CASALE – Un pomeriggio alla Cascina Serniola nel segno del Beato mons. Luigi Novarese, che qui nacque il 29 luglio 1914. Domenica 19 sarà celebrata la memoria liturgica del Beato, con l’intervento del vescovo mons. Gianni Sacchi e tutti sono invitati a prendere parte a questo appuntamento. L’accoglienza è prevista alle 16, seguita da due momenti di riflessione coordinati da don Silvano Lo Presti, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute. Alle 16.30 mons. Francesco Mancinelli, rettore del Santuario di Crea, proporrà una meditazione dal titolo “Curare gli infermi, il sacramento dell’Unzione”. Alle 17.30 sarà invece padre Carmine Arice, superiore generale del Cottolengo, a intervenire con una relazione su “Il messaggio del Beato Novarese: un carisma ancora attuale?”. Padre Arice aveva già dedicato al fondatore dei Silenziosi Operai della Croce un apprezzato approfondimento in occasione della ricorrenza dello scorso anno. La giornata si concluderà con la concelebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo.

“L’invito è rivolto a tutte le persone che vivono situazioni di fragilità o sofferenza, senza distinzione di età, perché il dolore non conosce confini anagrafici né sociali – spiegano i Silenziosi Operai della Croce, che custodiscono la Cascina Serniola –. Ma vogliamo coinvolgere anche quanti operano nel mondo della salute, della formazione e della comunità ecclesiale, dove continua a risuonare con forza l’invito del Magistero: ‘Nessuno sia escluso’. La comunità casalese è chiamata a riscoprire la figura di questo suo illustre concittadino, conosciuto e stimato a livello internazionale, che ha dedicato la propria esistenza a restituire dignità e speranza alle persone malate e a chi vive ai margini della società. Proprio a Casale e nei luoghi di cura frequentati durante la lunga malattia che lo colpì da ragazzo, Novarese imparò infatti ad accogliere la sofferenza e a trasformarla in una missione di vita, diventando ancora oggi un punto di riferimento e una guida spirituale per molti.

Il Beato Luigi Novarese, morto a Rocca Priora il 20 luglio 1984, è stato uno dei principali innovatori della pastorale sanitaria del Novecento. Papa Giovanni Paolo II lo definì “Apostolo degli ammalati”. Il sacerdote fondò i Silenziosi Operai della Croce e il Centro Volontari della Sofferenza, promuovendo una nuova visione della persona malata, non più semplice destinataria di assistenza ma protagonista di una testimonianza di fede e speranza. Colpito all’età di nove anni da una grave forma di tubercolosi ossea, nel 1931 attribuì la propria guarigione all’intercessione della Madonna Ausiliatrice e di San Giovanni Bosco, maturando così la vocazione sacerdotale. Ordinato sacerdote nel 1938, prestò servizio per oltre vent’anni nella Segreteria di Stato della Santa Sede. Benedetto XVI lo dichiarò venerabile nel 2010, mentre papa Francesco lo proclamò beato l’11 maggio 2013. Il suo carisma continua ancora oggi attraverso le opere e le associazioni da lui fondate, impegnate quotidianamente nell’accompagnamento spirituale e umano delle persone che soffrono.