Cari diocesani, fratelli e sorelle,

abbiamo da poco lasciato le “inedite” celebrazioni natalizie vissute con restrizioni a tutti i livelli, a causa della pandemia, ed eccoci a programmare il cammino quaresimale, che inizierà con l’imposizione delle ceneri il mercoledì 17 febbraio.

Se vi ricordate, lo scorso anno c’era stato impossibile celebrarle nel giorno stabilito, in seguito alle prime restrizioni anticovid. Abbiamo recuperato la celebrazione delle ceneri nella prima domenica di Quaresima, l’ultima domenica con la presenza dei fedeli prima del blocco totale di due mesi e mezzo.

È passato un anno e questo terribile virus ci tiene ancora sotto scacco, ma non dobbiamo disperare e soprattutto vivere da rassegnati; non dobbiamo perdere di vista l’essenziale della fede cristiana che si concentra nel fatto di sentirsi figli di Dio e vivere questo dono in un rapporto personale.

Tutto il resto ruota intorno a questa verità.

Il rapporto personale con Dio, questo sentirsi amati da Lui, diventa determinante per la vita di un uomo o di una donna, coinvolge intimamente, è presenza costante, diventa fonte di equilibrio e anche di unità della persona stessa che trova così “un centro di gravità”.

Se una religiosità disturbata può portare ad atteggiamenti non equilibrati, è altrettanto vero che un sereno e profondo rapporto con il Signore aiuta moltissimo a vivere nella serenità e raggiungere la pace del cuore, a conquistare un’autentica maturità relazionale e a impegnare al meglio le proprie energie per fare del bene agli altri, a chi ci vive accanto e a chi in terre lontane patisce fame e privazioni.

L’esperienza di Gesù, che incentra la sua esistenza e le sue scelte nel dialogo personale con il Padre, le vicende di tanti Santi, antichi e moderni, testimoniano proprio questo: il rapporto con Dio costruisce la persona, la fa crescere, porta a dare sviluppo alle proprie potenzialità, conduce a raggiungere il meglio di sé stessi.

Non ci resta che impegnarci anche in questa quaresima non per fare tante cose, ma per scoprirci più profondamente figli di Dio, amati e chiamati ad amare.

L’importante è sedersi ai piedi di Gesù per “ascoltare” la sua parola che ci rivela l’amore “straordinario e infinito” di Dio nei nostri confronti.

Ognuno di noi sarà in grado di valutare come “ascoltare” Gesù con diverse possibilità di preghiera e riflessione che le comunità parrocchiali proporranno a tutti.

Il primo posto va dato all’Eucaristia domenicale.

In questi mesi, molti, per motivi diversi, l’hanno abbandonata o trascurata.

Ridiventi il centro del nostro cammino di fede, perché solo lì incontriamo sacramentalmente il Risorto che ci dona la sua pace e la sua luce.

Se siamo capaci di fare silenzio dentro e intorno a noi, se ascoltiamo i desideri più profondi che albergano nel nostro cuore, ci accorgiamo che alla fine non vogliamo altro che:

  • essere veramente accolti e compresi;
  • essere perdonati e guariti dalle nostre ferite più profonde,
  • essere accompagnati e sostenuti nel percorso, talvolta duro, della nostra vita,
  • avere dei fratelli con i quali condividere pene e gioie.

La vita di fede può essere esperienza di tutto questo, a patto che sia autentica, vera, non una realtà di facciata, non una maschera, non un gioco di parole.

Nella quaresima dello scorso anno si era deciso con l’ufficio missionario diocesano di proporre la Quaresima di fraternità a tutte le nostre comunità parrocchiali per sostenere un progetto del nostro don Graziano Cavalli in Argentina.

Purtroppo, il blocco di ogni attività pastorale proprio nel periodo quaresimale, ci ha impedito di realizzare questa iniziativa.

La riproponiamo quest’anno, con rinnovato desiderio di fare del bene a chi ne ha più bisogno.

Il progetto che porta avanti don Graziano è quello di un Centro di aiuto alla vita, denominato “PROGRAMA BELEN” (Betlemme in spagnolo), in un contesto di grande disagio e povertà, per combattere il dramma dell’aborto e garantire assistenza alle mamme nei primi 18 mesi di vita dei bambini.

Tra gli aiuti previsti, anche corsi di formazione per aiutare queste mamme (spesso molto giovani, quasi sempre abbandonate dai loro compagni) ad uscire dalla situazione di indigenza ed emarginazione insegnando loro alcuni mestieri e lavori.

È un bel gesto di solidarietà che la nostra diocesi mette in atto come segno di amore per tanti fratelli e sorelle che hanno bisogno. Sosteniamo questo progetto con la Quaresima di fraternità e soprattutto con la generosità.

Come negli anni scorsi, in tutte le domeniche di Quaresima alle 18 presiederò l’eucarestia in Cattedrale e guiderò il cammino di preghiera e di riflessione nella chiesa di S. Antonio in Casale i mercoledì di Quaresima alle 20,30.

Il Mercoledì delle Ceneri la messa sarà in Cattedrale alle 20,30.

Il Signore ci aiuti, ci sostenga, ci protegga!      Buon cammino!

+ Gianni, Vescovo