A 62 anni dalla promulgazione del decreto del Concilio Ecumenico Vaticano II sull’Ecumenismo Unitatis redintegratio” il 2 novembre 1964, sia inseguito ai numerosissimi pronunciamenti del magistero pontificio, degli episcopati nazionali, delle diverse chiese locali, non si può dire che la dimensione ecumenica sia entrata nella prassi pastorale della nostra, come di molte altre Chiese diocesane.

L’impegno profuso da chi mi ha preceduto nel Servizio di Pastorale ecumenica della Diocesi non ha ancora raggiunto le nostre parrocchie, e i nostri gruppi e movimenti, tranne pochissime lodevoli eccezioni, in maniera tale da far emergere una pastorale che tenga conto, dell’ormai non più rimandabile, attenzione all’ecumenismo; infatti anche sui territori delle nostre parrocchie vivono e lavorano parecchi fratelli e sorelle che appartengono a confessioni cristiane diverse dalla cattolica, con grande preponderanza degli appartenenti alle Chiese ortodosse, specialmente alla chiesa romeno- ortodossa.

Da alcuni anni, infatti è presente nella città di Casale una parrocchia, con un proprio parroco, attualmente è padre Marius Sutic, facente parte della Diocesi romeno- ortodossa d’Italia. La nostra Diocesi ha concesso come luogo di culto e sede della parrocchia ortodossa- romena dedicata a San Giovanni di Valacchia, la chiesa della “Madonnina sulle mura” che è stata chiusa per più di quarant’anni e che veniva usata solo in pochissime occasioni.

Certamente almeno una parte della città ha preso coscienza di questa “nuova presenza cristiana”, pur tuttavia non si è ancora sviluppata quella sinergia culturale e spirituale che potrebbe portare un notevole arricchimento al tessuto sociale cittadino.

Anche le parrocchie della nostra Diocesi al di là dei cordiali rapporti che occasionalmente intercorrono tra i nostri sacerdoti e il parroco ortodosso padre Marius, dovrebbero approfittare in modo più continuativo e organico di una presenza sicuramente capace di apportare una grande ricchezza spirituale e pastorale oltre che aprire nuovi e ampi orizzonti sul vastissimo panorama del cristianesimo delle varie tradizioni orientali che fin dagli inizi hanno illuminato l’intera Chiesa: “Una, santa, cattolica e apostolica” (Credo di Nicea-Costantinopoli).  Ricordando anche le celebrazioni dei 1700 anni del Concilio di Nicea, nel quale è stato redatto il Credo che, ancora oggi è accolto da tutte le Chiese cristiane che professano la loro fede nella Trinità Santissima e si riconoscono come la Chiesa di Cristo.

Questa celebrazione condivisa fa ben sperare per un nuovo impulso al cammino ecumenico verso la piena unità.

Penso quindi, che, più che “inondare” le parrocchie di fogli e foglietti sulla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, sia necessario tentare il più possibile capillari occasioni d’incontro e formazione nelle parrocchie e nelle unità pastorali.

A livello diocesano sono proposte due iniziative: la prima sabato 24 gennaio alle ore 18 nella parrocchia romeno-ortodossa di Casale (viale Morozzo di San Michele), la seconda, a data da destinarsi, si terrà nella sala Cavalla della curia vescovile per fare il punto della situazione ecumenica in Italia dopo i 1700 anni del Concilio di Nicea.

Sarà presente il Vescovo ortodosso del Patriarcato ecumenico mons. Athenagoras di Terme e, probabilmente, un rappresentante di una Chiesa evangelica.

Don Francesco Mancinelli