Un aiuto alla Caritas diocesana di Casale dai Lions club. Al ristorante della società Canottieri si è svolta la conviviale del Lions della Zona 4A del Distretto 108IA2 organizzata, quest’anno, dal Lions Club Casale dei Marchesi di Monferrato, assegnatario per il 2025, del “Service per Alberto”, service ideato e proposto dal Lions Host Giuseppino Coppo e dai suoi familiari in memoria del figlio Alberto scomparso in giovane età. Erano presenti oltre ai Club di Zona di Valenza, Casale, Vignale, Valcerrina San Salvatore anche il presidente di Zona Paolo Masoero il governatore distrettuale Alessandro Bruno e le socie del Soroptimist guidare dalla loro presidente Maria Laura Franchi.

I 10.000 euro raccolti dai Club sono stati consegnati a don Marco Calvo, direttore della Caritas diocesana, e verranno utilizzati per la ristrutturazione del primo piano dei locali sopra la mensa Caritas, nei pressi della stazione.

Ospiti della serata con i Lions don Marco e Silvia Meda, vice direttore della Caritas diocesana. Don Marco ha spiegato che cosa è la Caritas: “E’ un braccio della Chiesa, ma ci sono persone anche non credenti che si spendono in questo servizio e l’area coperta va da Pomaro a Cavagnolo. Ha due pilastri, uno è il Centro di Ascolto, cioè il luogo dove chiunque può arrivare a esporre il suo problema”.  Sono 1.700 le famiglie che in questi ultimi 10 anni hanno chiesto aiuto. L’altro pilastro è la mensa, “il luogo della condivisione, non parliamo tanto di problemi nella mensa: deve essere un luogo in cui stiamo insieme e mettiamo in comune la parte bella”. La mensa è aperta tre giorni la settimana. Con l’aumento del numero di volontari si spera di estendere il servizio ad altri giorni.

Ma questo è l’anno del Giubileo, con due dimensioni: la parte personale, religiosa, del perdono, e quella sociale. Un anno in cui “lasciare un segno anche per i non credenti, un anno di restituzione, ed è nata così l’idea del progetto Un Anno di Respiro”. La ristrutturazione degli immobili finanziata dai Lions si inserisce proprio in questo progetto, che ha l’obiettivo di donare un anno di sollievo a famiglie della Diocesi per quanto riguarda la povertà abitativa.

Ha detto Silvia Meda: “Abbiamo visto che sia a Casale sia fuori città c’è un’offerta limitata di alloggi economici e soprattutto è aumentata la richiesta di garanzie che il locatore richiede” e “ non è solo la persona senza fissa dimora ad avere questo tipo di problema, abbiamo 30 persone sul territorio che vivono una situazione di grave marginalità, di esclusione abitativa: c’è anche chi  vive stabilmente in una baracca,  niente luce, niente gas, niente acqua”.  Silvia Meda ha illustrato il progetto Un Anno di Respiro: “E’ una raccolta fondi a livello diocesano. Inizialmente pensavamo di aiutare famiglie in gravi difficoltà, in totale dovrebbero essere 20, che o già hanno un’abitazione o con un aiuto potranno trovarla, garantendo loro un aiuto  fino a 500 euro al mese”. 

Sopra la mensa, inoltre,  l’idea è di accogliere delle persone che si trovano in una situazione di grave esclusione abitativa per un periodo medio/medio lungo, da sei mesi a un anno. Non sarà però un dormitorio, ma uno spazio di accoglienza in cui è previsto un accompagnamento. Per ogni persona che viene accolta si pensa infatti di individuare un accompagnatore, una persona che la prende per mano e si mette al suo fianco per camminare insieme e superare la situazione di difficoltà.