La questione non è più se l’intelligenza artificiale cambierà la Chiesa. Sta già accadendo. Leone XIV ha dedicato all’intelligenza artificiale la sua prima enciclica, “Magnifica humanitas”, firmata il 15 maggio 2026, nel 135° anniversario della “Rerum novarum”. Una scelta dal forte valore simbolico: la stessa risposta che Leone XIII diede alla rivoluzione industriale viene oggi applicata alla rivoluzione digitale. Al centro dell’enciclica ci sono la verità come bene comune, il rischio che piattaforme e algoritmi moltiplichino disinformazione e polarizzazione, la concentrazione del potere tecnologico nelle mani di pochi soggetti privati e i nuovi conflitti, combattuti anche sul terreno informatico e attraverso la manipolazione dell’opinione pubblica.
È esattamente il territorio esplorato da Luigi Ricci nel libro “Vaticano Zero Day. Guerre ibride e nuove minacce alla Chiesa nell’era dell’intelligenza artificiale”, pubblicato da Lindau. Il volume sarà presentato venerdì 25 settembre alle ore 21 nella Sala Cavalla del Seminario di Casale, durante un incontro promosso dalla Diocesi di Casale nell’ambito del programma “Cantiere Speranza”. A introdurre la serata sarà il vescovo mons. Gianni Sacchi. L’ingresso è libero, aperto a tutti.
Dai deepfake alla disinformazione, dagli attacchi informatici alla vulnerabilità delle infrastrutture digitali, fino alla crescente concentrazione del potere tecnologico: il libro ricostruisce uno scenario nel quale la Chiesa non è soltanto chiamata a esprimere un giudizio etico sull’intelligenza artificiale, ma deve imparare a difendersi dalle nuove minacce che attraversano il mondo digitale. “La domanda decisiva non è più soltanto che cosa possa fare l’intelligenza artificiale – osserva Luigi Ricci -. La vera domanda è chi sarà in grado di governarla. E se anche la Chiesa sia davvero preparata a farlo”.
“Vaticano Zero Day” conduce il lettore dentro un territorio ancora poco esplorato: quello delle guerre ibride, degli attacchi cyber, della propaganda algoritmica e delle operazioni di influenza che possono colpire il Vaticano, le istituzioni ecclesiastiche e la credibilità stessa della Chiesa.
Una riflessione che, dopo l’enciclica di Leone XIV, assume un’attualità ancora più evidente: la rivoluzione digitale non è alle porte della Chiesa. Ha già varcato la soglia.
Queste le note di copertina del libro
Meno di un anno dalla sua elezione, Leone XIV si trova a guidare la Chiesa nel cuore di una tempesta senza precedenti. Non sono le antiche ruggini della Curia né la litigiosità delle fazioni interne a minacciare il suo mandato, ma un’aggressione invisibile e totale: la strategia della tensione digitale.
In un contesto di guerra mondiale a bassa intensità e di crollo del diritto internazionale, il Vaticano è diventato il bersaglio di chiunque ambisca all’instaurazione di un nuovo ordine mondiale. Attraverso la lettura dei segnali deboli, il metodo proprio dell’analisi dei sistemi complessi, questo volume decifra la vulnerabilità della Santa Sede alle operazioni di disinformazione algoritmica e agli attacchi cyber, esaminando il ruolo di Big Tech, dei movimenti MAGA e le fragilità dell’Europa nel nuovo equilibrio globale. Un’analisi aggiornata fino ai fatti del 13 aprile, che coglie in tempo reale le tensioni tra l’Oltretevere e la destra radicale americana.
I continui richiami del Papa alla pace rappresentano un atto di resistenza geopolitica che rompe la narrazione del conflitto e sfida il controllo degli oligarchi della tecnologia. Per i padroni degli algoritmi, il Pontefice è l’ultimo baluardo di un’umanità non manipolabile.
Ma la partita che si gioca tra le Mura Leonine supera di gran lunga i confini della religione. Se l’intelligenza artificiale riesce a hackerare il sacro, a riscrivere la storia e a sostituire la coscienza con il calcolo, non sarà solo la Chiesa a soccombere, ma l’essenza stessa dell’uomo.
In questa oscurità opera però un esercito senza insegne: uomini e donne che hanno abbandonato le grandi multinazionali del silicio per mettersi al servizio di una causa che non ha prezzo, ultimi a presidiare la frontiera tra l’umano e la macchina, chiamati Ronin Digitali.
L’autore
Luigi Ricci è analista e saggista, specializzato nell’intersezione tra innovazione tecnologica, dinamiche di potere e architetture della percezione. Dopo oltre vent’anni come consulente strategico del TG1, ha fondato l’Istituto Barometro di Roma, di cui è Direttore della Ricerca. In Vaticano Zero Day la sua esperienza nell’analisi dei sistemi complessi diventa manifesto di una resistenza necessaria: partendo dai dati, svela i retroscena di uno scontro già in corso e apre una riflessione urgente sul futuro delle istituzioni millenarie, perché l’intera civiltà non diventi preda di un algoritmo senz’anima.



