Anche quest’anno, a Cavagnolo viene ricordata la figura di Casimiro Barello in concomitanza con l’anniversario della dichiarazione della sua Venerabilità, avvenuta nel 2000. Domenica 28 giugno, alle 10, nella chiesa di San Secondo (dove fu guarito da bambino e dove disse di aver avuto l’apparizione della Madonna) vi sarà la celebrazione della Messa solenne, seguita da un rinfresco offerto sulla piazzetta della chiesa. La sera di mercoledì 1 luglio è invece in programma una “passeggiata musicale in amicizia” con partenza alle 20,45, fino a Casa Ostino (la borgata dove nacque Casimiro il 31 gennaio 1857) e ritorno, con tappe musicali lungo il percorso.

L’iniziativa in memoria di Barello è promossa dal Comune di Cavagnolo in collaborazione con la parrocchia e l’Unità pastorale Santa Fede. Tutti sono invitati a partecipare.

Casimiro Barello è conosciuto anche come “il pellegrino di Dio” e “il pellegrino dell’Eucaristia”. Vestito con un saio alla francescana, sandali ai piedi,  percorse circa 20 mila chilometri nella sua giovane vita, che si concluse in Spagna, nella cittadina di Alcoy il 9 marzo 1884.

Scrive il biografo  Giampiero Pettiti: “Orfano di mamma a 12 anni, lavora nei campi, ma è di salute cagionevole e nell’adolescenza si ammala due volte seriamente. Guarisce, dice lui, dopo aver visto la Madonna, che gli chiede di dedicarsi ad una vita di preghiera e penitenza, facendosi pellegrino per amore. Se non c’è nessun problema a rendere più fervorosa la sua vita, più difficile diventa lasciare tutto e iniziare a pellegrinare, per la qual cosa deve attendere i 18 anni ed il consenso di papà. Parte nell’autunno 1875”.

Il suo peregrinare lo portò infine ad Alcoy, dove morì poi di polmonite in fama di santità. La causa di beatificazione venne promossa dalla Diocesi di Valencia, la guerra civile spagnola la rallentò, perché la documentazione raccolta andò distrutta. Nel 2000 Giovanni Paolo II riconobbe le sue virtù eroiche e lo proclamò Venerabile.