A Ferragosto, sarà celebrata la festa patronale del Santuario di Crea: l’Assunzione di Maria al Cielo. Alle 10, vi sarà la Messa presieduta dal vescovo mons. Giani Sacchi. Al termine, recita del rosario attorno al Sacro Monte con la processione con l’effigie della Madonna. Al pomeriggio, rosario alle 16 in Basilica, recita dei Secondi vespri solenni alle 16,30 e Messa alle 17. Venerdì 14 sarà recitato il rosario nella Basilica alle 16,30, seguito, alle 17, dalla Messa vigilare della solennità. Al termine, alle 18, vi sarà la recita dei Primi vespri.
Questa la riflessione del rettore del Santuario di Crea, mons. Francesco Mancinelli, sul significato della solennità.
La festa dell’Assunzione della beata Vergine Maria il 15 agosto è in assoluto la più grande delle feste mariane che la Chiesa celebra in Oriente e in Occidente.
Nelle Chiese dell’Oriente bizantino la festa del 15 agosto è considerata come la “Pasqua della Vergine”, ed è preceduta da una Quaresima di quattordici giorni.
E’ estremamente interessante notare come le diverse tradizioni orientali, tratte dagli scritti del V secolo sul “transitus mariae”, concordino su un dato: il fatto che la vergine Maria sia realmente morta, morta a Gerusalemme e sepolta al Getzemani.
Da questi testi emerge il dato di fede sulla reale morte di Maria, ella è morta come ogni altra creatura, e come il suo Figlio nostro Signore. Si sottopose alle leggi della natura che non sono incompatibili con la sua grandezza. Ella dunque morì, ma il suo corpo rimase inaccessibile alla corruzione. Dice un antico testo del V secolo: “Non stupisce la morte della Vergine salvezza del mondo, poiché l’artefice del mondo è morto nella carne”. E ancora: “Dio è stato sepolto e così la Madre di Dio; Dio discese negli inferi e vi andò anche la Madre di Dio”.
Maria muore ma non può rimanere sottomessa alla morte come l’antica Eva perché Ella è la più conforme a Cristo, per cui la tomba l’accolse per poco. Infatti così si esprime ancora l’antico testo del V secolo: “Fu restituito il trono al Re, il paradiso all’albero della vita, il disco alla luce, l’albero al frutto, la Madre al Figlio degna rappresentante del genere umano, primizia della Risurrezione finale”.
La verità di fede che si esprime attraverso la celebrazione liturgica dell’Assunzione della Beata Vergine Maria è dono di Speranza!
La speranza che, oltre la morte, non c’è il nulla ma la vita piena e definitiva; nella quale l’unità della persona spezzata dalla morte troverà una nuova ricomposizione in cui viene ricuperata seppur in maniera nuova e inesprimibile con parole umane, la totalità della persona anima e corpo.
Maria che ci precede con la sua Assunzione è per ciascuno di noi annuncio e certezza che la sua sarà anche la nostra condizione di creature rese totalmente partecipi della vita che non ha fine.
Purtroppo questa grande festa che è già preludio della nostra Risurrezione è fagocitata dal ferragosto traduzione contemporanea delle “feriae” augustane dell’antico paganesimo romano rivisitato in salsa contemporanea.
Noi, però, ostinatamente, ci auguriamo a vicenda, non buon ferragosto ma buona festa dell’Assunzione.
Don Francesco Mancinelli




