«Chiuso il libro del Vangelo, che cosa ascoltiamo nel silenzio se non un battito del tuo cuore di Dio? Il tuo cuore, Gesù Cristo, ha condiviso la sorte di noi uomini. Sei morto in un grido e fino a questo punto è giunta la tua passione! Il pathos di Dio per l’uomo». Lo ha affermato il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, nell’omelia pronunciata questo pomeriggio durante l’Azione Liturgica nella Passione del Signore. La riflessione di mons. Sacchi è partita richiamando le parole della scrittrice contemporanea Donata Doni nella poesia “Solo il silenzio”: «Solo il silenzio Ti adora / nella misura della Tua grandezza. / Il silenzio del mare, della notte, / lo stupore dei fiori, delle rocce. / Il silenzio di questo cuore umano / che ascolta smarrito / il battito del Tuo cuore di Dio».
Dopo aver ricordato che «per Gesù la morte è un nemico, una prova, non un dono. E fa paura», il Vescovo ha osservato che «il tuo cuore, Gesù, aveva paura come il cuore di tutti noi. E se non fosse stato così, la salvezza sarebbe stata solo per i forti, gli impassibili, per gli eroi». «Invece – ha proseguito – Tu hai condiviso tutto di noi. E noi ci misuriamo con il male, con lo scandalo del dolore e della sofferenza. Ma sentiamo con emozione di averti compagno in questo nostro cammino». «Quel grido in cui sei morto non è mancanza di fede – “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” – ma una richiesta a Dio che ci sia vicino. Lui, che ha il potere di far tacere l’ultima sua nemica, la morte». «Gesù – ha rilevato il Vescovo – è nostro compagno nel grido e anche nell’affidamento. Ci insegna a consegnarci al Padre, che non smentirà mai le sue promesse».
«Il suo – ha aggiunto – è stato un battito di passione». «La passione dell’amore», secondo la definizione di Origene. «Questa sera – ha concluso mons. Sacchi – abbiamo ascoltato il battito del tuo cuore, o Dio, il battito della passione per ciascuno di noi, per la nostra terra, per la nostra umanità».