Si è spento venerdì 25 settembre, don Graziano Cavalli: il 3 luglio aveva festeggiato i 60 anni di ordinazione sacerdotale. Don Graziano era originario di San Salvatore: era nato il 13 ottobre 1942. Aveva però trascorso gran parte della sua vita come sacerdote “fidei donum” alla Diocesi di Neuquen, nel Sud dell’Argentina.
Era tornato in Italia da pochi mesi e nell’occasione il 5 luglio era stato festeggiato da confratelli e amici e conoscenti al Santuario della Madonna del Pozzo in San Salvatore Monferrato. Aveva detto di voler tornare quanto prima alla sua amata Missione in Neuquen. Invece dopo poche settimane era stato colto da un malore e non si era più ripreso.
Il funerale sarà celebrato domenica 27 alle 14 in Cattedrale a Casale, dove vi sarà la veglia funebre domani, sabato, alle 19,30. Don Graziano sarà ricordato con una Messa in suo suffragio nella chiesa di San Martino, a San Salvatore, alle 11,30 di domenica (Alle 11 vi sarà la recita del rosario).
Così don Graziano aveva raccontato quest’estate su La Vita Casalese come aveva deciso di dedicare la sua vita sacerdotale all’America Latina.
Il racconto di don Graziano
Durante il percorso seminaristico che svolgevo a Casale si è fatto sentire sempre più forte il desiderio di vivere il sacerdozio, verso cui ero incamminato, in una dimensione universale pur restando prete diocesano. E, visto che la nostra Diocesi aveva già donato alcuni sacerdoti alla Diocesi di Neuquen sognavo di aggiungermi a loro. Fu così che andai a completare la mia preparazione al sacerdozio nel seminario sorto a Verona per formare preti che sarebbero poi andati in Diocesi dell’Americana latina. Il 3 luglio del 1966 ebbi poi il privilegio di ricevere l’ordinazione sacerdotale dal Santo Padre Paolo VI nella basilica di San Pietro a Roma con altri compagni del seminario per l’America latina. Prima di partire per Neuquen restai per due anni come vice parroco a Occimiano e finalmente il 5 settembre 1968 partii per Neuquen.
Il Vescovo Mons. De Nevares mi accolse con l’amabilità che tutti gli riconoscevano e mi affidò, in un primo tempo, la parrocchia di Villa Angostura e, successivamente, la parrocchia di Maria Auxiliadora in Centenario dove rimasi fino al 2012.
Il campo nel quale il Signore mi aveva posto era ampio come territorio, con una popolazione, numerosa e variamente composta come provenienze e condizioni socio economiche.
Grazie alla Divina Provvidenza, alla collaborazione della missionaria Carla Guaschetti e alla generosità di tante persone, locali e casalesi, riuscii a costruire diverse Cappelle, nell’ampio territorio di Centenario assicurando la diffusione della Parola di Dio, la celebrazione dei Sacramenti e, nel contempo, venendo incontro a necessità primarie di vita per una grande percentuale della popolazione.
Fu in questi anni che il vescovo De Nevares mi chiese di avere cura del Seminario che nel frattempo era sorto in città e di svolgere il ruolo di vicario generale ruolo che occupai successivamente anche con i vescovi Marcelo, Virginio e Fernando Croxatto al quale offrii poi la rinuncia.
Nel 2012, con la morte del missionario don Italo Varvello, fui trasferito nella città di Neuquen dove fui nominato parroco di Nostra Signora di Lourdes di cui don Italo aveva curato la costruzione della chiesa e dei locali parrocchiali e dato vita ad una fervorosa comunità cristiana. In modo particolare presi cura delle iniziative da lui avviate: Rayito de sol per l’assistenza ai bambini senza famiglia e poi alle mamme e figli in condizioni difficili. Don Italo ha iniziato il Gruppo Belem per accompagnare mamme giovani in attesa del parto e successivamente nei primi anni di vita dei bambini. Don Italo ha fondato la Radio Divina Provvidenza che non si sostiene con la pubblicità m a solo con la “Divina Provvidenza”…
Al compiere degli ottanta anni ho presentato la mia rinuncia come parroco affinché mi succedesse un sacerdote più giovane e argentino. Io continuo accompagnandolo come vice parroco fin che Dio vorrà. Continuo a collaborare come “Difensore del vincolo” nel Tribunale ecclesiastico delle Diocesi della Patagonia”.



