«Il “vangelo” della croce fa passare dalla disperazione alla speranza, dalla solitudine all’amicizia, dalla tristezza alla gioia, dalla debolezza alla potenza». Lo ha affermato questa mattina il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) pronunciata durante la celebrazione eucaristica per la Domenica delle Palme. «In questa domenica ci è proposto un incontro scomodo, quello con la Croce; una realtà che può suscitare una certa reazione di disagio e di ripulsa», ha osservato il Vescovo, rilevando che «quando si parla del messaggio cristiano, non c’è tuttavia parola che sia tanto spesso ripetuta: il segno della croce ci è stato impresso sulla fronte fin dal momento del nostro Battesimo e poi verrà rinnovato quando riceveremo la Cresima; quando riceviamo una benedizione è tracciato il segno della croce; il segno della croce è uno dei primi gesti – e spero che sia ancora così, cari genitori – che nelle famiglie cristiane viene insegnato ai bambini».
«Probabilmente – ha proseguito mons. Catella – il termine “Croce” ci mette istintivamente sulla difensiva: il messaggio cristiano è bello, è interessante, per tanti aspetti è condivisibile…, ma la croce!». E invece, «seguire Gesù significa “caricarsi della Croce”». Ma, «se si guarda solo al portar la croce”, alla vita che è “tutta una croce”…, si ha quella forma di religiosità che che si potrebbe chiamare il cristianesimo “dei sospiri”. C’è un altro elemento che rende il cristianesimo esperienza autenticamente liberante: è la proclamazione del fatto che la morte di Gesù in Croce è stata vinta dalla vita». «Il vero significato della Croce – ha concluso – è la forza di Dio che si rivela in Gesù crocifisso e risorto».