«“Smettere di fare calcoli e tornare a fare Eucaristia”: è la felice espressione posta a titolo dell’ultimo paragrafo della lettera di invito al quinto Convegno Ecclesiale Nazionale che si è svolto a Firenze nel novembre del 2015. Si direbbe che quel “nuovo umanesimo in Gesù Cristo” su cui riflettere onde proporlo qual progetto di vita alle sorelle e ai fratelli in ricerca di senso per la loro vita, consista esattamente nell’accedere di nuovo e sempre alla “logica del dono” lasciando quella del “fare calcoli”». Lo ha affermato ieri sera il Vescovo di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) pronunciata nel corso del pontificale per la Solennità del SS.mo Corpo e Sangue di Cristo. «Gesù – ha proseguito – nell’Eucaristia dà non “qualche cosa” ma se stesso; egli offre il suo corpo e versa il suo sangue. In tal modo dona la totalità della propria esistenza, rivelando la fonte originaria di questo amore. Egli è l’eterno Figlio dato per noi dal Padre». «Di quale Dio la fede cristiana è testimone e pubblica confessione? Perché la fede per sua natura non è qualcosa di intimo, di interiore; è adesione al dono di Dio di tutta la persona, questa fede esige di essere testimonianza e di essere pubblicamente confessata», ha aggiunto mons. Catella, sottolineando che «la “storia della salvezza” è la storia del “Dio in uscita”, del “Dio per”, del “Dio con”; la storia del Dio che non fa calcoli, ma si fa “dono”; potremmo dire del “Dio che si pone a mensa, mangia con l’uomo”. Se la Chiesa è, nella sua qualità di “corpo di Cristo”, sacramento della permanente presenza efficace di Cristo nel mondo, essa è – come tale – “sacramento della misericordia”»