La Conferenza Episcopale Piemontese ha fissato direttive restrittive circa le cosiddette “Messe di guarigione”, andate in vigore dal 1° ottobre. “Tali celebrazioni –si precisa- è tuttavia necessario che siano condotte e vissute nel rispetto della normativa liturgica. In particolare occorre che nel loro svolgimento non si favorisca o non si pervenga, soprattutto da parte di coloro che le guidano, a forme simili all’isterismo, all’artificiosità, alla teatralità o al sensazionalismo”. Pertanto, stabiliscono i Vescovi Piemontesi,Chi intende programmare celebrazioni liturgiche con lo scopo di invocare da Dio la guarigione (in specie, le cosiddette “Messe di guarigione”) deve richiedere e ottenere un permesso esplicito e scritto dal Vescovo diocesano, anche se proposte o partecipate da Superiori di Istituti religiosi, Vescovi o Cardinali. In tale richiesta, da farsi annualmente, si dovrà indicare il tempo e il luogo della celebrazione.

Sono da escludersi fin d’ora celebrazioni mensili; non sono inoltre consentite tali celebrazioni nelle domeniche o nelle solennità. Non è consentito ai sacerdoti presiedere o concelebrare in tali celebrazioni fuori della propria parrocchia o diocesi. Nella celebrazione della Messa, dei Sacramenti e della Liturgia delle Ore non è consentito introdurre preghiere di guarigione, liturgiche e non liturgiche. Durante le celebrazioni è data invece, la possibilità di inserire speciali intenzioni di preghiera per la guarigione nella preghiera universale o “dei fedeli”, quando questa è in esse prevista.

Nel caso di celebrazione eucaristica autorizzata ci si atterrà unicamente a questo schema:

a) Quanto alle orazioni: nel rispetto della normativa circa l’uso delle Messe votive o “Per varie necessità”, si useranno solo formulari presenti nel Messale Romano;

b) Quanto al Rito della Messa ci si attenga fedelmente al Messale Romano, evitando ogni abuso o indebita creatività (cfr. Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti: Istruzione Redemptionis Sacramentum del 25 marzo 2004).

c) È data la possibilità, al termine della Messa di proporre l’adorazione eucaristica e di concludere con l’unica benedizione eucaristica dal presbiterio. Si ricorda comunque che è vietata l’esposizione del SS. Sacramento unicamente per impartire la benedizione (Cfr. Rito della Comunione fuori della messa e culto eucaristico, Praenotanda, n.97)

d) Quanto all’eventuale gesto di imposizione delle mani e preghiera di benedizione, si seguirà unicamente quanto previsto dal Benedizionale utilizzando il cap. VI Benedizione dei malati” al 244 con relativa preghiera.

Inoltre, si ricorda che:

Il ministero dell’esorcismo deve essere esercitato solo da presbiteri e in stretta dipendenza dal Vescovo diocesano, ovvero con espressa licenza, a norma del can. 1172, della Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede del 29 settembre 1985 e del «Rito degli esorcismi e preghiere per circostanza particolari», in vigore dal 31 marzo 2002.

Le preghiere di esorcismo, contenute nel “Rito degli esorcismi e preghiere per circostanza particolari», devono restare distinte dalle celebrazioni “di guarigione” liturgiche e non liturgiche.

È assolutamente vietato inserire tali preghiere di esorcismo nella celebrazione della Santa Messa, dei Sacramenti e della Liturgia delle Ore.

Infine si ricorda che “l’intervento d’autorità del Vescovo diocesano si rende doveroso e necessario quando si verifichino abusi nelle celebrazioni di guarigione, liturgiche e non liturgiche, nel caso di evidente scandalo per la comunità dei fedeli, oppure quando vi siano gravi inosservanze delle norme liturgiche e disciplinari” (CDF, Istruzione, n.10).

Le presenti disposizioni sono state approvate all’unanimità dai Vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta riuniti in assemblea a Susa il 18 settembre 2018.