Perché questa chiamata? Io non sono all’altezza di un ministero così grande…” A tante persone ho confidato questi miei pensieri e la risposta di tutti è stata questa: “Se il Signore ti ha chiamato, ti darà la forza e il suo sostegno… e noi pregheremo per te”. E oggi più che mai sento che è vero!
Sono stato accompagnato dall’affetto e dalla preghiera di una chiesa viva e vera: la Chiesa di Biella e la Chiesa di Casale.
So che non avete mai smesso di pregare per me e vi ringrazio e nel contempo vi chiedo di continuare a farlo.
Oggi il Signore mi ha consacrato con la rugiada del suo Spirito che Regge e Guida: Spirito che ha preso dimora in me per essere servo del Vangelo.
In questa solenne eucaristia ho desiderato la pagina evangelica dei discepoli di Emmaus, la stessa che c’era nel giorno della mia ordinazione presbiterale il 28 aprile 1990 e che ha segnato la mia vita.
Essere accompagnato dal Signore Gesù nel mio cammino e farmi scaldare il cuore dalla sua Parola e riconoscerlo presente nello spezzare il pane.
Nel mio ministero episcopale chiedo questo al Signore: che mi aiuti ad essere almeno un pallido riflesso di Lui per accompagnare i fratelli nel loro cammino, scaldare i loro cuori con il dono della sua Parola e nella bellezza della mensa eucaristica far percepire agli occhi della fede la sua presenza di risurrezione e di vita.
In questa eucaristia abbiamo detto a Dio il nostro “Grazie” e oggi lo dico con tutto me stesso:
Grazie Signore, per questo immeritato dono che mi hai fatto.
Grazie a Papa Francesco che mi ha chiamato a questo ministero riponendo in me la sua fiducia…
Grazie al mio caro vescovo Gabriele che in questi anni mi è sempre stato vicino con grande affetto e disponibilità, soprattutto con la sua paternità in questi ultimi tre mesi per me davvero speciali e particolari.
Grazie al caro vescovo Alceste per la sua amicizia condivisa da tanti anni e per questo speciale legame che si è creato tra Biella e Casale…
E grazie ai Casalesi presenti…tra una settimana arriverò…
Grazie al nostro Arcivescovo Marco che per noi vescovi della sua metropolia è il fratello maggiore a cui ricorrere e fare riferimento.
Grazie alla Chiesa che voi fratelli vescovi siete qui a rappresentare e che con la vostra presenza collegiale mi incoraggiate, mentre inizio il mio cammino nella missione apostolica.
Grazie a tutti davvero!
Grazie ai fratelli sacerdoti del presbiterio biellese con cui ho vissuto in fraterna amicizia il cammino di questi 27 anni… e grazie ai sacerdoti di Casale che conoscerò e con cui condividerò l’impegnativo servizio al vangelo di Gesù affrontando la sfide di questo difficile nostro tempo.
Grazie ai diaconi di Biella e di Casale, ai religiosi e religiose…
A tutte le autorità civili e militari presenti.
Grazie a tutte le comunità che ho servito nel mio ministero sacerdotale: San Paolo per 10 anni come vice e la mia amata comunità dell’Assunta di Vigliano… senza dimenticare quelle legate al cammino della mia vita: Trivero, Gaglianico e Sandigliano.
Grazie alle tante persone che direttamente o indirettamente mi hanno aiutato ad essere ciò che sono e che oggi sono qui a pregare con me e per me…
Grazie alla mia famiglia, ai miei genitori che sono nell’abbraccio dell’Eterno…
Grazie a chi sempre mi è stato vicino con l’affetto e l’amicizia.
E infine grazie a don Massimo, a tutti i collaboratori e ai tanti volontari che hanno organizzato questa celebrazione in modo impeccabile con le corali di Biella e di Casale….
Affidiamoci tutti alla protezione di Maria, Madre della Chiesa, perché da Oropa e da Crea ci aiuti a dire ogni giorno il nostro “Sì” generoso al Signore.
A S. Stefano e a S. Evasio martiri, patroni delle nostre chiese di Biella e di Casale chiediamo sempre la forza gioiosa della testimonianza della nostra fede.
Il Signore ci benedica tutti!

«Da tutti ho ricevuto assai di più di quanto ho saputo dare». Le parole di mons. Catella nel congedo dalla Diocesi

«Vorrei che ogni membro di questa Chiesa sentisse come rivolto a sé il mio grazie, perché da tutti ho ricevuto certamente assai di più di quanto meritavo, di quanto ho saputo dare». Così si è espresso ieri sera l’Amministratore Apostolico di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) pronunciata nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto nella Cattedrale di Sant’Evasio in occasione del saluto alla Comunità diocesana che ha guidato per 9 anni, dal settembre 2008 all’ottobre 2017. Hanno concelebrato 50 sacerdoti, alla presenza del prefetto di Alessandria, Romilda Tafuri, di una ventina di Sindaci dei Comuni del territorio diocesano, di altre autorità locali e di numerosi fedeli della Diocesi.

