Un applauso ha segnato la firma della convenzione da parte del vescovo mons. Gianni Sacchi e del responsabile dei monfortani in Italia, padre Angelo Sorti, con la quale la Diocesi di Casale affida ai religiosi, inizialmente per 3 anni, il Santuario di Crea. L’intesa è stata siglata nella basilica martedì 22 settembre, al termine di una serata dedicata alla preghiera e poi alla presentazione ufficiale dei Padri Monfortani che si occuperanno del Santuario. In tanti sono giunti al Santuario, affollando la chiesa. Erano rappresentate parrocchie di ogni parte della Diocesi. C’era anche un buon numero di sacerdoti. Ad accogliere tutti è stato il rettore mons. Francesco Mancinelli, che il 4 ottobre passerà il testimone dopo quasi vent’anni di servizio al Santuario.
Il Vescovo è intervenuto dopo la lettura della Parola di Dio (Is 2,1-5; Lc 1, 39-45) e di un brano del “Trattato della vera devozione a Maria” di Montfort. Ha detto il mons. Sacchi: “Ai Padri Monfortani che oggi accogliamo vorrei dire con semplicità: questa sera la Chiesa di Casale vi consegna qualcosa che ama profondamente. Vi consegna Crea. Ve la consegna perché la custodiate insieme con noi, perché ne conosciate la storia e il cuore, perché impariate ad amare questo luogo e la gente che da generazioni guarda a questo colle con affetto e devozione. Ma vi chiediamo anche di portarci ciò che siete. Portateci il carisma di san Luigi Maria, la vostra esperienza spirituale e missionaria”.
Ha aggiunto: “E alla nostra Diocesi vorrei rivolgere un altro invito. Crea è nostra. È di tutti. È della Chiesa di Casale. È delle nostre comunità. Accompagniamo i Padri. Sosteniamoli. Collaboriamo con loro. Portiamo qui le nostre comunità come tanti stanno facendo… e ancora di più. E soprattutto preghiamo perché ciò che questa sera iniziamo sia opera dello Spirito e non semplicemente un nostro progetto. La lunga storia di Crea continua. Altre generazioni hanno custodito questo Santuario prima di noi. Ora tocca a noi consegnarlo al futuro ancora più vivo, ancora più accogliente, ancora più capace di parlare di Dio. E lo affidiamo a Maria”.
Ha detto anche: “Vorrei che negli anni che abbiamo davanti Crea diventasse sempre più un cuore spirituale della nostra Diocesi. Un Santuario aperto e vivo, nel quale si possa trovare durante l’anno una comunità che accoglie, ascolta, celebra, accompagna. Un luogo di preghiera personale e comunitaria, di ascolto della Parola, di riconciliazione e di accompagnamento spirituale. Un luogo di spiritualità mariana profondamente cristocentrica. Un luogo nel quale le nostre parrocchie possano salire per ritiri, pellegrinaggi, incontri e momenti di fraternità. Un luogo capace di accogliere anche chi è sulla soglia della fede, chi porta domande, chi sente semplicemente il bisogno di silenzio e di pace”.
Padre Angelo ha spiegato chi sono i Monfortani e qual è la loro missione: annunciare il Vangelo, “oggi un compito urgente”. Ma come? Con la corresponsabilità dei laici, in continuità con il cammino pastorale fatto finora, nella comunione ecclesiale e con lo stile della sinodalità. Si è anche soffermato su quali saranno le forme dell’annuncio: accoglienza dei pellegrini; celebrazioni dei sacramenti, in particolare l’Eucarestia e la riconciliazione; ascolto della Parola; mettersi in ascolto dei pellegrini; formazione dei laici; creazione di gruppi mariani; accompagnamento spirituale e umano; presenza e aiuto alle parrocchie che chiedono collaborazione. I religiosi hanno anche lanciato una proposta, accolta favorevolmente dal Vescovo, quella di una “missione popolare” nella Diocesi di Casale.
Prima della firma della convenzione, si è presentato il nuovo rettore, padre Paolo Andreoletti (“vogliamo essere con voi compagni di viaggio”), a Crea già da qualche giorno per il passaggio delle consegne. Accanto a lui padre Marek, giovane sacerdote polacco. Li raggiungeranno presto padre Giorgio (ancora a Loreto) e un confratello attualmente in Francia. E, forse, arriverà un quinto monfortano.
I religiosi hanno già lanciato una proposta alla Diocesi, accolta favorevolmente dal Vescovo, quella di una “missione popolare” nel Casalese.
Questo l’intervento del Vescovo
Carissimi fratelli e sorelle, cari sacerdoti, caro rettore, carissimi Padri Monfortani, questa sera viviamo un momento particolarmente significativo per la nostra Chiesa di Casale.
Siamo qui, nel nostro amato Santuario di Crea, non semplicemente per presentare una nuova comunità religiosa, ma per accogliere un dono e per aprire insieme un nuovo capitolo della lunga storia di questo luogo.
Crea viene da lontano. Viene da diverse comunità religiose che si sono succedute nello scorso millennio. Secoli di fede, di preghiera, di pellegrinaggi, di lacrime affidate alla Madonna, di grazie invocate e ricevute hanno attraversato queste mura e questi sentieri.
Generazioni di uomini e di donne sono salite fin quassù portando nel cuore gioie, fatiche, speranze e domande. E Maria, da questo colle, ha continuato ad accompagnare il cammino del nostro popolo.
Questa storia non si interrompe. Continua. E questa sera, e soprattutto dal 4 ottobre, ne comincia una pagina nuova.
