«Siamo come quella folla radunata intorno al Signore Gesù bisognosa di essere sfamata. Noi siamo una comunità che ricevendo quel pane e quel vino, che sono Lui, siamo chiamati ed impegnati a sfamare la fame del fratello e della sorella. Questo celebrare l’Eucaristia fonda l’impegno ecclesiale di tutti e di ciascuno a saper riconoscere le necessità e a provvedervi». Lo ha affermato questa sera il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, in un passaggio pronunciato a braccio dell’omelia (clicca qui per il testo) nel corso del pontificale per la Solennità del SS.mo Corpo e Sangue di Cristo che ha presieduto in Cattedrale. «La frazione del pane deve essere compresa come esperienza generatrice, come dono capace di generare una comunità concorde, non divisa; una comunità viva, non addormentata; una comunità impegnata nel testimoniare e nel servire», ha evidenziato mons. Catella, aggiungendo che «la Chiesa riunita per l’Eucaristia chiede la “trasformazione dei santi doni” e – inseparabilmente – la “trasformazione” dell’assemblea in corpo di Cristo: in presenza operante nel mondo e nella storia, in fedeltà alla missione di Cristo».
Al termine della Processione Eucaristica, dalla Cattedrale di Sant’Evasio alla Chiesa di san Domenico, mons. Catella ha augurato che «portiamo nel cuore la benedizione che il Signore ha effuso ancora una volta su di noi», invitando inoltre «a portarla nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nei luoghi d’incontro e del nostro lavoro».
«Vogliamo essere certi che non siamo soli – ha concluso – perché il Signore ci accompagna ed è insieme con noi».