Tanti fedeli con rappresentanze dall’intera Up San Candido (anche un pullman giunto da Murisengo), domenica 7, alla solenne celebrazione eucaristica a Cocconato presieduta dal vescovo mons. Gianni Sacchi a conclusione della Visita pastorale che era stata aperta il 19 ottobre. Con lui all’altare i tre sacerdoti che si occupano della cura pastorale delle 13 parrocchie dell’Up, don Francesco Mombello, don Ottavio Sega e don Daniele Varoli. Fra le autorità, il sindaco di Cocconato, Monica Marello, quello di Moransengo-Tonengo, Raffaele Audino, e il vice sindaco di Robella, Manuela Laurella, inoltre il luogotenente Fulvio Lazzarino, comandante la stazione carabinieri del paese, il gonfalone del Comune di Cocconato, esponenti dei gruppi alpini di Murisengo, Brozolo-Robella, Cocconato, dell’associazione carabinieri, della Croce rossa e dell’Avis. C’erano pure i bambini del catechismo. Molto folta la presenza dei coristi che hanno animato la liturgia, non solo di Cocconato ma di altre comunità parrocchiali. “Uno dei frutti della Visita pastorale, in ogni tappa – ha commentato il Vescovo – è la nascita del coro dell’Unità pastorale, che poi prosegue la propria attività: la musica unisce”.

Il moderatore dell’Up, don Mombello, ha dato il benvenuto a mons. Sacchi, sottolineando che questi sono stati quasi due mesi di “intensi incontri, ascolto, condivisione”.  “In questi giorni – ha risposto poi il Vescovo nell’omelia – mi sono sentito davvero a casa, parte della vostra storia”.

Facendo riferimento alla pagina evangelica del giorno (Matteo 3, 1-12) e al futuro della Chiesa casalese e delle Up, il Vescovo ha sottolineato che il Vangelo invita alla conversione e “interpella profondamente anche le nostre comunità”, dove c’è la tentazione di chiudersi. Il Vangelo invece “ci chiede di fare un passo, di abbandonare i sentieri della frammentazione, il Battitsa ci invita a non mettere rattoppi, ma a preparare vie, strade nuove”. Ha aggiunto: “Il lavoro pastorale, come ogni semina, non dà frutto subito, segue la logica del futuro, non dell’immediato”. Mons. Sacchi ha sottolineato che tre sacerdoti per 13 comunità non possono garantire l’autosufficienza: “Il futuro passa attraverso una pastorale integrata, una progettazione comune”. Tenendo conto, come diceva papa Francesco, che “la realtà è più importante dell’idea”. Ha annunciato che al termine della Visita pastorale redigerà una breve relazione conclusiva da inviare a tutte le parrocchie come strumento di lavoro, “sarà uno strumento di crescita e di discernimento”.

Ha inoltre ricordato che nell’incontro preparatorio  con i parroci ha chiesto di attuare tre progetti in occasione della Visita pastorale. Uno sulla catechesi, uno sulla liturgia, per celebrazioni insieme in occasione di festività e a livello di Unità pastorale, il terzo sulla carità, coinvolgendo tutte le parrocchie. Progetti non “una tantum”, ma che continuino, capaci di far crescere l’Unità pastorale nel tempo. Ha poi dato appuntamento a tutti al pellegrinaggio al santuario di Crea,  in data da concordare del prossimo anno, e di attendere l’Up nella sua chiesa, la Cattedrale, una domenica di Quaresima per restituire la visita.

Il Vescovo ha rimarcato che l’Avvento è il tempo in cui Dio ci dice “puoi ricominciare, osare”: “Vi chiedo di osare di più, di collaborare, facendo affidamento sullo Spirito Santo”. E ha ricordato che le prime comunità cristiane si riconoscevano per quattro cose, cioè l’ascolto della Parola; la frazione del pane; la preghiera; la carità fraterna: “Vi auguro di viverle con assiduità e coraggio”.  Ha concluso invocando l’affidamento dell’Up alla materna protezione della Madonna di Crea.

Al termine della celebrazione, il sindaco di Cocconato ha definito la Visita “un tempo di grazia ma anche di prezioso confronto”. Monica Marello ha ricordato che “i nostri paesi vivono grazie all’impegno di tanti cittadini. Siamo una realtà piccola, stare insieme è una realtà concreta” e ha aggiunto che “senza volontariato la nostra comunità sarebbe più povera e più sola”.  Il sindaco ha concluso ringraziando mons. Sacchi per l’ascolto attento, le parole di sostegno e la vicinanza durante la Visita pastorale.