«I nostri affetti, i nostri desideri, le nostre aspirazioni, i nostri limiti, i nostri peccati, le nostre sconfitte, il nostro dolore, le nostre gioie… il bello e il brutto della nostra vita gridano il bisogno di un Salvatore. Perché nulla, e lo proviamo nella vita di tutti i giorni, ci soddisfa pienamente. Abbiamo bisogno di Uno che sia adeguato alla vastità del nostro desiderio». Lo ha affermato il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, nell’omelia pronunciata durante la celebrazione eucaristica presieduta nel pomeriggio di Natale in Cattedrale. La messa solenne è stata concelebrata da mons. Luciano Pacomio, Vescovo emerito di Mondovì, e da alcuni sacerdoti della Diocesi.
«Se siamo obiettivi e ci guardiamo intorno, il Natale che abbiamo oggi non so quanto abbia di cristiano: musiche, luci…», ha osservato Mons. Sacchi richiamando invece «il desiderio di quel Bimbo misterioso che ci riempie di festa e di luce. Là dove luce e festa non ci sono». «In Lui – ha proseguito – non ci sono distinzioni di amore. Ama tutti e ciascuno senza limiti e ci dice: “Per te ho lasciato le Altezze dei Cieli per venire in una stalla e prendere la tua carne, per farti capire come Dio ti ama”». Davanti a quel Bambino, «contemplando in silenzio», ha suggerito il Vescovo, ognuno dovrebbe dire: «Sì, Bambino di Betlemme, Figlio di Dio, io ho bisogno di te. Non oso dirlo pubblicamente, né in casa né fuori. Non oso dirlo a mia moglie o a mio marito, ai miei figli, agli amici… Non oso dirlo, ma io ho bisogno di te. Non oso dire queste parole che sono dei bambini… Ma te le dico, o Dio di Betlemme, in questo Giorno Santo: io ho bisogno di te. Forse non ti conosco neppure o ti conosco poco. Conosco qualcosa che la Bibbia dice di te. Non conosco neppure la Dottrina, ma sento di avere bisogno di te. E so che posso trovarti nella mia comunità, nella nostra Chiesa, quando ci si incontra per l’Eucaristia».
«Dio è uno di noi», ha scandito Mons. Sacchi. «Un annuncio a cui si risponde in due modi: o l’accoglienza adorante del Mistero o il rifiuto e l’indifferenza. Non ci sono alternative, è una questione di fede». «Accogliamo il Signore Gesù – l’invito del Vescovo – perché davvero può cambiare la nostra vita».