Come a suo tempo annunciato dal nostro Vescovo Gianni, dal 5 ottobre il Santuario di Crea vedrà l’arrivo dei Padri monfortani: essi avranno il compito di svolgervi il servizio pastorale. Ebbene, chi sono questi Padri? I Missionari monfortani, conosciuti anche come Padri monfortani, ufficialmente nominati Missionari della Compagnia di Maria, è un istituto di vita religiosa di diritto pontificio, fondato da San Luigi Maria Grignion di Montfort (1673–1716). Sono un Istituto di sacerdoti e fratelli consacrati per una vita apostolica e missionaria, e chiamati all’opera di evangelizzazione, rispondendo ai bisogni odierni della Chiesa e del mondo.
Il Santo di Montfort ancora da giovane sacerdote, sentendo nel cuore un appello urgente per l’annuncio, sognò e pregò Dio con fervore per ottenere il dono di una piccola e povera Compagnia. Sacerdoti e missionari che, sotto la protezione della Vergine Maria, e guidati dal totale abbandono alla Provvidenza, sulle orme degli apostoli, predicassero il Vangelo, e attraverso la devozione a Maria, rinnovassero lo spirito cristiano nel Popolo di Dio. Questa supplica che delinea i tratti dei futuri missionari San Luigi la espresse nella Preghiera infuocata. Ai suoi sacerdoti, Montfort diede una regola improntata agli ideali di povertà evangelica, distacco dal mondo, carità verso i più deboli, obbedienza, e una spiritualità apostolica e mariana. Le costituzioni dell’Istituto così esprimono la missione dei monfortani:“La nostra missione nella Chiesa consiste nel rivelare il mistero della salvezza a coloro che non lo conoscono, nel farlo scoprire ed approfondire da coloro che già hanno udito la Buona Novella, con una rinnovata presa di coscienza del significato dell’impegno battesimale” (Costituzioni n. 9).
Essi considerano parte integrante della loro missione evangelizzatrice anche quella di trasmettere l’eredità spirituale di San Luigi di Montfort, espressa nella consacrazione “a Gesù Cristo per le mani di Maria”, e sintetizzata nel moto “Totus Tuus”. È l’“habitus” attraverso cui i padri e i fratelli monfortani cercano di vivere il carisma dell’Istituto per realizzare la loro vocazione religiosa: “stabilire il Regno di Gesù per mezzo di Maria”.
La spiritualità di San Luigi di Montfort, una scuola sapienziale in ricerca della Sapienza eterna ed incarnata, Gesù Cristo, per conoscerlo, amarlo e farlo conoscere agli altri. Questo cammino sapienziale viene percorso insieme con Maria, un grande e meraviglioso segreto donatoci dal cielo, per vivere con entusiasmo e speranza il cammino verso la santità della vita cristiana, e così essere testimoni del Regno di Cristo e di Maria nei nostri cuori e nel nostro ambiente di vita.
Chi era San Luigi Maria Grignon de Monfort
A questo punto vogliamo tratteggiare brevemente la figura di San Luigi Maria Grignon de Monfort. Nacque il 31 gennaio 1673 a Montfort-la-Cane (oggi Montfort-sur-Meu), vicino a Rennes, in Bretagna, da Jean-Baptiste Grignion, un avvocato che lavorava nel tribunale di Montfort, e Jeanne Robert. I due ebbero diciotto figli, dei quali sette morirono a pochi mesi dalla nascita. Luigi Maria era il secondogenito e divenne il figlio maggiore dopo la morte, all’età di quattro mesi, del primogenito che era nato nel febbraio 1672. Il piccolo Luigi Maria venne battezzato il giorno successivo alla sua nascita, il 1º febbraio. Non è certo se entrambi i suoi nomi, Luigi e Maria, gli furono imposti al momento del battesimo; alcuni testimoni suggeriscono che egli abbia aggiunto il secondo nome solo dopo la Cresima.
Qualche settimana dopo la nascita, venne mandato nella casa rurale di proprietà paterna chiamata La Bachellaraye, dove fu affidato a mère Andrée, una contadina del luogo che gli fece da nutrice. Nell’estate del 1675, il padre acquistò il maniero di Bois-Marquer, una vecchia residenza signorile medioevale a Iffendic, vicino Montfort, e Luigi Maria tornò a vivere con la propria famiglia.
Nel 1684, all’età di 11 anni, si iscrisse alla scuola del collegio gesuita “Saint-Thomas” di Rennes; nel 1690 completò gli studi classico-umanistici; poi studiò per due anni filosofia; nel 1692, infine, iniziò a studiare teologia.
Lasciò il collegio Saint-Thomas il 2 novembre 1692, per dirigersi a Parigi, dove frequentò il seminario della chiesa di Saint-Sulpice, che si appoggiava all’Università della Sorbona per l’insegnamento della teologia.
Il 5 giugno 1700 venne ordinato sacerdote, avrebbe voluto svolgere il suo ministero in Canada come missionario, venne invece inviato a Nantes, nella Loira Atlantica, presso la comunità di Saint-Clément, una comunità di sacerdoti che predicava le missioni al popolo. Nel 1706, in occasione di un suo pellegrinaggio a Roma, fu nominato “missionario apostolico” dal papa Clemente XI.
In seguito, svolse diversi incarichi di apostolato in varie località: dapprima a Poitiers come cappellano dell’ospedale, poi in Bretagna come predicatore di missioni popolari soprattutto alle comunità più povere e disagiate; svolse questo medesimo ministero nella regione della Vandea, in Bretagna, in Normandia, nel Poitou e Saintorge.
Nel 1705 diede avvio ad una comunità di religiosi e nel 1713 fece conoscere il regolamento di una “compagnia” a cui darà il nome di “Società Missionaria della Compagnia di Maria”. In seguito, fondò anche una congregazione femminile che chiamò “Figlie della Sapienza”. La congregazione verrà approvata dal papa Benedetto XIV nel 1748 e ottenne la definitiva approvazione nel 1825 dal papa Leone XII.
Infine, il 1º aprile 1716 iniziò la sua ultima missione a Saint-Laurent-sur-Sèvre, per gli sforzi compiuti in quei giorni e quasi al termine della missione si ammalò di polmonite. Morì la sera del 28 aprile 1716. Fu sepolto a Saint-Laurent-sur-Sèvre nella basilica che oggi porta il suo nome. Fu beatificato da papa Leone XIII nel 1888 e canonizzato da Pio XII nel 1947.
Papa Giovanni Paolo II era particolarmente devoto a San Luigi Grignon de Monfort; il motto episcopale che aveva scelto (Totus Tuus), viene proprio dall’opera fondamentale del Monfort: “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine”. La spiritualità monfortana ha questo tratto peculiare costituito da una profonda devozione mariana; ispirazione ben fondata e ben motivata, proponibile ad ogni cristiano, anche alle persone semplici; sta qui il carisma fondamentale dei religiosi che verranno a Crea, il nostro amato Santuario mariano.
+ Alceste Catella




