«Vorrei che ogni membro di questa Chiesa sentisse come rivolto a sé il mio grazie, perché da tutti ho ricevuto certamente assai di più di quanto meritavo, di quanto ho saputo dare». Così si è espresso ieri sera l’Amministratore Apostolico di Casale Monferrato, mons. Alceste Catella, nell’omelia (clicca qui per il testo integrale) pronunciata nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto nella Cattedrale di Sant’Evasio in occasione del saluto alla Comunità diocesana che ha guidato per 9 anni, dal settembre 2008 all’ottobre 2017. Hanno concelebrato 50 sacerdoti, alla presenza del prefetto di Alessandria, Romilda Tafuri, di una ventina di Sindaci dei Comuni del territorio diocesano, di altre autorità locali e di numerosi fedeli della Diocesi.

«Ringrazio questa amata Chiesa casalese per quanto mi ha donato in questi anni: la vicinanza preziosa di tutti voi fratelli e sorelle; la fraternità operosa di voi carissimi presbiteri, di voi diaconi, assistenti pastorali, religiosi e religiose; tutti voi che generosamente avete collaborato con me ogni giorno nel governo pastorale della Diocesi; voi, carissimi Sindaci e Amministratori della Città e dei Comuni del nostro territorio: ho cercato – per quanto a me possibile – di cooperare con voi per il bene comune delle persone che ci sono affidate, specialmente quanti, sovente, sono considerati ultimi perché poveri, perché stranieri; grazie per tutto quanto fate».

 

Nel ringraziare Papa Francesco «perché ha regalato alla nostra Diocesi un nuovo pastore: Sua Eccellenza mons. Gianni Sacchi», mons. Catella ha assicurato che il suo successore «porterà nel servizio alla nostra Chiesa la vivacità e la creatività di una età più giovane e l’esperienza maturata nella Chiesa di Biella» che «sicuramente aprirà orizzonti nuovi nel nostro cammino».
Rispetto a «questo momento di cambiamento e di passaggio», mons. Catella ha esortato la «comunità cristiana – che ho amato e che amo» perché «non tema i cambiamenti, che sia concorde nell’attuare anche quei rinnovamenti indispensabili, che abbia la capacità di essere tollerante nelle diversità di proposte, di associazioni, di movimenti, di iniziative, di forme: altrimenti non si va lontano, altrimenti non si ubbidisce al Signore, non si è conformi alla sua volontà».
«Motto programmatico del mio servizio episcopale è stato: “Misericordias Domini cantabo”. Cantare ed invocare: cantare le grazie ed invocare misericordia per non aver saputo corrispondere alle tante grazie. Eppure questo – ha rivelato – non mi abbatte, non mi avvilisce». Ma «ancora e ancora – ha concluso – con umiltà e fiducia, voglio cantare al Signore; fino al giorno in cui “Misericordias Domini in aeternum cantabo”».

Mons. Catella, allo scambio del segno della pace, ha voluto abbracciare personalmente tutti i sacerdoti concelebranti.

Poi, prima della benedizione finale, i saluti al Vescovo da parte della comunità civile ed ecclesiale.

II Sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, anche a nome di tutti i Sindaci del territorio, ha espresso «la nostra profonda stima, il nostro affetto, la nostra riconoscenza per la sua preziosa opera al servizio della Diocesi». «Ella – ha proseguito – ha saputo magistralmente offrire alla nostra costante riflessione la dimensione essenziale del messaggio evangelico, un’unione tra pubblico e privato, tra coscienza individuale e collettiva nell’impegno costante a voler rendere la società ogni giorno un po’ più degna dell’uomo e di Dio». Palazzetti ha sottolineato come mons. Catella «ha saputo farsi nostro prossimo. Ha condiviso il nostro dolore per la vicenda Eternit, il nostro sdegno verso una sentenza sconcertante che mandava assolto un crimine asserendo che il diritto non sempre corrisponde alla giustizia. Ha condiviso la nostra commozione per l’inaugurazione del Parco “Eternot”. Ha invitato con la sua illuminata parola le nostre comunità a farsi prossimo per i più sfortunati, ad accogliere i profughi con spirito fraterno, a vincere la paura». «Grazie Eccellenza», ha concluso. «Non dimenticheremo il nostro buon pastore che ha con tanta sapienza del cuore attuato il motto “Misericordias Domini in aeternum cantabo”».

«Negli incontri di famiglia non sono tollerati discorsi lunghi che finiscono quasi sempre per essere anche discorsi retorici. I sentimenti di affetto, stima e gratitudine che abitano il nostro cuore li vogliamo esprimere, come abitualmente si fa in famiglia specie in certe circostanze, con dei piccoli doni» ha detto invece il Vicario Generale della Diocesi, don Giampio Devasini, introducendo il momento in cui sono stati consegnati a Mons. Catella tre omaggi, «doni piccoli ma pensati» perché «parlano della nostra fede, della nostra gente, della nostra storia, della nostra terra», ha aggiunto. Si tratta di una riproduzione del crocifisso del Cattedrale realizzata dall’artista Giovanni Bonardi; una raccolta di articoli del giornalista Gianni Turino su storie e personaggi popolari della terra di Monferrato; e una scatola di Krumiri Rossi, i tipici dolci di Casale. Nel presentare gli omaggi, don Devasini ha ricordato i «valori da Lei tenacemente custoditi: lavoro, schiettezza, onestà, perseveranza, sobrietà, riservatezza» e ha ringraziato mons. Catella anche a nome della «gente monferrina che Lei ha profondamente teneramente amato e quindi servito con fedeltà, dedizione, competenza, passione».

Al termine della celebrazione, nella Cappella di Sant’Evasio, per mezz’ora autorità e fedeli si sono succeduti per il saluto personale a Mons. Catella.