Il profeta Isaia contempla un monte verso il quale affluiscono i popoli: “Venite, saliamo sul monte del Signore”. È un’immagine molto bella per ciò che desideriamo possa essere sempre più Crea: un luogo verso il quale salire. Non soltanto geograficamente. Salire verso Dio. Un Santuario esiste per questo: per aiutare l’uomo a rialzare lo sguardo, per offrirgli uno spazio nel quale tornare ad ascoltare Dio, riconciliarsi con Lui, ritrovare pace, ricominciare.
Isaia aggiunge: “Egli ci indicherà le sue vie e noi cammineremo per i suoi sentieri”. Vorrei che Crea diventasse sempre più una scuola dei sentieri di Dio: un luogo dove imparare a pregare, celebrare bene la liturgia, accostarsi al sacramento della Riconciliazione, trovare tempi di silenzio, di formazione e di discernimento.
È dentro questa prospettiva che accogliamo la presenza dei Padri Monfortani. San Luigi Maria Grignion de Montfort ci ha lasciato una convinzione semplicissima e profondissima: Maria non trattiene mai presso di sé. Maria conduce a Cristo. Lo abbiamo ascoltato nel “Trattato della vera devozione”: “Se noi stabiliamo la solida devozione della santissima Vergine, ciò è solo per stabilire più perfettamente quella di Gesù Cristo”. Questa frase potrebbe diventare il programma spirituale di questo nuovo cammino.
A Crea vogliamo amare Maria perché Maria ci insegni ad amare Cristo. La spiritualità monfortana custodisce proprio questo centro: Gesù Cristo. Un’autentica devozione mariana non conduce mai a fermarsi a Maria. Attraverso Maria entriamo più profondamente nella conoscenza, nell’amore e nel servizio del Signore Gesù.
Per questo credo che il carisma dei Padri Monfortani possa inserirsi con grande naturalezza e fecondità nella vocazione di questo Santuario. Crea possiede già una storia, una tradizione, una spiritualità, un patrimonio straordinario di fede e di arte. Non dobbiamo inventare Crea. Dobbiamo piuttosto far emergere tutte le potenzialità che questo Santuario possiede.
Vorrei che negli anni che abbiamo davanti Crea diventasse sempre più un cuore spirituale della nostra Diocesi. Un Santuario aperto e vivo, nel quale si possa trovare durante l’anno una comunità che accoglie, ascolta, celebra, accompagna. Un luogo di preghiera personale e comunitaria, di ascolto della Parola, di riconciliazione e di accompagnamento spirituale. Un luogo di spiritualità mariana profondamente cristocentrica. Un luogo nel quale le nostre parrocchie possano salire per ritiri, pellegrinaggi, incontri e momenti di fraternità. Un luogo capace di accogliere anche chi è sulla soglia della fede, chi porta domande, chi sente semplicemente il bisogno di silenzio e di pace.
Il Vangelo della Visitazione ci consegna un’altra immagine preziosa: “Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa”. Maria è una donna che si mette in cammino.
Dopo aver accolto Cristo dentro di sé, parte. Va verso Elisabetta. Porta Gesù. È questo il movimento autentico della Chiesa: accogliere Cristo e portarlo agli altri. Per questo vorrei che Crea non fosse soltanto un luogo nel quale si arriva, ma sempre più un luogo dal quale si riparte. Si sale a Crea per incontrare il Signore e si scende da Crea per essere cristiani più autentici nelle nostre case, nelle nostre comunità, nei luoghi di lavoro, nella società. Dove Maria porta Gesù, qualcosa ricomincia a vivere. È questo ciò che chiediamo anche per il nostro Santuario. Non semplicemente più attività o più iniziative, ma più vita evangelica. Più preghiera. Più ascolto. Più riconciliazione. Più capacità di accompagnare le persone verso Cristo.
Ai Padri Monfortani che oggi accogliamo vorrei dire con semplicità: questa sera la Chiesa di Casale vi consegna qualcosa che ama profondamente. Vi consegna Crea. Ve la consegna perché la custodiate insieme con noi, perché ne conosciate la storia e il cuore, perché impariate ad amare questo luogo e la gente che da generazioni guarda a questo colle con affetto e devozione. Ma vi chiediamo anche di portarci ciò che siete. Portateci il carisma di san Luigi Maria, la vostra esperienza spirituale e missionaria. Aiutateci a conoscere più profondamente Maria come la via che conduce a Cristo. Aiutateci a fare di questo Santuario una vera scuola di preghiera, di ascolto della Parola, di riconciliazione e di missione.
E alla nostra Diocesi vorrei rivolgere un altro invito. Crea è nostra. È di tutti. È della Chiesa di Casale. È delle nostre comunità. Accompagniamo i Padri. Sosteniamoli. Collaboriamo con loro. Portiamo qui le nostre comunità come tanti stanno facendo… e ancora di più. E soprattutto preghiamo perché ciò che questa sera iniziamo sia opera dello Spirito e non semplicemente un nostro progetto.
La lunga storia di Crea continua. Altre generazioni hanno custodito questo Santuario prima di noi. Ora tocca a noi consegnarlo al futuro ancora più vivo, ancora più accogliente, ancora più capace di parlare di Dio. E lo affidiamo a Maria. A Lei che si alzò e andò in fretta verso la montagna. A Lei che non trattiene nulla per sé, ma porta sempre Gesù. A Lei chiediamo di accompagnare i Padri Monfortani, di custodire la nostra Diocesi e di fare di Crea sempre più una casa nella quale ogni uomo possa incontrare Cristo e ritrovare la strada della speranza.
Maria, Madre del Signore e Madre nostra, continua a vegliare da questo colle sul nostro popolo. E insegnaci, con San Luigi Maria Grignion de Montfort, ad andare a tuo Figlio attraverso di Te, per conoscerlo più profondamente, amarlo più teneramente e servirlo più fedelmente.




