«Noi spesso ci immaginiamo alla ricerca del Signore, come Egli fosse il tesoro nel campo che ci attende ben nascosto in un punto preciso. Ma il vero messaggio della Risurrezione è che gli stesso si è messo sulle nostre tracce e ci trova. La Redenzione è lasciarsi trovare dal Signore, molto più che trovarlo». Lo ha affermato oggi pomeriggio il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) pronunciata nel corso del pontificale che ha presieduto in Cattedrale per la Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore. Commentando il brano di vangelo nel quale Giovanni racconta del sepolcro trovato vuoto, mons. Catella ha sottolineato «l’incomprensione della comunità che ancora non ha compreso Gesù che si è definito ‘luce del mondo’, il suo messaggio, la sua verità». Una incomprensione che «è anche evidenziata dal fatto che l’‘epicentro della ricerca di fede’ resta il sepolcro, ovvero l’unico posto dove il Risorto non può essere. Se si piange la persona come morta, cioè se ci si rivolge al sepolcro, non la si può sperimentare viva e vivificante nella propria esistenza». «I compagni del Cristo – ha aggiunto – inizieranno a sperimentarlo come Risorto, quando impareranno a staccarsi dalla sua tomba, quando accetteranno di lasciarsi alle spalle le vecchie pre-comprensioni, per lasciarsi chiamare per nome, e farsi rimettere in cammino». «Credere – ha concluso mons. Catella – significa non addormentarsi nel Getsemani ma vegliare con Cristo e prendere sul serio le sofferenze di Dio nel mondo, affrontando, insieme alla croce del Golgota, anche l’interminabile ‘venerdì santo’ della storia, con la certezza segreta che nasce dall’annuncio di Pasqua».