«Ringrazio questa amata Chiesa casalese per quanto mi ha donato in questi anni: la vicinanza preziosa di tutti voi fratelli e sorelle; la fraternità operosa di voi carissimi presbiteri, di voi diaconi, assistenti pastorali, religiosi e religiose; tutti voi che generosamente avete collaborato con me ogni giorno nel governo pastorale della Diocesi; voi, carissimi Sindaci e Amministratori della Città e dei Comuni del nostro territorio: ho cercato – per quanto a me possibile – di cooperare con voi per il bene comune delle persone che ci sono affidate, specialmente quanti, sovente, sono considerati ultimi perché poveri, perché stranieri; grazie per tutto quanto fate».

 

Nel ringraziare Papa Francesco «perché ha regalato alla nostra Diocesi un nuovo pastore: Sua Eccellenza mons. Gianni Sacchi», mons. Catella ha assicurato che il suo successore «porterà nel servizio alla nostra Chiesa la vivacità e la creatività di una età più giovane e l’esperienza maturata nella Chiesa di Biella» che «sicuramente aprirà orizzonti nuovi nel nostro cammino».
Rispetto a «questo momento di cambiamento e di passaggio», mons. Catella ha esortato la «comunità cristiana – che ho amato e che amo» perché «non tema i cambiamenti, che sia concorde nell’attuare anche quei rinnovamenti indispensabili, che abbia la capacità di essere tollerante nelle diversità di proposte, di associazioni, di movimenti, di iniziative, di forme: altrimenti non si va lontano, altrimenti non si ubbidisce al Signore, non si è conformi alla sua volontà».
«Motto programmatico del mio servizio episcopale è stato: “Misericordias Domini cantabo”. Cantare ed invocare: cantare le grazie ed invocare misericordia per non aver saputo corrispondere alle tante grazie. Eppure questo – ha rivelato – non mi abbatte, non mi avvilisce». Ma «ancora e ancora – ha concluso – con umiltà e fiducia, voglio cantare al Signore; fino al giorno in cui “Misericordias Domini in aeternum cantabo”».

Mons. Catella, allo scambio del segno della pace, ha voluto abbracciare personalmente tutti i sacerdoti concelebranti.

Poi, prima della benedizione finale, i saluti al Vescovo da parte della comunità civile ed ecclesiale.

II Sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, anche a nome di tutti i Sindaci del territorio, ha espresso «la nostra profonda stima, il nostro affetto, la nostra riconoscenza per la sua preziosa opera al servizio della Diocesi». «Ella – ha proseguito – ha saputo magistralmente offrire alla nostra costante riflessione la dimensione essenziale del messaggio evangelico, un’unione tra pubblico e privato, tra coscienza individuale e collettiva nell’impegno costante a voler rendere la società ogni giorno un po’ più degna dell’uomo e di Dio». Palazzetti ha sottolineato come mons. Catella «ha saputo farsi nostro prossimo. Ha condiviso il nostro dolore per la vicenda Eternit, il nostro sdegno verso una sentenza sconcertante che mandava assolto un crimine asserendo che il diritto non sempre corrisponde alla giustizia. Ha condiviso la nostra commozione per l’inaugurazione del Parco “Eternot”. Ha invitato con la sua illuminata parola le nostre comunità a farsi prossimo per i più sfortunati, ad accogliere i profughi con spirito fraterno, a vincere la paura». «Grazie Eccellenza», ha concluso. «Non dimenticheremo il nostro buon pastore che ha con tanta sapienza del cuore attuato il motto “Misericordias Domini in aeternum cantabo”».

«Negli incontri di famiglia non sono tollerati discorsi lunghi che finiscono quasi sempre per essere anche discorsi retorici. I sentimenti di affetto, stima e gratitudine che abitano il nostro cuore li vogliamo esprimere, come abitualmente si fa in famiglia specie in certe circostanze, con dei piccoli doni» ha detto invece il Vicario Generale della Diocesi, don Giampio Devasini, introducendo il momento in cui sono stati consegnati a Mons. Catella tre omaggi, «doni piccoli ma pensati» perché «parlano della nostra fede, della nostra gente, della nostra storia, della nostra terra», ha aggiunto. Si tratta di una riproduzione del crocifisso del Cattedrale realizzata dall’artista Giovanni Bonardi; una raccolta di articoli del giornalista Gianni Turino su storie e personaggi popolari della terra di Monferrato; e una scatola di Krumiri Rossi, i tipici dolci di Casale. Nel presentare gli omaggi, don Devasini ha ricordato i «valori da Lei tenacemente custoditi: lavoro, schiettezza, onestà, perseveranza, sobrietà, riservatezza» e ha ringraziato mons. Catella anche a nome della «gente monferrina che Lei ha profondamente teneramente amato e quindi servito con fedeltà, dedizione, competenza, passione».

Al termine della celebrazione, nella Cappella di Sant’Evasio, per mezz’ora autorità e fedeli si sono succeduti per il saluto personale a Mons. Catella.