«Gesù con il dono della sua vita ci insegna una logica diversa dove la fede se non diventa carità, solidarietà, servizio non è fede cristiana». Lo ha affermato il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, pronunciata ieri pomeriggio durante la Messa “In Coena Domini” presieduta in Cattedrale.
Commentando il brano tratto dal Vangelo di Giovanni nel quale viene raccontato quanto accaduto la sera dell’Ultima Cena, la sera in cui «si celebra la follia di un amore, l’amore di Dio per noi», mons. Sacchi ha rilevato che, oggi come allora, «Gesù si consegna a noi, alle nostre mani per insegnarci a consegnarci, a nostra volta, ai fratelli». Dal ritrovamento tra i dottori del tempio dopo lo smarrimento alle sue parole sulla Croce, «la vita di Gesù – ha osservato – è stata un continuo consegnarsi alla volontà del Padre. Tutta la sua vita è stata spesa in un totale abbandono alla volontà del Padre».
Il Vescovo ha poi evidenziato come nell’Eucaristia si ripeta «il suo continuo consegnarsi attraverso la storia nelle nostre fragili mani, mani di peccato e di santità, mani festose che agitano i rami di ulivo e che diventano capaci di inchiodare sulla croce».
«Dio – ha aggiunto mons. Sacchi – si consegna come boccone di pane nelle nostre mani. E dal nostro cuore stupito, grato, commosso, scaturisce anche il sentimento dell’indegnità per un dono tanto stupendo e infinito». Ma «questa intimità con Gesù deve anche tradursi in un impegno concreto nella nostra vita di credenti», ha ammonito, rilevando come «spesso è più facile ripetere la presenza eucaristica piuttosto che la presenza della carità». Invece, ognuno è chiamato a «fare della propria vita un dono». Anche perché «se prevale la logica dell’egoismo, del salvare e pensare solo a se stessi, costruiremo solo muri o barriere».
«Gesù si consegna a me, perché io sappia consegnarmi agli altri», ha ribadito il Vescovo. E ci insegna che «la vita è fatta per essere donata per andare più lontano, la vita quando la si conserva per sé la si soffoca. Una vita che si dà perché il mondo non sia più come prima fa miracoli».