Ho letto con interesse la “lectio divina” offerta da un Vescovo ad un gruppo di giovani, a partire dall’episodio della “moltiplicazione dei pani”: intendo servirmene e offrirla anche alla vostra riflessione.
“Sbarcando vide una grande folla e sentì compassione…”: occorre partire da questa “com-passione” per entrare dentro il vero significato di quella “moltiplicazione dei pani e dei pesci”; essa è un atto di “condivisione”. Elemento interpretativo dell’episodio, la compassione ne appare anche l’elemento “generatore”: Gesù si avvicina a tutta quella folla, apprezza la loro ricerca, il loro accorrere per ascoltarlo; soprattutto egli vive con loro un momento di reale e profonda condivisione: si mette a loro totale disposizione.
Come non pensare che Gesù stia educando i suoi discepoli? Quella stessa commozione e condivisione, infatti, dovranno permeare anche il loro agire, i loro gesti e parole, i sentimenti e gli atteggiamenti; e subito li mette alla prova. “…Date loro voi stessi da mangiare…”: se tentiamo di ricostruire la reazione dei discepoli, siamo portati a riconoscere in essi un misto di stupore e di irritazione, dato che Gesù sta chiedendo loro qualcosa di francamente impossibile…
Eppure, Gesù incalza e replica: “Quanti pani avete?”. La situazione che viene ora a crearsi sembra di quelle che permettono di troncare perentoriamente quello strano parlare di Gesù. “Non abbiamo che cinque pani e due pesci”; ma il discorso non si chiude affatto! Che cosa vuoi Gesù? Come vuoi fare per mantenere la parola e dare da mangiare a tutta questa gente? Non si intravvede una sola via d’uscita umanamente ragionevole.
Eppure, la risposta viene: “Prese i cinque pani e i due pesci… spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. Tutti mangiarono e furono saziati…”. La sorpresa è che la risposta sufficiente e adeguata alla fame di quella gente, è nella persona di Gesù. E non perché egli fa il miracolo di moltiplicare pani e pesci, bensì per ciò che il “segno miracoloso” indica: Gesù è la risposta alla fame di senso da dare alla vita dell’uomo, di ogni uomo e di tutta l’umanità; è la risposta alla fame di verità; al bisogno profondo e spesso inconsapevole di salvezza.
Dopo l’Ascensione, il luogo dell’incontro con il Dio che in Gesù Cristo si commuove, condivide, spezza, distribuisce, dà da mangiare, offre senso e redenzione all’umanità è la comunità e – nella comunità – la celebrazione dell’Eucaristia.
“Signore, aiutaci a non ritenere la nostra pochezza motivo sufficiente per dispensarci dal condividere quel poco che siamo e che abbiamo…”.
+ Alceste Catella




