«Colui che è Signore e maestro si alza da tavola e ci insegna la bellezza di essere servi». Lavare i piedi dei discepoli è un «gesto così lontano dalla nostra cultura, dal nostro modo di vivere, dai nostri rapporti quotidiani» che «ci apre lo sguardo sull’amore folle di Dio. Ecco perché – come dice Gesù – non possiamo capire questo gesto: è folle perché è totalmente gratuito. E tutto ciò che è folle e gratuito, può solo essere accolto come dono nella nostra vita». Lo ha affermato il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) pronunciata questo pomeriggio durante la Messa “In Coena Domini” presieduta in Cattedrale.
Commentando il brano evangelico dell’ultima cena, mons. Catella ha osservato che i gesti compiuti da Gesù «non sono fatti per rimanere in quella sala del banchetto, su di una mensa o ai piedi dei discepoli. E nemmeno possono restare soltanto stupita memoria del cuore». «Da quella mensa e da quei discepoli – ha proseguito – quei gesti ripartono, devono ripartire, come ininterrotto cammino lungo la storia, per fermarsi sulla mensa e ai piedi di ogni uomo». «E a quei piedi, se sapremo inginocchiarci – ha concluso il Vescovo – scopriremo accanto a noi il Signore e lui ci insegnerà a lavarli e ad asciugarli, con la stessa tenerezza ed umiltà con cui ha lavato ed asciugato, in quella notte e in quella cena, i piedi dei suoi discepoli».