Il monastero domenicano “Maria di Magdala” in strada S. Brigida 31 di Moncalieri da qualche giorno è chiuso. Le sei suore si sono infatti trasferite nel fine settimana a Crea e domenica scorsa alle 7,30 hanno già partecipato alla S. Messa celebrata dal rettore del santuario mons. Francesco Mancinelli. Hanno appena posato i loro bagagli, molto semplici; ma gli scatoloni più consistenti sono quelli della biblioteca: la bellezza di 6.300 volumi, tra cui 1.500 di testi sulla Sacra Scrittura.

Mercoledì scorso, di pomeriggio, ero stato a Moncalieri con don Mancinelli per vedere la loro casa e raccogliere tante riflessioni di questa comunità operosa che vive con semplicità e profondità nello spirito domenicano della dimensione contemplativa, di studio e di incontri comunitari.

Un po’ di storia

Come spiega nel libro fresco di stampa “Polvere, no grazie!” suor Paola Panetta, già Priora e ora Vice priora ed economa (nella vita civile era commercialista), questo è un monastero dell’Ordine dei Predicatori (più comunemente conosciuto come Ordine dei Domenicani) fondato da san Domenico nel 1216.
La comunità “Maria di Magdala” è tra le ultime fondazioni, infatti, a novembre del 1999 cinque suore accolgono l’invito di Padre Timothy Radcliffe, Maestro dell’Ordine, per un rinnovamento della vita domenicana e contemplativa in Italia. Il primo nucleo si è formato da due monasteri domenicani, quello di Alba da cui sono giunte quattro suore e quello di Bergamo “Matris Domini” con due religiose, per dare inizio a questo nuovo monastero, la cui prima sede, in diocesi di Torino, è stato in un asilo dismesso; poi dopo due anni si è avuto il trasferimento a Moncalieri ospite del Monastero della Visitazione e infine nel 2004 nella villetta in strada S. Brigida 31, dono di una donna generosa che ha creduto e appoggiato il sogno delle Suore. Nel 2008 entra una giovane torinese, Chiara Giordanino, fino ad allora medico. Intanto nel 2011 avviene il riconoscimento canonico del Monastero da parte della Chiesa. Nel 2013 entra un’altra giovane Daniela Murador, nativa di Moncalieri ma i cui genitori sono veneti, della provincia di Vicenza. Ed infine, su indicazione del Card. Severino Poletto la scelta di Crea, due anni fa, con l’accoglienza entusiastica del Vescovo Mons. Catella e del Rettore mons. Mancinelli.

Si stanno facendo lavori di sistemazione, un po’ per volta perché la spesa è tanta e adesso, nei giorni tra la festa di Pentecoste e quella della Trinità, c’è stato il trasloco.

Per ora la sistemazione provvisoria è presso la precedente foresteria “San Paolo” temporaneamente adibita a Monastero. Nel frattempo si dovrebbero iniziare i lavori nell’ala che diverrà il Monastero vero e proprio nel complesso in cui c’è la “Casa della Gioia” e l’altra foresteria intitolata a “San Gregorio”.

Il monastero di Moncalieri

Ma facciamo un passo indietro e torniamo alla visita a Moncalieri.

Le suore lasciano per due ore i lavori di preparazione del trasloco e ci accolgono festosamente. Sono cinque, perché suor Paola Panetta è già a Crea. C’è suor Gabriella Mauri, la Priora, di origine brianzola, che era dal 1975 nella comunità religiosa di Alba intitolata alla “beata Margherita di Savoia”, poi suor Mariella Bona, maestra della formazione, Suor Daniela Murador che è nativa di Moncalieri ma i cui i genitori erano vicentini, Suor Chiara Giordanino, che ha 35 anni proveniente dalla cintura di Torino, ed era medico che è l’ultima che ha fatto la professione solenne a gennaio, ed infine la decana, Suor Osanna Sala che ha 90 anni e proviene dal nucleo di Alba. Quelle erano le Monache del Concilio Vaticano II perché ad Alba c’erano tre importanti teologi conciliari: mons. Natale Bussi, mons. Pietro Rossano e mons. Romano Penna.

Le suore erano in stretto contatto con i teologi, che passavano loro per la stampa i testi che sarebbero andati o che provenivano dal Concilio. Così le monache erano continuamente in contatto con gli avvenimenti del Concilio e in special modo suor Osanna che era addetta alla linotype ed era apprezzatissima per il suo lavoro instancabile, preciso e senza errori. Allora suor Osanna aveva 35 anni; ora con 90 la vista è un po’ calata e deve mettere gli occhiali per leggere e qualche volta piange un po’ perché non ha più la vista di una volta ma la testa è ancora molto buona. E’ una bella vecchina, dritta, esile, sorridente. Il mese scorso ha perso la sua coetanea Suor Margherita Geninazza, che ora riposa nel cimitero di Serralunga vicino a Crea.

Le suore ci hanno fatto vedere il bel parco del monastero, con i segni dei passaggi dei cinghiali e con un olivo di 300 anni sotto cui ci siamo fermati per una foto ricordo.

Poi, alle 18, nella cappella abbiamo recitato e cantato i Vespri, in una festa domenicana legata a loro Padre Domenico.

Ora il monastero è sotto il manto della Madonna di Crea e sabato 2 giugno, alle 11 Mons. Vescovo ha celebrato la S. Messa in Santuario in cui ha accolto ufficialmente le Suore, e poi ha fatto visita al monastero “provvisorio”.

p.b.