«Tutta la vita di Gesù spiegata dalle Scritture è riassunta e presente nella celebrazione eucaristica. Egli ormai ha dato tutto: è nel seno del Padre, ma con la Parola e con l’Eucaristia è tra noi, con noi, in mezzo a noi, fino alla fine dei secoli». Lo ha affermato oggi pomeriggio il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) pronunciata nel corso del pontificale che ha presieduto in Cattedrale per la Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore. Nella sua riflessione, mons. Catella ha commentato «l’esperienza vissuta dai due discepoli di Emmaus». «I due discepoli stanno fuggendo da Gerusalemme», ha ricordato, rilevando che «fuggono la Croce, la morte, la sofferenza». «Se ne vanno con una tristezza indicibile», ha proseguito mons. Catella, perché «hanno perso il loro Maestro, il loro Profeta, e non c’è più, per loro, speranza». Ma lungo il cammino, «Gesù, il Risorto si accosta loro, fa strada con loro». E dopo averlo invitato a restare con loro, «proprio di fronte al “segno eucaristico” dello “spezzare il pane” – segno a cui li ha introdotti la spiegazione della Scrittura fatta da Gesù lungo la strada – proprio allora lo riconoscono». «Allora gli occhi dei due si aprono» e «di corsa, i due fuggiaschi rifanno il cammino verso Gerusalemme, ritornano dagli Undici, dalla comunità che ormai confessa: “Veramente il Signore è risorto ed è apparso a Simone” (Lc 24,34)». «Carissimi – ha concluso il Vescovo – la comunione con Cristo si attua accogliendo l’annuncio delle Scritture e si compie in pienezza partecipando all’Eucaristia: qui abbiamo l’esperienza piena di Cristo, il massimo dell’incontro personale con Lui, Parola e Pane per la vita dell’uomo».