«L’elevazione di Gesù sulla Croce è un’esaltazione regale nella quale – mentre il re innalzato domina imponendosi – Gesù domina attraendo; è polo d’attrazione della storia, rivelazione del senso dell’esistenza dell’uomo perché lì vi è il massimo dell’amore e della donazione e proprio per questo è redenzione e salvezza». Lo ha affermato il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) pronunciata questo pomeriggio durante l’Azione Liturgica nella Passione del Signore.
Nella sua riflessione, mons. Catella si è soffermato «su tre “temi” tipicamente giovannei: il tema della “gloria”, il tema della “esaltazione”/innalzamento, il tema dell’“ora”». «Dio – ha ricordato il Vescovo – ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio e mostra la sua gloria amando il mondo ed amandolo tramite il donare il suo Figlio mediante la Croce». «Dio si rivela nella sua gloriosa pienezza di amore attraverso la donazione totale che Gesù fa’ liberamente di sé per noi», ha proseguito mons. Catella, rilevando che «l’esaltazione, l’innalzamento che Gesù sperimenta non è quello del potere, dell’ascesa ad un trono; la sua esaltazione è l’innalzamento sulla Croce». Questo è il momento nel quale è «davvero scoccata la sua “ora”; l’ora più importante e significativa della storia».
«Quella “gloria” così paradossale e drammatica può entrare nel cuore e nella vita degli uomini, può diffondersi, può trasformare le paure e le timidezze. Quegli uomini e quelle donne prendono coraggio e si fanno avanti per chiedere di portare via il corpo di Gesù e degnamente onorarlo», ha concluso il Vescovo, osservando che «cento libbre di mirra e di aloe sono una quantità eccessiva e dicono di una generosità spropositata; dicono rimpianto, venerazione, novità di vita, coraggio, servizio amoroso».